Minori scomparsi: in Italia quasi 18.000 segnalazioni nel solo 2025

28 Maggio 2026 - 12:01
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lentepubblica.it

Lo scorso 25 maggio si è celebrata la Giornata internazionale dei bambini scomparsi, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1983.


La data venne scelta in memoria di Etan Patz, un bambino statunitense di sei anni rapito a New York il 25 maggio 1979; una storia tremenda, ancora impressa negli occhi di molti, anche perché fu la prima volta che nell’ambito delle operazioni di ricerca venne stampata sui cartoni del latte una foto del bimbo con la scritta Missing.

Tra le iniziative più importanti nel nostro Paese va segnalato l’evento tenuto dalla Fondazione S.O.S Il Telefono Azzurro, dove in occasione della presentazione del Dossier annuale vengono riunite istituzioni, forze dell’ordine, aziende tecnologiche e organizzazioni internazionali che si occupano del tema.

Lo studio raccoglie dati, analisi e testimonianze sul fenomeno in Italia e in Europa, riferiti all’anno precedente. Sono impressionanti, ed è doveroso acquisirne coscienza.

Il Dossier di Telefono Azzurro sui minori

Il Dossier 2026, nella sua articolazione complessiva, mette in relazione fatti a prima vista distinti (come guerre, migrazioni, fughe da casa o da comunità, sottrazioni familiari, tratta, grooming, sextortion e intelligenza artificiale generativa) che invece sono fortemente interconnessi e richiedono una rete di protezione coordinata.

Dalla lettura emergono numeri notevoli pure per il nostro Paese, dove nel 2025 sono state almeno 18.000 le segnalazioni di minori scomparsi. Certo, successivamente molti vengono ritrovati, l’87.4% nell’arco di un mese; ma purtroppo anche dopo questi lieto fine possono restare alti rischi di violenza, sfruttamento, ricatto online, disagio psicologico; nonché nuovi episodi di sparizione.

Oltre il 72% delle allerte riguarda bambini o adolescenti senza cittadinanza italiana. Sono le vittime più vulnerabili, perché spesso privi di reti familiari stabili, coinvolti in percorsi migratori non conclusi, in attesa di ricongiungimento; in balia di un’accoglienza fragile, peggiorata ulteriormente quando si presentano incertezze documentali e barriere linguistiche.

Tra i minori stranieri che arrivano in Italia, pur se inseriti nei centri di accoglienza, di almeno uno su quattro si perdono le tracce, e in sei casi su dieci non vengono mai più ritrovati. Numeri sconcertanti, e pure sottodimensionati, considerato che molte scomparse non vengono segnalate; rimanendo vite invisibili di bambini, di sovente intercettate dalla criminalità organizzata e dal traffico di esseri umani.

I dati generali del Commissario straordinario del Governo

Secondo quanto evidenziato dalla XXXIV Relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, che monitora il fenomeno sommando tutte le fasce di età, si registra una leggera diminuzione dei casi rispetto al passato.

Invero, nel 2025 sono state censite 25.358 segnalazioni di scomparsa, e quindi in aumento rispetto alle 24.890 del 2024 (+1.9%); ma il dato risulta in calo rispetto alla media di 27.000/anno raggiunta nel biennio precedente, nonché rispetto al picco delle quasi 30.000 toccato nel 2023.

Una tendenza registrata anche per il primo trimestre 2026, dove dati ancora non consolidati riferiscono comunque 4.482 segnalazioni, contro le 5.125 dello stesso periodo 2025 (-13%).

Come evidenziato dal Dossier di Telefono Azzurro, sul totale delle 25.358 segnalazioni la quota maggiore è rappresentata proprio dai minorenni, che con 17.942 costituiscono il 70.7% sul totale annuo.

Una percentuale significativa riguarda gli stranieri, con 12.959 allarmi rispetto ai 4.983 riferiti a under 18 italiani. Enorme poi il divario negli esiti, con il 78% dei ritrovati tra i minori italiani e solo il 42% tra quelli stranieri.

Le segnalazioni riguardano maggiormente uomini (19.017 casi, 75%) che donne (6.341 casi, 25%).

La classifica territoriale vede in testa la Sicilia (25.1%), seguita da Lombardia (12.6%), Campania (11.3%), Lazio (7.9%), Emilia-Romagna (5.9%) e Piemonte (5.3%).

Numeri e cause di un fenomeno globale

Per la segnalazione dei casi, in 32 Paesi europei è attivo il numero Speciale 116-000, che in Italia è gestito dal Ministero dell’Interno tramite l’associazione Telefono Azzurro.

Nel 2024 i dati riferiti a 22 linee europee hanno registrato 124.375 contatti, mentre una stima realizzata da Lost in Europe per gli anni 2021-2023 ha denunciato 51.433 minori migranti scomparsi nel Vecchio Continente; secondo Childlight, oltre 300 milioni di minori all’anno sono esposti a sfruttamento digitale.

A livello mondiale non esistono studi univoci, ma ci sono diverse fonti che aiutano a comprendere diversità e dimensioni del fenomeno.

Nel 2024, ad esempio, l’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) ha stimato 48.8 milioni di bambini sfollati da conflitti e violenza; l’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) ha registrato più di 218.000 minori non accompagnati o separati; IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) ha contato 8.938 morti lungo le rotte migratorie globali.

Le modalità di scomparsa sono varie, alcune più visibili (come rapimenti o sottrazioni familiari), altre meno (come fughe ripetute o separazioni dovute al controllo di reti criminali).

Non è facile individuarle con precisione, ma si possono desumere dalle motivazioni per cui vengono chiamati i numeri di emergenza.

Questi i dati di Telefono Azzurro riferiti al 2025, che non contano le denunce ma le segnalazioni: fuga da casa (116.000 casi, 36.46%), ritrovamento o feedback di ritrovamento (25%), fuga da comunità o istituto (12.50%), scomparsa non specificata (12.50%), fuga da centro di accoglienza (7.29%), sottrazione internazionale (3.12%), sottrazione nazionale (2.08%) e informazioni sul servizio (1.04%).

Nel 2025 un’impennata delle minacce digitali

Un focus a parte merita il fenomeno delle minacce digitali, in crescita vertiginosa negli ultimi anni.

Secondo il National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC), Centro statunitense che si occupa dei bambini scomparsi e sfruttati, nel 2025 i casi di adescamento o abuso online sono aumentati a livello mondiale del 156% e le segnalazioni collegate alle Intelligenze Artificiali sono passate da 4.700 nel 2023 a 1.5 milioni.

In Europa, lo scorso anno, le linee 116-000 hanno segnalato 92 casi di grooming (adescamento o manipolazione online) collegate alla sparizione di un minore.

Ma il potenziale tecnologico, se usato in modo giusto, può anche aiutare prevenzione e soluzione degli episodi criminosi.

Ne è convinto Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro: «Dobbiamo mettere a sistema le risorse dell’IA. Le autorità possono sfruttarla per anticipare comportamenti e raccogliere immagini senza tener conto di molti vincoli imposti dalla tutela della privacy. Quando si tratta di scomparse, bisogna agire in fretta, perché dietro a ogni numero c’è una storia familiare».

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