Meloni attacca Vannacci: “Non mi si parli di vera destra, votate contro la fiducia. E fare quello che serve alla sinistra non è difendere l’interesse nazionale”

12 Giugno 2026 - 10:52
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La premier Giorgia Meloni rompe il silenzio con cui aveva finora congelato il nodo Vannacci e va all’attacco. Lo fa in un’occasione di primissimo piano: in Aula alla Camera, nel corso delle comunicazioni in vista del Consiglio europeo. Dai banchi del governo, dopo l’ennesima critica dalle file vannacciane, la presidente del Consiglio fissa l’obiettivo e affonda. “Per 6 volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte e Renzi”, dice rivolgendosi ai deputati di Futuro Nazionale da cui prende apertamente le distanze. “Votare contro la fiducia – insiste – significa votare per mandare a casa il governo. E fare quello che serve alla sinistra non è mai difendere l’interesse nazionale“.

Dopo mesi in cui Meloni si era tenuta alla larga da commenti sulle mosse del generale e dei suoi sostenitori, l’attacco diretto si affianca alla sfida. “Non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra“, le parole con cui la premier in Aula risponde non solo ai suoi deputati, ma indirettamente anche allo stesso Vannacci. Che meno di 24 ore prima in diretta tv da Lilli Gruber, si era proposto come il “sestante” di una “destra autentica”. Ma Meloni non ci sta e cambia passo.

“Quello che stiamo facendo a tutela dell’interesse nazionale è quello che c’era nel nostro programma. Un programma per realizzare il quale voialtri siete stati eletti nelle file del centrodestra“, sono le parole con cui la premier – al momento – sembra mettere fuori dal perimetro del centrodestra i vannacciani. A sancire la rottura, non solo le due distinte risoluzioni, quella di Futuro Nazionale – bocciata dai pareri di maggioranza – e quella del centrodestra unito. Ma anche l’acceso scontro che va in scena tra Camera e Senato.

I vannacciani contro il Governo

In Transatlantico gli animi sono bollenti. “Dopo un attacco così, ora è guerra totale”, annuncia Rossano Sasso di Futuro nazionale parlando con i cronisti.  “Non votiamo la fiducia al governo non per fare un favore alla sinistra ma perché il governo ha tradito la fiducia degli elettori e il programma con cui è stato votato”, spiega Laura Ravetto, ex Lega. “Meloni ha dimostrato di essere la migliore alleata della sinistra chiudendo ogni dialogo politico con Vannacci”, la replica dell’ex FdI Emanuele Pozzolo. Che incalza: “La premier ha paura del generale”. Intanto, a due giorni dall’assemblea costituente del partito, il leader preferisce non replicare, riservandosi di farlo – spiegano i suoi – per quando verrà chiamato in causa direttamente dalla premier.

 

A citare Vannacci è invece al Senato lo stesso capogruppo di FdI Lucio Malan, che torna a insistere sulla contiguità tra Futuro Nazionale e le opposizioni, in particolare stuzzicando Matteo Renzi. Che invece affonda: “Oggi la rottura nel centrodestra è la novità”.

Il riferimento è alle due risoluzioni. In quella di maggioranza, trova posto il “phase-out dell’impianto sanzionatorio a seguito del termine del conflitto” in Ucraina. Una novità che per alcuni dimostra come si comincia a lavorare, tra i partiti di governo, per evitare il sorpasso a destra del generale. Almeno sulla politica internazionale.

Non a caso, dalle file della Lega, in Aula, piovono apprezzamenti sulla prudenza della premier in materia di adesione di Kiev all’Ue e sulla necessità del negoziatore unico. “L’abbiamo vista in gran forma”, dice il capogruppo Massimiliano Romeo rivolgendosi alla premier dai banchi leghisti del Senato. Dove prima che arrivi il voto finale sulle risoluzioni, in mattinata, manca per ben tre volte il numero legale. Occasione stigmatizzata dalle opposizioni, ma per cui la maggioranza è corsa ai ripari richiamando a rapporto senatori e ministri. Una quarta volta avrebbe significato il rinvio della seduta e l’annullamento delle comunicazioni della premier.

L'articolo Meloni attacca Vannacci: “Non mi si parli di vera destra, votate contro la fiducia. E fare quello che serve alla sinistra non è difendere l’interesse nazionale” proviene da Blitz quotidiano.

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