Migranti, doppietta Meloni: la stretta Ue è legge, drastico calo degli sbarchi. Ma la sinistra strepita contro i Cpr

Proprio oggi la sinistra, nel regno dell’immigrazione illegale, il triangolo casertano tra Castelvolturno, Caserta e Napoli, il Pd si è scatenato contro la creazione di un Cpr per i rimpatri. In Italia non si devono fare, in Albania nemmeno, in Toscana ed Emilia, manco a dirlo. La battaglia della sinistra è tutta incentrata sui “no” a qualsiasi misura del governo per arginare sbarchi, ingressi, permanenza e illegalità dei migranti sul territorio, ma in Europa tutti, anche i paesi con esecutivi socialisti, vanno nella direzione opposta. Nella direzione dell’Italia e della sua linea dura, come dimostrano la Gran Bretagna e la Francia che hanno archiviato frettolosamente il loro accordo “buonista” denominato “uno entra, uno esce”. Ma ci sono anche i dati sugli sbarchi in netto calo, forniti dal Viminale, a far sorridere il centrodestra.
La sinistra scatena la guerra ai Cpr, in Europa si va nella direzione opposta
Nelle stesse ore in cui il Pd lanciava su giornali e agenzie la sua campagna anti-Cpr, dalla Ue arrivava una prima vittoria del governo Meloni: il regolamento rimpatri sarà presto legge dell’Ue, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Oggi il Consiglio Affari Interni a Lussemburgo ha dato il via libera definitivo alle nuove norme che consentono rimpatri più “efficaci” per le persone che non hanno diritto di soggiornare nell’Unione, informa il Consiglio stesso.
Le nuove norme sui migranti, in linea col governo Meloni, definiscono procedure valide in tutta l’Unione per il rimpatrio di chi non ha diritto a restare, con regole più severe per il rimpatrio di soggetti che rappresentano una minaccia per la sicurezza. La legge fornisce agli Stati membri ulteriori strumenti per attuare i rimpatri. Offre inoltre agli Stati membri la possibilità di istituire centri di rimpatrio in Paesi extra-Ue. Tutte le misure relative al rimpatrio “devono essere attuate nel pieno rispetto dei diritti fondamentali”, sostiene il Consiglio.
Migranti, linea Meloni nella Ue: via libera alla legge sui rimpatri
Per Jim O’Callaghan, ministro della Giustizia, degli Affari interni e della Migrazione dell’Irlanda, “circa due persone su tre, destinatarie di un ordine di lasciare l’Ue, di fatto non partono. Le norme rivedute sui rimpatri, adottate oggi, aiuteranno gli Stati membri a eseguire rimpatri rapidi ed efficaci. Questo è fondamentale per garantire un approccio comune alla gestione della migrazione nell’ambito del patto sulla migrazione e l’asilo”.
Le nuove norme impongono ai cittadini di Paesi terzi privi del diritto di soggiorno nell’Ue l’obbligo di lasciare lo Stato membro interessato e di collaborare con le autorità. La mancata osservanza dell’obbligo di collaborazione può comportare sanzioni, tra cui la riduzione di benefici e indennità concessi in base alla legislazione nazionale, il diniego di incentivi previsti per favorire il rimpatrio volontario, sanzioni pecuniarie e persino sanzioni penali, se previste dalla legislazione nazionale. Le nuove norme introducono un ordine di rimpatrio europeo, un modulo in cui gli Stati membri dovranno inserire gli elementi chiave della decisione di rimpatrio. Il modulo fornirà agli Stati membri le informazioni necessarie per riconoscere le decisioni di rimpatrio emesse da altri Stati membri.
Il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio rimarrà, per il momento, su base volontaria e sarà riesaminato tre anni dopo l’entrata in vigore delle nuove norme. La Commissione potrà quindi presentare una proposta legislativa per rendere obbligatorio il riconoscimento reciproco. Le nuove norme introducono misure specifiche per i cittadini di Paesi terzi che rappresentano un rischio per la sicurezza. Ad esempio, gli Stati membri possono imporre un divieto di ingresso a tempo indeterminato, qualora sia giustificato e proporzionato al rischio per la sicurezza, oppure trattenere questi cittadini di Paesi terzi per un periodo superiore a 24 mesi. Questi accordi o intese potranno essere conclusi esclusivamente con Paesi che rispettino gli standard internazionali in materia di diritti umani e i principi del diritto internazionale, compreso il principio di non respingimento (non-refoulement). I minori non accompagnati sono esclusi da questi accordi o intese.
Il regolamento sarà ora pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue ed entrerà in vigore il giorno successivo. Alcune disposizioni, come quelle relative ai centri di rimpatrio, si applicheranno immediatamente. Altre disposizioni, che richiedono attività preparatorie, si applicheranno un anno dopo l’entrata in vigore.
Italia, calo record di sbarchi
Le buone notizie sull’immigrazione le ha date ieri il ministro degli Interni Piantedosi in Parlamento, nel corso del questione time: gli sbarchi di migranti in Italia sono diminuiti del 55,75 per cento nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo i dati del ministero dell’Interno aggiornati alle 8 del primo ottobre, sono arrivate via mare 22.891 persone, contro le 51.731 registrate alla stessa data dello scorso anno: 28.840 in meno. La Libia rimane nettamente il principale Paese di partenza delle imbarcazioni dirette in Italia, mentre l’Algeria consolida il sorpasso sulla Tunisia gia’ emerso nel bilancio dei primi otto mesi. Si conferma cosi’ una redistribuzione delle rotte all’interno di un quadro generale di forte contrazione degli arrivi. Il mese scorso ha rafforzato questa tendenza. Fra gli aggiornamenti del primo settembre e del primo ottobre sono stati contabilizzati 3.290 ulteriori sbarchi, contro gli 8.385 registrati tra le stesse rilevazioni del 2025: il 60,76 per cento in meno. Il calo complessivo dall’inizio dell’anno si e’ quindi ampliato dal 54,78 per cento rilevato un mese fa al 55,75 per cento attuale. La conclusione della stagione estiva non ha invertito l’andamento emerso nei mesi precedenti.
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