Chi sono i lefebvriani e perché sono arrivati (di nuovo) allo scisma: la lunga ribellione in nome della tradizione

01 Luglio 2026 - 18:25
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Chi sono i lefebvriani e perché sono arrivati (di nuovo) allo scisma: la lunga ribellione in nome della tradizione

Chi sono i lefebvriani e perché sono arrivati (di nuovo) allo scisma: la lunga ribellione in nome della tradizione

Ha un precedente e radici decennali lo scisma provocato dai lefebvriani con l’ordinazione di quattro vescovi senza mandato pontificio. Il precedente risale al 30 giugno 1988, quando il fondatore, monsignor Marcel Lefebvre, ordinò a sua volta quattro vescovi senza mandato, facendo scattare la scomunica latae sententiae. Con quello strappo arrivarono alle estreme conseguenze le ragioni stesse della fondazione del gruppo tradizionalista Fraternità Sacerdotale San Pio X, avvenuta nel 1970 ma maturata in uno scontento radicato da una decina d’anni.

Chi era Marcel Lefebvre e cosa chiedono i lefebvriani

Marcel Lefebvre, morto nel 1991, era un sacerdote francese della Congregazione dello Spirito Santo, oppositore del Concilio Vaticano II. Nato a Tourcoing nel 1905, il sacerdote, che ha operato in Africa come missionario in Gabon e come vescovo nel Senegal, è stato una delle voci più critiche sulle innovazioni introdotte nella Chiesa a inizio anni ‘60: dalla riforma liturgica con l’addio alla messa in latino al documento Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa.

La Fondazione della Fraternità Sacerdotale Pio X

Nel 1970, Lefebvre fonda in Svizzera la Fraternità Sacerdotale Pio X, ispirata al pensiero di papa Sarto che a inizio ’900 si era fatto promotore di una visione anti-modernista della Chiesa. Attualmente la Fraternità è presente in oltre 70 Paesi del mondo, ha circa 700 sacerdoti, 250 suore e oltre 250 seminaristi. L’organizzazione, inizialmente riconosciuta dalla Santa Sede, ha continuato a celebrare la messa senza le novità introdotte dal Concilio mentre pubblicamente il vescovo francese attaccava le riforme introdotte a Roma bollandole come “neo moderniste” e “neo protestanti”.

Lo scioglimento e lo strappo con Paolo VI

Un anno dopo lo scioglimento, nel 1975, della Fraternità con un atto firmato dal vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo Pierre Mamie in accordo con il Vaticano, si consuma lo strappo tra Lefebvre e Paolo VI. Il Pontefice tenta una mediazione, ma il 29 agosto 1976 il vescovo celebra messa a Lille davanti a 10mila fedeli violando la sospensione a divinis in vigore da luglio.

Lo scisma e il precedente ai tempi di Wojtyla

A fine anni ‘80, Lefebvre dichiara la volontà di ordinare vescovi che incarnassero al meglio i valori della Fraternità Sacerdotale Pio X anche dopo la sua morte. Nonostante i ripetuti avvertimenti di Wojtyla, il 30 giugno 1988 l’ordinazione senza mandato papale di quattro religiosi da parte di Lefebvre. Per Giovanni Paolo II le nomine configurano lo scisma. Benedetto XVI tese una mano ai lefebvriani rimettendo la scomunica. Oggi a Econe, in Svizzera, dove ha sede il seminario, il nuovo strappo, consumato nonostante un accorato appello di Papa Leone a ripensarci.

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