Nuovo studio sul Dna antico della Sicilia medievale, una terra di convivenza culturale

28 Giugno 2026 - 15:06
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Una nuova indagine genetica sull’antica Sicilia medievale ridisegna l’immagine dell’isola come spazio di intensa mobilità e convivenza culturale.

La ricerca

L’analisi, condotta su DNA antico di 111 individui provenienti da 19 siti archeologici datati tra epoca romana e tardo Medioevo, è stata pubblicata su PLOS ONE dai ricercatori dell’University of York. Tra V e XV secolo l’isola fu al centro del Mediterraneo, contesa da Romani, Bizantini, dinastie islamiche, Normanni e Svevi, senza però subire rotture nette nella composizione genetica. I dati indicano una sorprendente continuità demografica e la presenza di individui nordafricani già in epoca pre-islamica, segno di scambi antichi e costanti attraverso il mare.

Le sepolture cristiane e musulmane mostrano una notevole mescolanza di origini, mentre nel periodo islamico emergono anche migrazioni dall’Africa subsahariana e dall’Europa settentrionale, con una progressiva ‘europeizzazione’ genetica nel tardo Medioevo. “Lo studio ha gettato nuova luce su persone che tradizionalmente non compaiono nelle fonti storiche – commenta l’archeologo Martin Carver dell’Università di York – dimostrando che cristiani e musulmani hanno vissuto in gran parte in prospere società multireligiose fino all’inizio del XIII secolo, quando la Sicilia entrò a far parte del Sacro Romano Impero”.

L'articolo Nuovo studio sul Dna antico della Sicilia medievale, una terra di convivenza culturale proviene da Blitz quotidiano.

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