Mondiali 2026, Spagna campione: la presenza di Donald Trump crea qualche imbarazzo

20 Luglio 2026 - 04:10
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Mondiali 2026, Spagna campione: la presenza di Donald Trump crea qualche imbarazzo

La Spagna è campione del mondo, dopo aver vinto la finale dei Mondiali di calcio 2026 al MetLife Stadium di New York dove l’Argentina è caduta dopo i tempi supplementari con il risultato di 1-0. Uno dei momenti più attesi della serata riguardava però la consegna della Coppa del Mondo che, come da previsioni, è stata affidata a Donald Trump. Non è mancato qualche momento di imbarazzo, con il presidente degli Stati Uniti che si è soffermato a stringere le mani di alcuni giocatori iberici mentre il capitano Rodri già stringeva tra le proprie braccia il trofeo che ancora non aveva alzato al cielo.

Il momento del trionfo è arrivato qualche secondo dopo, con Donald Trump ancora piuttosto vicino al gruppo dei neo campioni del mondo che peraltro hanno dato l’impressione di festeggiare l’impresa ignorandolo il più possibile. Grandi sorrisi invece per Gianni Infantino, presidente FIFA che ha dato l’impressione di voler allontanare Trump dalla foto della Spagna tirandolo a sé per un braccio. Un aspetto che anche Alessandro Antinelli ha sottolineato in diretta su ‘Rai1′, sottolineando come Rodri e compagni sembravano non vedere l’ora di poter celebrare insieme un momento da condividere per il resto della vita con amici e parenti. Senza presenze “esterne”.

A decidere la finale, al 106′ del primo tempo supplementare, è stato Ferran Torres, che ha scaraventato il pallone sotto la traversa di sinistro su assist perfetto di Nico Williams. Un gol che ha consegnato alla Spagna il suo secondo titolo mondiale nella storia, dopo quello conquistato nel 2010 in Sudafrica, curiosamente con lo stesso risultato di allora: 1-0 ai supplementari sull’Argentina. L’Albiceleste ha chiuso la partita anche in dieci uomini, per l’espulsione al 94′ di Enzo Fernandez, e ha mancato la doppietta dopo aver conquistato la Coppa del Mondo 2022.

La serata è stata segnata anche da una pesante controversia arbitrale. Al 5’ del primo tempo supplementare, l’arbitro sloveno Slavko Vincic aveva annullato un gol di Nico Williams per un presunto fallo di Mikel Merino su Otamendi nell’azione precedente, senza però ricorrere alla revisione del VAR — affidata al tedesco Bastian Dankert, assistito da Nicolas Gallo e Khamis Al Marri — in un episodio tanto dubbio quanto decisivo. Una scelta che ha immediatamente scatenato le proteste della panchina iberica e del web. Non è la prima volta che Vincic incrocia il destino dell’Argentina in una fase finale iridata: era stato lui l’arbitro della clamorosa sconfitta per 2-1 dell’Albiceleste contro l’Arabia Saudita all’esordio dei Mondiali di Qatar 2022.

Sul piano strettamente sportivo, la prestazione dell’Argentina ha lasciato molto a desiderare. Nei 90 minuti regolamentari, la Selección di Lionel Scaloni ha fatto registrare un dato tanto eloquente quanto inedito: 0 tiri totali, 0 tiri in porta. Un rendimento che aveva portato Daniele Adani a un giudizio categorico in diretta su ‘Rai1′ esattamente al 90’: “La partita è brutta e l’Argentina la imbruttisce. Non è mai, mai ripartita”. Anche Lionel Messi, al suo presumibile ultimo ballo iridato, ha faticato enormemente a entrare in partita, toccando il suo primo vero pallone soltanto al 16′ minuto, quando era stato fermato fallosamente da Alex Baena. Una serata opaca che ha avuto un peso specifico anche nella corsa alla classifica marcatori: Kylian Mbappé, che aveva chiuso il suo Mondiale a quota 10 reti già dalla finale per il terzo posto persa con la Francia contro l’Inghilterra, si è così confermato capocannoniere del torneo con due gol di vantaggio sul numero 10 argentino. Prima di lasciare gli Stati Uniti, il fuoriclasse del Real Madrid aveva profetizzato a ‘Fox Sports’: “Leo segna sempre, segnerà sicuramente contro la Spagna”. La profezia è rimasta lettera morta.

Il contesto politico attorno alla cerimonia di premiazione era del resto carico di tensione già prima del calcio d’inizio. Trump aveva accolto i Reali di Spagna, Re Felipe VI e la Regina Letizia, insieme al premier Pedro Sanchez, con cui i rapporti sono tutt’altro che sereni: appena undici giorni fa, al vertice NATO di Ankara, il presidente americano aveva definito la Spagna “una causa persa” e “un pessimo partner nella NATO”. La prospettiva di dover consegnare la Coppa del Mondo proprio alla nazionale spagnola aveva già scatenato le ironie dei suoi detrattori negli Stati Uniti, con l’ex Senior Director del National Security Council Thomas J. Wright che aveva commentato su X: “Sarà piuttosto divertente se domenica Trump dovrà consegnare il trofeo della Coppa del Mondo alla Spagna”. Assente invece il presidente argentino Javier Milei, la cui mancanza era stata attribuita, secondo quanto riferito in diretta dalla Rai, a mere ragioni di scaramanzia.

Tra i presenti sugli spalti anche Alvaro Morata, che pur non facendo più parte del giro della Nazionale non ha voluto mancare all’appuntamento. Prima della finale era stato proprio Rodri a dedicargli un pensiero toccante: “Se oggi siamo qui, una parte importante del nostro cammino è sua”. Parole che avevano commosso l’attaccante del Como, che agli inviati di AS aveva ammesso: “Quando dicono cose del genere su di me, mi riempiono d’orgoglio. Sono davvero contento, ma ora non voglio piangere qui”.

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