Milan su Rangnick, il presidente della Federcalcio austriaca: "Vogliamo tenerlo fino a Euro 2028, ma decide lui"
Il ct dell'Austria è nel mirino dei rossoneri come nuovo dirigente.
Milan o ancora Austria per Ralf Rangnick?
Il tedesco è davanti a un bivio per la propria carriera: continuare a essere il ct della nazionale austriaca o accordarsi per diventare un nuovo dirigente del club rossonero.
Il presidente della Federcalcio austriaca, l'ex politico Josef Proll ha dichiarato a margine dell'amichevole vinta 1-0 dalla nazionale femminile contro la Slovenia: "Abbiamo avuto molti confronti con Rangnick, il nostro obiettivo è quello di confermarlo fino agli Europei 2028. Adesso la decisione finale spetta soltanto a lui, che conosce le nostre risorse".
IL PUNTO
Rangnick vuole sciogliere il nodo legato al Milan in un senso o nell'altro entro settimana prossima e chiede determinate garanzie ai rossoneri, anche in materia di scelta dei suoi uomini come il ds Johannes Spors (ex Genoa ora al Southampton) e il capo scouting Christopher Vivell del Manchester United.
La pista alternativa per la dirigenza del Milan porta allo spagnolo Ramon Planes, in uscita dall'Al-Ittihad in Arabia Saudita e legato all'argentino Mauricio Pochettino, ct degli Stati Uniti.
Invece Rangnick porterebbe l'austriaco Oliver Glasner, che ha lasciato la panchina del Crystal Palace e potrebbe diventare comunque il nuovo allenatore del Milan anche senza l'arrivo del tedesco come dirigente.
LE PAROLE DI RANGNICK
Intanto lo stesso ct dell'Austria ha dichiarato in un'intervista al sito ufficiale della Fifa: "Siamo felicissimi, non vediamo l'ora di tornare a giocare la fase finale dei Mondiali dopo 28 anni. Abbiamo lavorato duramente per qualificarci non solo agli Europei di due anni fa, ma anche ai Mondiali. Abbiamo conquistato il cuore della gente con il nostro modo di giocare. Siamo molto propositivi, sia in fase di possesso palla che in fase di non possesso, poi credo che si percepisca lo spirito di squadra. Quando vedi la squadra giocare, capisci che non si tratta di un calcio di routine, ma di un gioco basato solo sul vincere le partite a tutti i costi. Non siamo solo un gruppo con lo stesso obiettivo, siamo diventati una vera e propria famiglia. Anche i giocatori ne parlano, e credo che sia questo a renderci speciali".
"David Alaba è un dono per qualsiasi allenatore, per qualsiasi squadra. Il suo ruolo va ben oltre quello di un giocatore. Le sue parole hanno un peso reale, è molto rispettato all'interno della squadra. Per noi sarebbe fondamentale averlo a disposizione per giocare e non solo come capitano non sceso in campo come ha fatto agli Europei".
"Penso che non si tratti solo dei tifosi di calcio, ma di tutto il Paese. Ha dato una spinta, una carica di energia a tutta la nazione, e credo che si possa percepire. È un bene per il Paese, per le persone che vivono in Austria, ed eravamo consapevoli di questa responsabilità, motivo per cui la pressione contro la Bosnia-Erzegovina era in realtà molto più alta di qualsiasi cosa potesse accadere ai Mondiali".
"Quando penso alla nostra partita a Cipro, dove più di 2 mila tifosi austriaci hanno viaggiato per vederci, mi rendo conto che la gente si è davvero affezionata a questa squadra. Allo stesso tempo, sappiamo che secondo i dati Opta siamo nel girone più difficile dell'intero torneo. Se riusciamo a superare questo girone, penso che avremo raggiunto l'obiettivo minimo".
"Affronteremo l'Argentina, campione del mondo in carica. Non si può trovare un avversario più ostico, non vediamo l'ora di giocare quella partita. Ma sappiamo anche che la prima, contro la Giordania, potrebbe essere decisiva. Siamo davvero determinati a qualificarci".
"Spero che avremo il maggior numero possibile di tifosi, anche se giochiamo a San Francisco, sulla costa occidentale. È una città meravigliosa, ovviamente, e anche le altre due, Kansas e Dallas, meritano sicuramente una visita. Spero che avremo tanti tifosi a sostenerci e che ricreeremo un'atmosfera simile a quella di Berlino agli Europei 2024. E poi vedremo fin dove ci porterà questo percorso".
"Vogliamo sorprendere tutti. Credo che molti paesi non ci abbiano ancora preso in considerazione. Lo abbiamo fatto agli Europei, nella fase a gironi, nel girone più difficile, contro Francia, Olanda e Polonia. Vogliamo farlo di nuovo e, soprattutto, imparare le giuste lezioni dalla partita contro la Turchia, in modo da arrivare il più lontano possibile nella fase a eliminazione diretta".
"Vogliamo mostrare il nostro volto, in ogni senso possibile: nel modo in cui giochiamo, nello spirito di squadra, ma anche nei valori dei giocatori. Gli spettatori devono poterlo vedere e percepire fin dal primo minuto".
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