NSW, Minns respinge l’inchiesta per la rimozione della procuratrice capo Sally Dowling

13 Luglio 2026 - 12:50
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Il premier del New South Wales contesta le conclusioni della commissione parlamentare sulla vicenda 2GB. Il procuratore generale Michael Daley ha comunque affidato una revisione indipendente a Noel Hutley SC

Il premier del New South Wales, Chris Minns, ha respinto la raccomandazione di una commissione parlamentare che chiedeva di valutare l’apertura di un’inchiesta formale sulla possibile rimozione della direttrice della pubblica accusa dello Stato, Sally Dowling SC.

La decisione arriva dopo che una commissione della Camera alta aveva approvato, con una maggioranza di quattro voti contro tre, un rapporto fortemente critico nei confronti della responsabile dell’Office of the Director of Public Prosecutions.

Le accuse contenute nel rapporto

Secondo la maggioranza della commissione, Dowling avrebbe autorizzato il proprio ufficio a proporre alla radio 2GB una notizia riguardante l’udienza di condanna di un giovane indigeno.

Il rapporto sostiene inoltre che la direttrice avrebbe successivamente negato davanti alla commissione di aver approvato l’iniziativa mediatica, pur avendo partecipato alla riunione durante la quale sarebbe stata discussa la proposta di contattare l’emittente.

La commissione ha concluso che il lancio della storia non rispondeva a un autentico interesse pubblico, avrebbe rischiato di rendere riconoscibile il giovane coinvolto nel procedimento e avrebbe potuto danneggiare la fiducia nell’amministrazione della giustizia.

Dowling nega di aver autorizzato la diffusione

Sally Dowling ha riconosciuto che un membro del suo ufficio aveva contattato 2GB, ma ha sempre negato di aver autorizzato personalmente la diffusione delle informazioni.

Anche un’altra testimone del DPP ha dichiarato sotto giuramento che Dowling non avrebbe dato l’approvazione.

La direttrice ha sostenuto di non aver seguito quella parte della discussione durante la riunione e di aver scoperto soltanto successivamente che la storia era stata proposta all’emittente.

Nessuna azione penale

La vicenda è stata esaminata anche dalla polizia del New South Wales, che non ha raccolto elementi sufficienti per procedere penalmente.

Il rapporto parlamentare ha però osservato che Dowling non aveva fornito una dichiarazione formale agli investigatori, pur riconoscendo che un testimone ha il diritto di non farlo.

La polizia ha precisato che tale scelta difficilmente avrebbe modificato l’esito dell’indagine.

La richiesta di un’inchiesta formale

Tra le raccomandazioni del rapporto figura la creazione di un organismo parlamentare permanente di controllo sull’Office of the Director of Public Prosecutions.

La commissione ha inoltre chiesto al procuratore generale di considerare l’apertura di un’inchiesta formale dotata di poteri obbligatori, con lo scopo di stabilire se esistano motivi sufficienti per rimuovere Dowling dall’incarico.

Non si trattava quindi di una richiesta di licenziamento immediato, ma dell’avvio di un nuovo procedimento investigativo nel quale raccogliere ulteriori prove e ascoltare i testimoni.

Minns: «Le prove non sostengono le raccomandazioni»

Chris Minns ha contestato la durezza delle conclusioni raggiunte dalla commissione.

Il premier ha ricordato di aver dichiarato in passato che un’eventuale fuga di informazioni dall’ufficio del DPP sarebbe stata «completamente inaccettabile».

Ha tuttavia sostenuto che le testimonianze disponibili non dimostrerebbero che Dowling abbia autorizzato la comunicazione alla radio.

Secondo Minns, la commissione avrebbe denunciato con eccessiva severità una figura indipendente del sistema giudiziario sulla base di prove contrastanti.

«Non credo che le prove sostengano le raccomandazioni», ha affermato.

Il rapporto divide la commissione

Le conclusioni non sono state condivise da tutti i membri dell’organismo parlamentare.

Nelle dichiarazioni di dissenso, alcuni componenti hanno sostenuto che le accuse più gravi contro Dowling non fossero supportate da prove sufficientemente solide.

Secondo i membri contrari, gli unici due testimoni che avevano partecipato alla riunione e deposto sotto giuramento avevano negato che la direttrice avesse autorizzato la diffusione delle informazioni.

Le opinioni di minoranza hanno inoltre richiamato la necessità di applicare uno standard particolarmente rigoroso quando le conclusioni di un’inchiesta possono compromettere la carriera di una persona e l’indipendenza dell’amministrazione della giustizia.

Daley affida il rapporto a un esperto indipendente

Il procuratore generale del New South Wales, Michael Daley, ha duramente criticato il rapporto e ha respinto l’ipotesi di avviare immediatamente il procedimento raccomandato dalla commissione.

Daley ha però incaricato i Crown Solicitors di affidare a un consulente legale indipendente l’esame completo delle conclusioni parlamentari.

La revisione sarà guidata da Noel Hutley SC, già presidente della NSW Bar Association, che dovrà valutare la consistenza giuridica delle accuse e delle raccomandazioni.

La scelta consente al governo di non accettare formalmente la richiesta della commissione, mantenendo però aperta una verifica esterna sulla vicenda.

Oltre 120 procuratori sostengono Dowling

Dopo la pubblicazione del rapporto, più di 120 Crown Prosecutors hanno diffuso una rara dichiarazione congiunta in difesa di Sally Dowling, descrivendola come una persona dotata della massima integrità e correttezza professionale.

A favore della direttrice sono intervenute anche la Police Association of NSW e la Public Service Association, il sindacato che rappresenta numerosi lavoratori dell’ufficio della pubblica accusa.

Una posizione più prudente è stata assunta da Defence Lawyers NSW, associazione che riunisce oltre 700 avvocati e barrister penalisti.

L’organizzazione ha scritto a Daley sostenendo che il rapporto solleva interrogativi meritevoli di ulteriori approfondimenti.

Indipendenza e responsabilità al centro dello scontro

Il caso ha aperto un confronto più ampio sul delicato equilibrio tra l’indipendenza del DPP e il diritto del Parlamento di controllare il comportamento delle istituzioni pubbliche.

I sostenitori di Dowling temono che un’inchiesta politica possa indebolire l’autonomia della pubblica accusa e creare un precedente pericoloso.

I critici sostengono invece che l’indipendenza non possa escludere trasparenza e responsabilità, soprattutto quando vengono contestati comportamenti riguardanti la riservatezza dei procedimenti e la protezione di un minorenne.

La revisione affidata a Noel Hutley dovrà ora stabilire se il rapporto parlamentare poggi su elementi sufficienti oppure se le conclusioni della maggioranza abbiano superato ciò che le prove permettevano realmente di affermare.

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