Milan, Ambrosini ricorda il 2012 e gli addii di Inzaghi, Seedorf e Gattuso: "Quando capii che era tutto finito, andai a piangere da solo in un campo a Milanello"
Le parole dell'ex rossonero.
Toccante aneddoto raccontato a Cronache di Spogliatoio da Massimo Ambrosini. L’ex capitano del Milan ha riavvolto il nastro ed è tornato agli ultimi suoi anni in rossonero e, in particolare, al momento in cui hanno dato l'addio al calcio o al Milan alcuni degli storici senatori di quella squadra: da Nesta a Zambrotta, passando per Inzaghi, Gattuso e Seedorf. Queste le sue parole riguardo a quanto accaduto nel 2012.
"La giornata precedente all'addio dei miei compagni, il famoso addio a San Siro di Nesta, Rino, Pippo, il senso di solitudine era così forte che andai a piangere in un campo da solo in mezzo a Milanello. Non volevo che mi vedesse nessuno, era un misto di paura, tristezza, disorientamento, e mi ricordo dove andai, cosa feci. Non riuscivo a stare dentro la camera, dovevo andare fuori. Era un insieme di cose quindi, non ho pianto per una situazione. Li sancisci che quella roba li è finita".
Parlando, invece, dell’oggi del Milan, ha aggiunto:
"Qualunque cosa sia successa, qualcosa c'è. Pensare che, anche a risultato raggiunto, il Milan, nella persona di Gerry Cardinale, non prenda in mano la situazione e decida lui come sistemare le cose è impossibile. Lo deve fare, perché in questo modo qui sono riusciti a mascherare una situazione che è andata via via peggiorando. La cosa più facile è pensare che, dovesse rimanere Cardinale, ci sono due scenari: uno prevede la permanenza di Furlani, l'altro di Tare e Allegri. Fra tutti quanti, se dovessi essere io a decidere chi non sarà più al Milan l'anno prossimo, penso che Tare sia quello che ha meno colpe di tutti. Poi sarà quello che pagherà, però per me è il meno responsabile".
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