Meloni, vino e cibo Made in Italy: la forza di un primato produttivo e qualitativo. La promessa: sempre accanto a chi rende grande il Paese

Stanziamenti record e stop alle barriere ideologiche in difesa dell’orgoglio e della qualità del nostro Made in Italy, dal vino alla cucina. Il connubio tra identità, sovranità alimentare e sviluppo economico si conferma il baricentro dell’azione dell’esecutivo. Nel suo indirizzo di saluto inviato all’assemblea dell’Unione italiana vini (Uiv), intitolata Oltre l’Atlantico: l’Europa ridisegna i propri confini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato con fermezza la centralità strategica del comparto vitivinicolo e agroalimentare, delineando i contorni di una difesa intransigente dell’eccellenza nazionale contro ogni deriva burocratica e demagogica.
Vino, Meloni: «Un tassello insostituibile della nostra storia»
Allora, con parole scandite dall’orgoglio per le nostre radici e la forza imprenditoriale del presente, la premier ha posto l’accento sulla valenza identitaria della produzione vinicola, sottolineando: «Il vino rappresenta un tassello insostituibile del nostro patrimonio culturale, della nostra storia, delle nostre tradizioni. Il vino contribuisce al fascino che la nostra nazione esercita nel mondo perché è un prodotto iconico che riassume quello che siamo e sappiamo fare meglio. Il vino è sinonimo di eccellenza, di maestria, di cura del paesaggio, di amore per il territorio. La viticultura è uno degli assi portanti del nostro tessuto economico e produttivo e i numeri lo testimoniano».
«Un asse portante del tessuto economico e produttivo: siamo i primi produttori mondiali, ma a renderci unici è la qualità»
Un primato che non è solo quantitativo, ma che risiede in quell’unicità qualitativa che nessun mercato concorrente può replicare: «L’Italia ha confermato anche quest’anno il primato di primo produttore mondiale di vino. Ma quello che ci rende davvero unici è la qualità dei nostri prodotti, con oltre 520 denominazioni Dop e Igp e una straordinaria biodiversità rappresentata da oltre 500 varietà di vitigni autoctoni», rimarca la premier nel suo messaggio inviato all’assemblea dell’Unione italiana vini, Oltre l’Atlantico: l’Europa ridisegna i propri confini.
Vino, Meloni: «Vogliamo non solo difendere, ma consolidare i risultati dell’export»
Per tutto questo e molto di più, dunque, l’azione di governo si struttura dal primo istante del suo insediamento su basi solide che puntano a blindare e a valorizzare questo patrimonio, a partire dai mercati esteri, dove i prodotti italiani continuano a segnare record storici: «Il vino italiano è sempre più apprezzato nei marcati internazionali con un export che si attesta attualmente a una quota di 8 miliardi di euro oltre il 10% dell’intero settore agroalimentae. È un risultato che vogliamo non solo difendere. Ma consolidare, sostenendo il comparto in un mercato globale contraddistinto da dinamiche complesse e dall’evoluzione dei consumi».
Tuttavia, il successo globale richiede anche la difesa di una trincea politica in Europa e nel mondo, contro i tentativi sempre in atto di colpire cultura, eccellenza e simbolo che vino e cibo rappresentano a livello globale, attraverso l’allarmismo scientifico. Sul punto, pertanto, la premier ha confermato la linea di massima fermezza dell’esecutivo, ribadendo e rilanciando: «Continueremo a batterci contro ogni forma di demonizzazione del vino basata su presupposti ideologici che puntano a condizionare il cittadino invece di informarlo correttamente, per una scelta consapevole e responsabile».
