Dl lavoro, la Camera dà il via libera alla fiducia: sì al salario giusto e stretta sul caporalato digitale

10 Giugno 2026 - 15:45
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Dl lavoro, la Camera dà il via libera alla fiducia: sì al salario giusto e stretta sul caporalato digitale

Dl lavoro, la Camera dà il via libera alla fiducia: sì al salario giusto e stretta sul caporalato digitale

L’Aula della Camera ha detto si, con 165 voti, al dl lavoro, sul quale il governo ha posto la questione di fiducia. Dopo la votazione finale prevista in serata e il vaglio dei 77 ordini del giorno all’attenzione dell’assemblea, il provvedimento ‘Primo Maggio’ passerà all’esame del Senato. Dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 29 giugno.
La norma contiene disposizioni urgenti sul salario giusto, incentivi all’occupazione e il contrasto al caporalato digitale.
Il provvedimento, originariamente composto da 19 articoli, a seguito dell’esame in Commissione in sede referente, è salito 30, suddiviso in cinque Capi. E tra le novità introdotte c’è la definizione del ‘Trattamento economico complessivo’ che identifica così il salario giusto’ che le imprese sono tenute a rispettare per poter accedere ai bonus per assumere giovani, donne svantaggiate e disoccupati nelle Zes.

Chiarezza sulle voci del Tec

Come ricordano le principali agenzie di stampa, tra cui ‘Radiocor’ che fa capo al Sole 24 ore, un emendamento dei relatori ha chiarito le voci che costituiscono il Tec, ‘Trattamento economico complessivo’, indicato nei dei Contratti collettivi nazionali di lavoro, siglati da sindacati e associazioni datorali comparativamente più rappresentative. Formano così il ‘Tec’ tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità fisse e continuative, le prestazioni di welfare contrattuale spettanti alla generalità dei dipendenti e gli eventuali altri istituti o indennità aventi valore economico, definiti dagli stessi contratti collettivi. Sono escluse le voci retributive discrezionali e variabili riconosciute ai singoli lavoratori.

Aumenta l’anticipazione forfettaria per i contratti scaduti

Innalzata anche l’anticipazione forfettaria per i contratti scaduti. In particolare, entro i primi nove mesi successivi alla naturale scadenza, in assenza di diverse pattuizioni contrattuali, le retribuzioni sono adeguate, a titolo di anticipazione forfettaria dell’incremento retributivo dell’indicatore dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici importati (Ipca-Nei), nella misura pari al 50%, con esclusione del turismo e dei lavoratori del settore sanitario e sociosanitario e delle strutture che erogano prestazioni per conto e a carico del servizio sanitario nazionale.

Riders subordinati e emergono direzione e controllo

Nell’ambito del caporalato digitale, dai relatori dei partiti di maggioranza, Walter Rizzetto (FdI), che è anche presidente della Commissione Lavoro, Tiziana Nisini (Lega) e Chiara Tenerini (FI) è arrivata la riformulazione di un emendamento che stabilisce che, esclusivamente per i ‘riders’ e i lavoratori delle piattaforme, il rapporto di lavoro si presume di natura subordinata, salva prova contraria, quando emergono fatti che indicano l’esistenza di poteri di direzione e controllo, anche per il tramite di sistemi di monitoraggio automatizzati o di sistemi decisionali automatizzati,.

Nuove prove sul distacco lavorativo

In via sperimentale fino a fine 2029 poi il distacco lavorativo, previo accordo sindacale, di uno o più lavoratori anche tra aziende di settori diversi, nel pieno rispetto delle mansioni svolte (anche tra aziende non dello stesso settore o Ccnl), al fine della ‘salvaguardia dei livelli occupazionali e della continuità produttiva’.

Esonero contributivo su sostegno alla conciliazione famiglia e lavoro

Inoltre l’esonero contributivo fino all’1% e nel limite di 50mila euro annui per ciascuna azienda, introdotto dal Dl per sostenere la ‘conciliazione tra famiglia e lavoro, la maternità e la paternità’ si applicherà nel triennio 2026-28.

Torna inoltre al 50% dal 60%, sempre a seguito di correzioni stabilite dalla Commissione, la quota che può essere percepita in capitale e in unica soluzione al momento del pensionamento, nell’ambito della previdenza complementare.

Sangalli, ‘dumping contrattuale dannoso, bene impegno governo’

Intanto anche il presidente di Confcommercio, Carlo Sangali, dall’assemblea generale in corso a Roma, riconoscere l’impegno del governo sul tema dei salari e del dumping contrattuale ricordando che «Quando parliamo di qualità del lavoro nel terziario e nel turismo, parliamo di milioni di persone con un consolidato e innovativo sistema di welfare, purtroppo sotto attacco del dumping contrattuale che riduce la qualità dell’occupazione e ne frena la crescita. Quando il lavoro si svaluta, si indebolisce tutto il sistema economico e ci perdiamo tutti».
«Su questa priorità abbiamo condiviso l’impegno strategico con le parti sociali ‘comparativamente più rappresentative’ – rimarca Sangalli – e con il Cnel del Presidente Brunetta il riordino dell’Archivio Nazionale dei contratti. Riconosciamo al Governo di aver lavorato su questo tema con visione e tenacia per promuovere equità e trasparenza. Pensiamo soprattutto al ‘salario giusto’ previsto dal decreto 1° maggio, che ha stabilito un criterio credibile e costruttivo. Un conto, infatti, è il salario minimo che appiattisce verso il basso, un conto è il salario giusto che punta alla qualità».

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