PD, SCHLEIN LANCIA L’ALTERNATIVA A MELONI: «FERMEREMO LA LEGGE ELETTORALE DELLA DESTRA»

25 Giugno 2026 - 06:43
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Alla Direzione nazionale la segretaria attacca il governo sui rapporti con Trump, sulla crisi mediorientale e sulle scelte economiche. Sul voto promette opposizione in Parlamento e nel Paese, mentre propone più integrazione europea, salario minimo, sanità pubblica e una strategia per energia, industria e lavoro

di Emanuele Esposito

Elly Schlein apre ufficialmente la fase politica che dovrà portare il Partito Democratico e l’intera alleanza progressista alla costruzione di un programma alternativo al governo guidato da Giorgia Meloni.

Nella lunga relazione alla Direzione nazionale del PD, la segretaria ha affrontato i principali dossier internazionali e interni, dalla guerra in Medio Oriente all’Ucraina, dal futuro dell’Unione europea alla legge elettorale, passando per salari, sanità, scuola, energia, industria e politiche per i giovani.

Il messaggio rivolto al partito è quello di prepararsi alle prossime elezioni con una proposta costruita fuori dalle stanze, nei territori e attraverso il coinvolgimento della società civile, delle associazioni, delle competenze e delle forze che compongono il fronte progressista.

L’attacco più duro al governo riguarda la nuova legge elettorale, che Schlein considera una forzatura istituzionale e un tentativo di realizzare per via ordinaria una parte del premierato rimasto fermo sul piano costituzionale.

«Faremo muro in Parlamento e fuori», ha annunciato, assicurando che il PD utilizzerà tutti gli strumenti previsti dai regolamenti per rallentare e contrastare il provvedimento.

LA LEGGE ELETTORALE NEL MIRINO

Secondo Schlein, il testo presentato dalla maggioranza contiene diversi elementi problematici, a partire dal premio di maggioranza, giudicato eccessivo, fino alle liste interamente bloccate e all’indicazione obbligatoria del candidato alla presidenza del Consiglio.

La segretaria ha criticato anche l’assenza di una soluzione strutturale per il voto dei fuorisede, ricordando che milioni di cittadini vivono, studiano o lavorano lontano dal proprio comune di residenza.

Il PD accusa la maggioranza di voler cambiare le regole a ridosso delle elezioni dopo avere compreso che l’alleanza delle opposizioni è diventata competitiva in diverse regioni e città.

Per Schlein, la legge elettorale non rappresenta una priorità per gli italiani, soprattutto in una fase segnata da crescita debole, salari bassi, difficoltà industriali, pressione fiscale e lunghe liste d’attesa nella sanità.

La stabilità rivendicata dal governo, ha sostenuto, si sarebbe trasformata in immobilismo.

L’ATTACCO ALLA POLITICA ESTERA DEL GOVERNO

Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata alla situazione internazionale.

Schlein ha accolto positivamente ogni iniziativa capace di ridurre il rischio di una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran, ma ha ribadito che la guerra non avrebbe dovuto iniziare e che non esiste una scorciatoia militare per garantire la sicurezza in Medio Oriente.

La segretaria ha ricordato le conseguenze economiche del conflitto sull’Europa, citando l’aumento del costo delle importazioni energetiche e l’impatto sui fertilizzanti e sulle industrie agroalimentari.

Secondo Schlein, il ritorno a un negoziato sul nucleare iraniano confermerebbe che la via diplomatica era possibile fin dall’inizio.

Sul conflitto israelo-palestinese, la leader democratica ha accusato il governo Netanyahu di proseguire una strategia di guerra permanente, mentre a Gaza continuano le vittime, la fame e la mancanza di medicinali.

Ha inoltre denunciato l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania e ribadito il sostegno alla soluzione fondata su due popoli e due Stati.

«MELONI PASSI DAI TWEET AI FATTI»

Schlein ha riconosciuto di essere stata tra le prime esponenti dell’opposizione a condannare gli attacchi di Donald Trump contro Giorgia Meloni.

Ha però invitato la presidente del Consiglio a trasformare le dichiarazioni pubbliche in iniziative politiche concrete.

Tra le richieste avanzate vi sono l’uscita dell’Italia dal Board of Peace, la rimozione del veto che impedirebbe all’Unione europea di sospendere la parte commerciale dell’accordo di associazione con Israele e una maggiore pressione per permettere l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

La segretaria ha accusato il governo di avere assunto un atteggiamento troppo remissivo nei confronti dell’amministrazione americana, anteponendo l’affinità politica con Trump all’appartenenza europea.

Secondo Schlein, questa impostazione avrebbe prodotto conseguenze negative sui dazi, sulla spesa militare e sul costo dell’energia pagato dalle famiglie italiane.