Contro ogni «demonizzazione ideologica» e allarmismo
Una battaglia di civiltà che si traduce in impegni concreti, su cui Meloni, nel suo messaggio, ribadisce e rilancia: «Insieme a voi e a tutto il tavolo del vino riunito lo scorso anno a Palazzo Chigi abbiamo discusso del futuro del settore. Ho voluto prendere personalmente l’impegno di realizzare per la prima volta una campagna istituzionale sul consumo responsabile del vino, un impegno che grazie al lavoro del Masaf e al lavoro del ministro Lollobrigida è diventato realtà in pochi mesi».
Agroalimentare, Meloni: «Oltre 16mld in meno di 4 anni, nessun precedente nella storia repubblicana»
E a supporto di questa visione c’è un impianto finanziario imponente. Meloni ha ricordato le cifre eccezionali investite dall’esecutivo di cui è alla guida a tutela e potenziamento di tutto il comparto primario, ricordando «la vicinanza del governo al settore» e «i molteplici interventi che abbiamo dedicato alla valorizzazione e al potenziamento dell’agroalimentare. Un’azione di sistema sostenuta da uno stanziamento economico senza precedenti nella storia repubblicana: oltre 16 miliardi in meno di 4 anni».
La promozione al centro della strategia di governo tra valorizzazione e potenziamento
Perché per l’esecutivo, la proiezione globale resta fondamentale. «La promozione è al centro di questa strategia – prosegue non a caso la premier –. Vogliamo continuare a sostenere il vino italiano sui mercati internazionali, a promuovere l’eccellenza dei nostri prodotti, a valorizzare i nostri territori e la cultura italiana della convivialità. Questa è la ricchezza che le vostre cantine sanno raccontare. E che attrae ogni anno nei luoghi del vino milioni di turisti e appassionati provenienti da tutto il mondo».
Vino, Meloni: «Negli accordi commerciali abbiamo ottenuto solide garanzie per nostri produttori»
Del resto, la difesa dei produttori passa anche attraverso la geopolitica dei mercati e la stipula di trattati commerciali internazionali equi, in cui l’Italia ha fatto valere il proprio peso specifico: «Fin dal nostro insediamento abbiamo considerato prioritario aiutare le nostre imprese e il nostro export a raggiungere nuovi mercati affiancandoli a quelli tradizionali», ha ricordato Meloni nel suo intervento. Proseguendo poi: «Anche per questa ragione, abbiamo scelto di valorizzare le opportunità che possono derivare dagli accordi commerciali che l’Ue ha sottoscritto con l’America Latina, l’India e l’Australia. Accordi nei quali abbiamo richiesto e ottenuto l’inserimento di solide garanzie di tutela dei nostri produttori».
«Il riconoscimento Unesco della cucina italiana conferma unicità dei nostri valori e percorso di valorizzazione del Made in Italy»
Non solo. Quella strutturata con l’azione di governo è una strategia complessiva che celebra la tradizione e che trova la sua massima consacrazione nei riconoscimenti globali legati all’identità tricolore: «Il riconoscimento della cucina italiana quale patrimonio immateriale dell’Unesco conferma l’unicità dei nostri valori. Ed è la sintesi del percorso di valorizzazione del made in Italy nel mondo che abbiamo sostenuto sin dal nostro insediamento».
Meloni, la conferma che è una promessa: il governo continuerà a fare la propria parte a sostegno del settore
Parole, dunque, che rinnovano idealmente e pragmaticamente lo storico patto tra lo Stato e chi lavora la terra, ribadendo la missione di un governo che ha fatto e continuare a fare dello sviluppo nazionale il proprio faro.E che, nella chiusura del messaggio della premier, portano Meloni a dire: «Da oltre un secolo l’Uiv è stata al fianco dei viticoltori. Ed è stata protagonista di una crescita che ha portato l’Italia ai primi posti della viticoltura mondiale, coniugando spirito di innovazione e rispetto della tradizione. Il governo continuerà a fare la propria parte per sostenere questo straordinario settore ed essere al fianco di tutti gli agricoltori e i produttori italiani che con il loro lavoro quotidiano contribuiscono a rendere grande, forte e prospera la nostra nazione».
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