Napoli, 21enne ucciso sotto casa: dietro l’omicidio di Lorenzo Spasiano forse una lite al calcetto

23 Giugno 2026 - 15:32
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Napoli, 21enne ucciso sotto casa: dietro l’omicidio di Lorenzo Spasiano forse una lite al calcetto

Potrebbe esserci una lite scoppiata durante una partita di calcetto dietro l’omicidio di Lorenzo Spasiano, il 21enne incensurato ucciso sotto casa a Napoli a colpi d’arma da fuoco. Sarebbe stata la madre la prima ad accorrere dopo il ferimento del giovane nel quartiere Miano, zona nord del capoluogo partenopeo, poi morto all’ospedale Cardarelli dove era stato trasportato d’urgenza. “La mamma mi ha detto che ha sentito gli spari e le grida del figlio, è uscita di casa e l’ha trovato a terra”, ha raccontato Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo di via Janfolla, che conosceva il ragazzo. Non risultano collegamenti di Spasiano con ambienti vicini alla criminalità organizzata; gli investigatori da subito non hanno escluso che possa essersi trattato di un agguato conseguenza di una precedente lite con altre persone del quartiere. Sull’omicidio indagano i carabinieri del nucleo operativo Napoli Stella.

La lite al calcetto trascinata per mesi

L’ipotesi sulla quale sono in corso verifiche da parte dei militari è quella di una discussione con un giovane della zona, scoppiata su un campo di calcetto probabilmente per un fallo di gioco, e poi trascinatasi nei mesi fino a culminare nell’agguato di questa mattina. Il ragazzo era incensurato secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non aveva alcun legame con la criminalità organizzata, e così anche la sua famiglia, il padre autista di ambulanze, la madre casalinga e i quattro fratelli tutti lavoratori, alcuni fuori regione.

La lite nata su un campo di calcetto a marzo scorso è un episodio all’attenzione dei militari impegnati nell’individuazione della dinamica e del movente dell’omicidio. Non è escluso che il 21enne, appassionato di boxe, e il ragazzo con il quale è scoppiata la lite si siano ritrovati faccia a faccia nei giorni o mesi successivi nelle strade del rione popolare, alimentando così un contrasto portato la notte scorsa alle estreme tragiche conseguenze. Tutte ipotesi al vaglio degli investigatori. Sull’accaduto indagano i Carabinieri del nucleo operativo Stella e della stazione di Secondigliano, con il coordinamento della Procura di Napoli. 

Chi era Lorenzo Spasiano

Un giovane vivace, lontano da ambienti della malavita e gran lavoratore. Così viene descritto Lorenzo Spasiano. Il ragazzo, racconta il parroco della chiesa di Sant’Anfonso e San Gerardo di via Janfolla don Salvatore Cinque, aveva lavorato per anni in un panificio di fronte alla chiesa, prima di trovare di recente una nuova occupazione. “Era un ragazzo mite ma vivace, come tutti i ragazzi del quartiere, ma nessun legame con la malavita. Si svegliava presto ogni mattina per andare a lavorare”, ha spiegato il sacerdote. “È una notizia che ci scuote e ci addolora – ha aggiunto – ci troviamo in una spirale di violenza e cattiveria e per questo dobbiamo puntare sull’educazione, creare dei poli educativi anche all’interno del quartiere. È una cosa che stiamo già realizzando, infatti a breve inaugureremo il nuovo oratorio per prendere i ragazzi dalla strada e portarli in parrocchia, per dar loro un’educazione”.

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