Il PD non intende rinunciare alla storica amicizia con gli Stati Uniti, ma chiede che il rapporto sia fondato su rispetto e reciprocità.

SOSTEGNO ALL’UCRAINA E NEGOZIATORE EUROPEO

Sull’Ucraina, Schlein ha confermato il sostegno del Partito Democratico al Paese aggredito dalla Russia.

La pace, ha sottolineato, non può trasformarsi in una tregua imposta secondo gli interessi dell’aggressore e non può essere negoziata escludendo Kiev e l’Unione europea.

La segretaria ha chiesto un maggiore protagonismo diplomatico dell’Europa e la nomina di un negoziatore unico scelto dai ventisette Stati membri.

Una figura europea, secondo Schlein, sarebbe più efficace rispetto ai diversi formati intergovernativi e potrebbe impedire che il futuro dell’Ucraina venga deciso esclusivamente attraverso colloqui bilaterali tra Washington e Mosca.

L’obiettivo deve essere una pace giusta e duratura che garantisca la sicurezza dell’Ucraina e dell’intero continente.

PIÙ EUROPA, NON MENO EUROPA

Il progetto europeo rappresenta uno dei punti centrali della relazione.

Schlein ha definito il PD la principale forza europeista italiana e ha sostenuto che l’integrazione non sia più una scelta ideale o riservata ai federalisti, ma una necessità per la sopravvivenza politica ed economica dell’Unione.

La proposta comprende il superamento dell’unanimità, l’utilizzo delle cooperazioni rafforzate tra i Paesi disponibili e il rilancio degli investimenti comuni sul modello del Next Generation EU.

Il PD chiede un bilancio europeo più ambizioso e si oppone ai tentativi degli Stati membri di ridurre ulteriormente le risorse proposte dalla Commissione.

Schlein ha usato una metafora per spiegare la distanza tra gli obiettivi dell’Unione e i mezzi disponibili: non sarebbe possibile far funzionare una Ferrari con il motore di una Cinquecento.

La segretaria ha inoltre contestato l’ipotesi di centralizzare la gestione dei fondi riducendo il ruolo di regioni e comuni e ha respinto l’idea di accorpare politiche specifiche come la Politica agricola comune e il Fondo sociale europeo.

INVESTIMENTI COMUNI E DIFESA EUROPEA

Per recuperare il ritardo rispetto a Stati Uniti e Cina, Schlein propone un grande piano europeo capace di sostenere industria, ricerca, transizione ecologica e digitale, politiche sociali e difesa comune.

La competitività, ha chiarito, non deve essere ottenuta comprimendo salari, diritti e standard ambientali.

Deve invece fondarsi su innovazione, formazione, qualità del lavoro e autonomia strategica nei settori dell’energia, della conoscenza e delle tecnologie.

Anche la difesa europea, secondo il PD, non può ridursi all’aumento separato delle spese dei ventisette eserciti nazionali.

Servono interoperabilità, ricerca comune e acquisti coordinati, finanziati anche attraverso strumenti europei condivisi.

Schlein ha ricordato che l’Europa è riuscita a creare debito comune per sostenere l’Ucraina e ha chiesto perché non possa fare lo stesso per la propria industria, il modello sociale e la sicurezza collettiva.

UN CERN EUROPEO PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Tra le proposte illustrate figura la creazione di un grande centro europeo dedicato all’intelligenza artificiale, ispirato al modello del CERN.

L’iniziativa, sostenuta anche dal premio Nobel Giorgio Parisi e da altri scienziati, dovrebbe riunire le migliori competenze dei diversi Stati membri e ricevere finanziamenti continuativi.

Secondo Schlein, nessun Paese europeo può competere da solo con gli investimenti già realizzati da Stati Uniti e Cina.

L’Europa deve quindi costruire una propria via all’intelligenza artificiale, alternativa sia al modello americano dominato dal profitto sia a quello cinese caratterizzato dal controllo politico.

La tecnologia dovrebbe essere posta al servizio delle persone, della sanità, della pubblica amministrazione, della ricerca e della lotta all’evasione, evitando che dati, conoscenza e ricchezza si concentrino nelle mani di pochi soggetti.

ENERGIA E BOLLETTE

Sul piano interno, Schlein ha indicato la riduzione del costo dell’energia come il primo asse della strategia economica del PD.

L’Italia, ha sostenuto, paga prezzi troppo elevati rispetto agli altri Paesi europei e resta eccessivamente esposta alle oscillazioni del gas e alle crisi internazionali.

