Mondiali 2026, Spagna campione ai supplementari: Argentina brutta e sconfitta

20 Luglio 2026 - 04:10
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Mondiali 2026, Spagna campione ai supplementari: Argentina brutta e sconfitta

La Spagna si laurea campione del mondo per la seconda volta nella sua storia dopo il 2010, battendo l’Argentina esattamente con lo stesso risultato di allora: un 1-0 maturato ai tempi supplementari. L’uomo del destino questa volta è Ferran Torres, che decide al 106′ i Mondiali 2026 al termine di una partita chiusa, tesa, parca di emozioni e anche molto nervosa nel finale. L’Albiceleste chiude anche in dieci uomini, per l’espulsione al 94′ di Enzo Fernandez, e manca la doppietta dopo aver conquistato la Coppa del Mondo 2022. Delusione anche per Lionel Messi, opaco e a secco nella notte in cui perde aritmeticamente anche il titolo di capocannoniere a vantaggio di Kylian Mbappé.

Spagna pericolosa per la prima volta dopo 5 minuti dall’inizio della partita del MetLife Stadium grazie a Yamal, quindi per avere altre due occasioni bisogna aspettare la fine del primo tempo: le firmano Oyarzabal e Cucurella. Per le prime dell’Argentina bisogna aspettare addirittura i supplementari, dato che l’Albiceleste chiude i 90 (e più) minuti regolamentari senza nemmeno un tiro all’attivo. Protagonista diventa quindi Dibu Martinez, non sempre preciso ma efficace su Baena, Dani Olmo, Ferran Torres e a tempo scaduto Yamal. Un fallaccio su Cubarsì provoca il secondo giallo all’indirizzo di Enzo Fernandez e i supplementari si aprono con il gol di Nico Williams annullato tra le polemiche. Al 106′ però la sponda dello stesso attaccante dell’Athletic è perfetta per Torres, che di sinistro scaraventa il pallone sotto la traversa. A 120′ già scaduto si vede finalmente l’Argentina, ma Senesi e soprattutto Giuliano Simeone sprecano la colossale occasione di pareggiare. La festa, a sedici anni dal gol di Andres Iniesta all’Olanda, è invece tutta della Spagna.

Sul banco degli imputati finisce inevitabilmente la direzione arbitrale dello sloveno Slavko Vincic, al centro delle polemiche per il gol annullato a Nico Williams al 5′ del primo tempo supplementare. L’arbitro di Maribor aveva ravvisato un fallo di Mikel Merino su Otamendi nell’azione che aveva preceduto l’assist per Williams, senza però ricorrere alla revisione del VAR — affidata al tedesco Bastian Dankert, assistito da Nicolas Gallo e Khamis Al Marri — in un episodio tanto dubbio quanto decisivo. Una scelta che la panchina iberica non ha preso affatto bene e che ha immediatamente scatenato le proteste del web. Non è la prima volta che Vincic incrocia il destino dell’Argentina in una fase finale iridata: era stato lui l’arbitro della clamorosa sconfitta per 2-1 dell’Albiceleste contro l’Arabia Saudita all’esordio dei Mondiali di Qatar 2022, l’ultima battuta d’arresto della nazionale di Scaloni prima della cavalcata che la portò al titolo.

Il dato dei 90 minuti regolamentari chiusi senza un tiro in porta era già stato impietosamente fotografato in diretta da Daniele Adani su Rai 1, esattamente al 90′: “La partita è brutta e l’Argentina la imbruttisce. Non è mai, mai ripartita”, aveva sentenziato il commentatore emiliano, in una serata in cui anche Messi era rimasto a lungo ai margini del gioco, toccando il suo primo vero pallone soltanto al 16′ minuto prima di essere fermato fallosamente da Alex Baena. Un’opacità che ha avuto un peso specifico anche nella corsa alla classifica marcatori: Mbappé, che aveva chiuso il suo Mondiale a quota 10 reti già dalla finale per il terzo posto persa con la Francia contro l’Inghilterra, aveva profetizzato da New York a ‘Fox Sports’ che “Leo segna sempre, segnerà sicuramente contro la Spagna”. La profezia del fuoriclasse del Real Madrid è rimasta lettera morta.

Sullo sfondo della serata al MetLife Stadium non sono mancate le suggestioni extracalcistiche. In tribuna d’onore era presente Donald Trump, che ha accolto i Reali di Spagna Re Felipe VI e la Regina Letizia insieme al premier Pedro Sanchez — con cui i rapporti sono tutt’altro che sereni, dopo che appena undici giorni fa, al vertice NATO di Ankara, il presidente americano aveva definito la Spagna “una causa persa” e “un pessimo partner nella NATO” — ed è stato lui, e non Gianni Infantino, l’incaricato a consegnare la Coppa del Mondo ai vincitori, secondo una novità annunciata dallo stesso presidente FIFA. Assente invece il presidente argentino Javier Milei, la cui mancanza era stata attribuita, secondo quanto riferito in diretta dalla Rai, a mere ragioni di scaramanzia.

Tra i presenti sugli spalti anche Alvaro Morata, che pur non facendo più parte del giro della Nazionale — ha disputato una sola partita delle qualificazioni mondiali, contro la Turchia nel settembre 2025 — non ha voluto mancare all’appuntamento. Prima della finale era stato proprio Rodri a dedicargli un pensiero toccante: “Se oggi siamo qui, una parte importante del nostro cammino è sua”. Parole che avevano commosso l’attaccante del Como, reduce da una stagione complicata anche sul piano fisico dopo la lesione al muscolo adduttore rimediata a dicembre contro l’Inter. “Quando dicono cose del genere su di me, mi riempiono d’orgoglio”, aveva ammesso Morata agli inviati di AS. “Sono davvero contento, ma ora non voglio piangere qui”.

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