Non è finita: arriva la terza ondata di calore e questa volta potrebbe battere ogni record
L’Italia si prepara ad affrontare la terza ondata di calore della stagione estiva, dopo quelle registrate nei mesi di maggio e giugno. Le previsioni indicano un nuovo deciso aumento delle temperature, con valori che nei prossimi giorni raggiungeranno livelli particolarmente elevati in molte regioni del Paese. Già nelle prossime ore la Pianura Padana potrebbe toccare i 38 gradi, mentre tra l’Emilia e la Bassa Lombardia sono attese punte di 39 gradi. Nel fine settimana il caldo si intensificherà ulteriormente, con massime di 39 gradi anche in Toscana e Puglia e picchi di 40 gradi in Sardegna, soprattutto nell’area di Oristano.
La situazione appare critica anche nel resto dell’Europa meridionale. Secondo il direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Hans Kluge, in Portogallo e nel sud della Spagna le temperature potrebbero arrivare fino a 43 gradi. Le previsioni indicano inoltre che questa fase di caldo intenso potrebbe protrarsi almeno fino al 22 o 23 luglio, rendendola una delle più lunghe dell’estate.
Perché il caldo estremo potrebbe battere nuovi record
Gli esperti ritengono che questa nuova ondata possa superare perfino i record registrati nelle settimane precedenti. La meteorologa Liz Bentley, amministratrice delegata della Royal Meteorological Society, ha evidenziato come i primati di giugno potrebbero essere ampiamente superati, in un contesto in cui il cambiamento climatico sta aumentando sia la frequenza sia l’intensità degli eventi estremi.
Uno studio europeo coordinato da ricercatori del Politecnico di Zurigo ha individuato alcuni fattori che favoriscono le ondate di calore più intense. Tra questi figurano la forte riduzione dell’umidità del suolo, le anomalie della temperatura degli oceani e la successione ravvicinata di episodi di caldo estremo. In pratica, un’ondata di calore aumenta le probabilità che la successiva risulti ancora più intensa, poiché terreni e mari accumulano calore e rilasciano sempre meno refrigerio all’atmosfera.
Il ruolo del Mediterraneo e del cambiamento climatico
Le elevate temperature registrate nei mesi scorsi hanno contribuito a surriscaldare ulteriormente il Mar Mediterraneo e i terreni, creando condizioni favorevoli alla persistenza del caldo. Durante l’ondata di giugno, una vasta area di alta pressione sull’Europa centrale, insieme a due depressioni posizionate sull’Atlantico orientale e sul Mar Caspio, ha convogliato masse d’aria molto calda provenienti dal Nord Africa verso il continente europeo.
Secondo il professor Roberto Buizza della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, anche il Mediterraneo ha avuto un ruolo determinante. Le temperature del mare, superiori di diversi gradi rispetto alla media climatica del periodo 1981-2010, hanno impedito il naturale raffreddamento delle masse d’aria in transito, contribuendo così a mantenere valori estremamente elevati anche durante le ore notturne. Questo fenomeno rappresenta uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico e rende sempre più probabili estati caratterizzate da lunghi periodi di caldo persistente.
I rischi per la salute e l’importanza delle notti più fresche
Secondo gli esperti, il problema principale non è rappresentato soltanto dai picchi di temperatura, ma dalla loro durata. Quando il caldo persiste per giorni o settimane consecutive, il corpo umano fatica a recuperare, soprattutto se durante la notte le temperature rimangono elevate. La climatologa Laura Suarez-Gutierrez ha sottolineato come sia necessario prepararsi non solo ai giorni eccezionalmente caldi, ma anche a lunghi periodi caratterizzati da temperature costantemente elevate.
Particolarmente preoccupanti sono le cosiddette “notti tropicali”, durante le quali il termometro non scende sotto i 24 gradi. In queste condizioni, spiegano gli specialisti, aumentano significativamente i rischi di disidratazione, colpi di calore e complicazioni per le persone più fragili. Per questo motivo gli esperti consigliano di mantenere gli ambienti il più possibile freschi, utilizzando l’aria condizionata quando disponibile oppure creando uno spazio ventilato e più fresco in cui riposare durante la notte. Garantire al corpo alcune ore di recupero termico rappresenta infatti una delle strategie più efficaci per ridurre gli effetti delle ondate di calore sempre più frequenti e intense.
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