La soluzione proposta comprende una maggiore produzione da fonti rinnovabili, procedure autorizzative più rapide, investimenti nelle reti e nei sistemi di accumulo e accordi energetici capaci di assicurare prezzi stabili alle piccole e medie imprese.

Il PD propone un’unità di missione nazionale tra governo e regioni per dimezzare i tempi necessari all’approvazione dei nuovi impianti.

Le comunità interessate dovrebbero ricevere benefici concreti, come riduzioni delle bollette o quote dell’energia prodotta destinate alle aziende locali.

Schlein si è dichiarata contraria alla sospensione del sistema europeo ETS, chiedendone invece una revisione che tenga conto delle difficoltà delle imprese senza abbandonare l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.

UNA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE

Il secondo pilastro della strategia democratica riguarda gli investimenti produttivi.

Schlein ha accusato il governo di non avere una vera politica industriale e ha indicato la necessità di interventi sulle filiere strategiche, dall’automotive all’aerospazio, dalla farmaceutica alla moda, fino all’energia e ai beni strumentali.

Tra le proposte vi sono incentivi per l’acquisto di macchinari tecnologici, formazione permanente per i lavoratori e un’autorizzazione unica con risposta entro novanta giorni per gli investimenti nella transizione ecologica e digitale.

Il PD vuole inoltre assegnare alle grandi partecipazioni pubbliche missioni strategiche definite dalla politica.

Secondo Schlein, non possono essere le aziende controllate dallo Stato a determinare autonomamente la direzione energetica e industriale del Paese.

SALARI, LAVORO E SERVIZI PUBBLICI

Il terzo asse è rappresentato dalla qualità del lavoro e dei servizi.

La segretaria ha rilanciato il salario minimo, la riduzione della precarietà, il contrasto ai contratti pirata, maggiori tutele per i lavoratori autonomi e la riduzione dell’orario a parità di salario.

Particolare attenzione è stata dedicata alle donne, spesso costrette ad accettare part-time involontari o ad abbandonare il lavoro per assistere figli, anziani e persone non autosufficienti.

Schlein ha collegato il tema dell’occupazione femminile alla necessità di aumentare gli asili nido e migliorare i servizi di assistenza.

Sanità, scuola e trasporto pubblico non sono stati presentati soltanto come diritti, ma come infrastrutture economiche indispensabili alla crescita.

Una sanità con liste d’attesa troppo lunghe, secondo la segretaria, danneggia l’intero Paese oltre a costringere milioni di persone a rinunciare alle cure.

IL DIRITTO A RESTARE

Schlein ha illustrato anche la proposta del PD dedicata ai giovani che desiderano costruire il proprio futuro in Italia.

La legge sul diritto a restare prevede misure per sostenere le imprese innovative, aumentare le assunzioni nei comuni delle aree interne, rafforzare università e ricerca nel Mezzogiorno, aiutare nell’affitto o nell’acquisto della prima casa e rendere più accessibile il trasporto pubblico.

La segretaria ha ricordato che centinaia di migliaia di giovani hanno lasciato l’Italia negli ultimi anni.

L’obiettivo non è impedire le partenze, ma fare in modo che siano una libera scelta e non una necessità determinata dalla mancanza di lavoro, casa e prospettive.

L’ALLEANZA PROGRESSISTA

Nella parte conclusiva dell’intervento, Schlein ha rivendicato il lavoro compiuto dal Partito Democratico sul piano organizzativo ed economico.

Ha ricordato il risultato ottenuto attraverso il due per mille, il miglioramento dei conti e l’uscita dei dipendenti dalla cassa integrazione.

La Festa nazionale dell’Unità si svolgerà a Reggio Emilia dal primo al 13 settembre.

Proprio da settembre dovrebbe iniziare il lavoro più intenso sul programma dell’alternativa insieme alle altre forze progressiste.

Schlein considera l’alleanza già una realtà nei territori, nelle regioni e in Parlamento, ma chiede di allargarla ulteriormente alla società italiana.

Il programma non dovrà essere scritto soltanto dai dirigenti politici.

Dovrà nascere dall’ascolto delle comunità, delle imprese, dei sindacati, delle associazioni, del mondo scientifico e delle persone che ogni giorno affrontano le conseguenze delle diseguaglianze.

La sfida lanciata dalla segretaria è quindi duplice.

Fermare la legge elettorale proposta dalla maggioranza e costruire contemporaneamente una proposta di governo fondata su lavoro, sanità, scuola, industria, energia, diritti e integrazione europea.

Il PD vuole presentarsi come il perno di questa alternativa.

La lunga relazione alla Direzione nazionale rappresenta il primo tentativo di trasformare le diverse battaglie condotte dall’opposizione in un programma organico per il futuro del Paese.

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