Nicholas Caglioni: "Il calcio mi fa schifo. Mai toccato cocaina, mi hanno incastrato e squalificato perché scomodo"

Maggio 19, 2026 - 11:04
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L'ex portiere di Messina e Atalanta in Serie A racconta la sua storia e lancia pesanti accuse

Lunga intervista di Nicholas Caglioni a La Gazzetta dello Sport. L'ex portiere tra l'altro di Messina e Atalanta, 43 anni, nel 2007 è stato squalificato per cocaina, nel 2019 ha appeso i guantoni al chiodo per diventare camionista: "Il calcio mi fa schifo, ho chiuso. Non guardo neanche più le partite. E poi la vita del professionista di oggi mi aveva stufato. L’ho capito a Salò, in Serie C: video analisi, dietologo, nutrizionista, psicologo. Sembrava una clinica".


DA CALCIATORE A CAMIONISTA

"Era il lavoro di mio padre. Dopo il Covid ho preso le patenti e ho iniziato. Giro l’Italia e l’Europa: da Nembro, dove sto io, un paesino in provincia di Bergamo, fino a Lione e alla Germania, più il sud Italia. Trasporto soprattutto cibo. Guidare mi rilassa"


NEL 2007 POSITIVO ALLA COCAINA

"Non ho ancora capito come andò. Giocammo l’11 per via della morte dell’ispettore Filippo Raciti. Eravamo in ritiro da tre giorni, si rende conto dell'assurdità della cosa. Lo scoprì l'11 marzo, dopo Chievo-Messina. Avevo parato un rigore a Pellissier, ero a casa coi miei e stavo uscendo. Argurio, il d.s. , mi chiamò: 'Sei stato trovato positivo alla cocaina'. 'Ma stai scherzando?', dissi. Entrai nel panico più totale".

MAI TOCCATO LA COCAINA

"Non ho mai fatto uso di cocaina. Amavo fare serata come un normale calciatore di vent'anni, certo, ma non l’ho mai toccata. Come mi spiego la positività? Forse davo fastidio a qualcuno. I risultati sono stati scambiati? Non lo so, qualcosa è successo. Io ero in camera con Marco Storari. Disse che per lui ero come un fratello e che non avrei mai fatto una cosa così. Il bello è che se avessi patteggiato avrei preso sei mesi e amen. Invece io ero e sono innocente, per questo scelsi di andare a processo. Non mi hanno mai fatto le contronalisi, la mia unica spiegazione è che ero scomodo".

QUATTRO VOLTE DI FILA ALL'ANTIDOPING

"Avevo appena rinnovato il contratto di tre anni, dicevo sempre ciò che pensavo, ero diretto, spontaneo, sincero. E proprio in quel periodo, magicamente, è successo questo. Poi un'altra cosa non mi torna: i controlli antidoping sono a sorteggio. Io uscii quattro volte di fila. Strano, no? Avevo 21 anni, ero diventato titolare. Mi hanno rovinato la carriera".

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