New York sta pensando di ingrandire uno dei suoi grandi serbatoi d’acqua
New York sta valutando se ingrandire uno dei grandi bacini artificiali da cui arriva l’acqua potabile utilizzata ogni giorno nei cinque borough. Il Department of Environmental Protection (DEP) e la Delaware River Basin Commission hanno avviato uno studio per capire se sia possibile aumentare la capacità del Cannonsville Reservoir, nello Stato di New York, come parte di un piano più ampio per affrontare future siccità.
Cannonsville si trova nella Delaware County, a circa 200 chilometri da New York City, e può contenere circa 96 miliardi di galloni d’acqua, oltre 360 miliardi di litri. È uno dei tre grandi reservoir del Delaware System di proprietà della città, insieme a Pepacton e Neversink. Il sistema del Delaware fornisce normalmente circa metà dell’acqua consumata a New York City. L’intera rete idrica cittadina comprende invece 19 reservoir e tre laghi controllati, distribuiti su un bacino di circa 2 mila miglia quadrate che arriva fino a 125 miglia a nord della città.
L’ampliamento di Cannonsville, però, per ora è soltanto un’ipotesi. Il documento pubblicato dal DEP nel City Record prevede uno studio di fattibilità con la Delaware River Basin Commission per stabilire se sia possibile ingrandire la diga e aumentare la quantità d’acqua immagazzinata. L’analisi durerà circa 18 mesi e dovrà valutare, tra le altre cose, costi, permessi necessari e conseguenze geologiche e idrologiche. I risultati sono attesi entro la metà del 2028.
L’idea fa parte di un lavoro iniziato diversi anni fa per trovare nuovi modi di accumulare acqua nel bacino del Delaware. La commissione ha esaminato migliaia di possibilità, dalla costruzione di nuovi bacini all’utilizzo di cave esistenti, fino all’espansione dei reservoir già in funzione. Cannonsville è una delle opzioni rimaste in esame. Un eventuale intervento richiederebbe comunque molti anni prima di poter essere realizzato.
A rendere più urgente la ricerca di nuove soluzioni è stata soprattutto la siccità del 2024. Quell’autunno New York dichiarò il primo drought warning in più di vent’anni e la quantità d’acqua complessivamente presente nei reservoir scese intorno al 60 per cento della capacità. La scarsità di precipitazioni costrinse anche la città a rinviare i lavori sul Delaware Aqueduct, l’enorme acquedotto che porta a New York l’acqua proveniente dal sistema del Delaware.
Il problema non riguarda soltanto la quantità d’acqua necessaria alla città. Il Delaware River Basin deve garantire risorse anche a parti degli Stati di New York, New Jersey, Pennsylvania e Delaware, mentre durante i periodi di siccità una parte dell’acqua dei reservoir viene rilasciata per mantenere il flusso del fiume e contrastare la risalita di acqua salata dall’estuario. L’innalzamento del livello del mare potrebbe rendere questo equilibrio più complicato nei prossimi decenni.
Al momento, comunque, New York non si trova in una situazione di emergenza idrica. Secondo i dati aggiornati del DEP ieri, il 6 ottobre, l’intero sistema dei reservoir era all’83,9 per cento della capacità utilizzabile, sopra la media storica del 77,3 per cento per questo periodo dell’anno. Cannonsville era invece al 69,8 per cento.
Lo studio serve quindi soprattutto a preparare il sistema idrico della città a condizioni future più difficili. La Delaware River Basin Commission sta valutando contemporaneamente gli effetti di siccità più frequenti, precipitazioni estreme e innalzamento del mare.
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