Che mondiali sarebbero senza Adani? Analisi semiseria del commentatore sportivo più divisivo della tv italiana

Il divieto era quello di fargli commentare l’Argentina, perché quando Lele Adani vede Lionel Messi perde la ragione. E la sua enfasi da telecronista tifoso si trasforma in un coro da ultras. E’ l’ex difensore interista, nel bene e nel male, con le sue esagerazioni, a volte piacevoli a volte fastidiose, il protagonista dei mondiali Rai.
L’amore per Messi
Adani con l’Argentina negli anni ha scoperto un calcio “carnale”, passionale, visceralmente legato alla vita delle persone, diverso dallo stile più tattico/europeo.
E per questo ne parla spesso con una narrazione romantica. Per i tifosi che hanno commentato sui social la sua assenza in telecronaca la voce di Adani poteva essere un valore aggiunto alle partite dell’Argentina. Per altri invece, si sarebbe corso il rischio di un racconto della partita troppo esagerato o di parte che forse la Rai ha voluto evitare. Ma non è andata cosi. Perché poi contro Capo Verde Lele ha potuto commentare la sua “squadra del cuore”, in assenza dell’Italia, ovviamente. E li ha esagerato.
Il Rimedio che lo calma..
Al gol di Messi è letteralmente impazzito. Con una serie di iperboli e paragoni che forse aveva studiato a tavolino. Anche se onestamente aveva dovuto riconoscere la bellezza della rete africana messa a segno da Cabral. Alberto Rimedio ha dovuto calmarlo e riportarlo alla realtà. E molti nostri connazionali hanno avuto un’allucinazione collettiva pensando che avesse segnato Paolo Rossi o Del Piero.
Quelle grida a volte esagerate
Lele Adani è equidistante per molti versi. Lui parteggia sempre per le belle azioni di gioco. Chiunque le faccia. Il guaio è che a volte esagera, con grida, urli, che fanno alzare decisamente il decibel. E’ successo anche in Brasile- Norvegia nell’occasione del rigore prima negato e poi assegnato dal Var ai verdeoro. Per un minuto si è messo ad urlare che era penalty, quasi che dall’altra parte del mondo lo sentissero.
Non è Pizzul…
Certo non si può pretendere che sia Bruno Pizzul. E’ competente, da ex calciatore, e ha una visione tattica adeguata. Sa fare bene le analisi delle partite e si sente che predilige, come tutti del resto, lo spettacolo. Il guaio è che quando si infervora sembra di rivivere le nostre notti magiche e l’Italia campione del mondo.
Gli faranno fare la finale?
Il dubbio è se gli faranno commentare la finale dei mondiali. Che non sappiamo se vedrà in campo il suo beniamino. Da un lato è divertente ascoltare la sua voce e anche le esagerazioni con cui commenta ogni azione. Dall’altro, non giocando l’Italia, chi vede una partita in tv vorrebbe più moderazione. Le telecronache tifose diventano insopportabili anche se gioca la nostra Nazionale quando manca l’obiettività. Adani conosce il calcio e lo racconta bene. Ma ti costringe spesso ad abbassare il volume. La sua forza e la sua debolezza.
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