Nero Barocco, il Val di Noto racconta la crescita del vino:”Qualità sempre più alta”
Il vino come strumento per raccontare il territorio e, allo stesso tempo, come occasione per mettere in contatto produttori, consumatori e operatori della ristorazione. È questa la prospettiva con cui la Strada del Vino del Val di Noto guarda a “Nero Barocco”, l’appuntamento dedicato alle produzioni vitivinicole del territorio e alle cantine che ne rappresentano una delle espressioni più importanti.
A parlarne è Carlo Scollo, della cantina Ramaddini e presidente della Strada del Vino del Val di Noto, che sottolinea il ruolo di iniziative come questa nella promozione dell’identità enogastronomica dell’area.
“È un evento come tanti altri che facciamo qui alla Loggia del Mercato di Noto, che ci permette di accostarci soprattutto ai consumatori, ma anche ai ristoratori, e di proporre il territorio e i vini del Val di Noto”, spiega Scollo.
Un lavoro di promozione che negli ultimi anni si è accompagnato, secondo il presidente della Strada del Vino, a una crescita significativa del comparto. “Negli ultimi anni questi vini hanno avuto un miglioramento notevolissimo nella qualità, nella commercializzazione e nelle etichette”, sottolinea.
La Strada del Vino del Val di Noto riunisce oggi circa 30-35 cantine, insieme a realtà della ristorazione, della ricettività e del settore agroalimentare. Una rete che punta a proporre il vino non come prodotto isolato, ma come parte di un sistema territoriale più ampio.
“Stiamo lavorando molto sulla promozione del territorio, per far conoscere questi prodotti sia ai conterranei che ai numerosi turisti presenti a Noto”, aggiunge Scollo.
E proprio “Nero Barocco” rappresenta un’occasione per entrare in contatto diretto con le produzioni locali. In particolare, il 20 settembre, diverse cantine offriranno la possibilità di degustare i vini del territorio e di confrontarsi con un comparto che, negli ultimi anni, ha modificato sensibilmente il proprio posizionamento.
Scollo guarda anche alla vendemmia di quest’anno, arrivata al termine di una stagione caratterizzata prima dalle abbondanti precipitazioni invernali e poi da temperature estive particolarmente elevate. “Grazie alle abbondanti piogge invernali, la vendemmia è stata molto generosa dal punto di vista quantitativo”, racconta.
Il caldo, con temperature che durante l’estate hanno raggiunto anche i 40-45 gradi, ha però inciso sui tempi di maturazione delle uve. “La qualità è stata in parte condizionata dal caldo torrido estivo, che ha rallentato o bloccato la maturazione delle uve”, spiega il presidente della Strada del Vino.
Nonostante le difficoltà climatiche, il bilancio tracciato dai produttori resta positivo. “Siamo riusciti a raggiungere una qualità ottimale per i vini della nostra zona”, conclude Scollo.
Il racconto del vino del Val di Noto passa dunque anche dalla capacità di confrontarsi con le nuove condizioni climatiche e con un mercato sempre più attento alla qualità. E iniziative come “Nero Barocco” diventano un’occasione per portare questo racconto direttamente tra i consumatori, dentro e fuori il territorio.
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