Oltre 230mila firme contro il ddl Caccia selvaggia, tra i cittadini e nel mondo scientifico

22 Giugno 2026 - 14:24
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Oltre 230mila firme contro il ddl Caccia selvaggia, tra i cittadini e nel mondo scientifico

Nel momento decisivo cresce la mobilitazione contro il disegno di legge n. 1552, la riforma della disciplina venatoria in discussione al Senato che punta allo stravolgimento della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica – bene costituzionalmente protetto – per favorire il mondo venatorio con una serie di concessioni ingiustificabili, dannose e illegittime. Domani, martedì 23 giugno, giorno previsto per il voto finale a Palazzo Madama, la coalizione di associazioni ambientaliste e animaliste dà appuntamento alle 17 a Roma, in Piazza della Rotonda, per un sit-in contro quello che viene definito il ddl “Caccia selvaggia”.

L’iniziativa arriva mentre la petizione del Wwf “Stop caccia selvaggia” ha superato le 233mila adesioni. Alla mobilitazione popolare si affianca quella del mondo scientifico, con nuovi sostegni all’appello promosso dall’associazione.

Hanno aderito ad esempio Romeo Di Pietro, presidente della Società italiana di scienze della vegetazione, e Biagio D’Aniello, presidente dell’Unione zoologica italiana. Le loro firme si aggiungono a quelle di Carlo Blasi, presidente della Fondazione per la flora italiana; Marco Alberto Bologna, presidente della Società entomologica italiana e del Comitato scientifico per la fauna d’Italia; Rita Cervo, presidente della Società italiana di etologia; Elisa Anna Fano, presidente della Federazione italiana di scienze della natura e dell’ambiente; Barbara Rosa Ines Manachini, presidente della Società italiana di nematologia; Antonella Penna, presidente della Società italiana di biologia marina; Lorenzo Peruzzi, presidente della Società italiana di biogeografia; Maurizio Sarà, presidente del Centro italiano studi ornitologici; Luca Sineo, presidente della Società italiana di antropologia ed etnologia; Marco Zuffi, presidente della Societas herpetologica italiana.

La protesta punta a richiamare l’attenzione sul valore pubblico della fauna selvatica e della biodiversità, anche alla luce dei risultati sulla biodiversità dell’ultimo Eurobarometro diffuso dalla Commissione europea. Secondo l’indagine, il 97% degli italiani considera una natura sana essenziale per la prosperità economica di lungo periodo e ritiene che la biodiversità svolga un ruolo fondamentale per salute e benessere delle persone. Il 52% indica inoltre il ripristino della natura e della biodiversità come una priorità per l’Unione europea.

Eppure il ddl discusso in Senato si muove nella direzione opposta, favorendo il mondo venatorio attraverso modifiche ritenute dannose per la tutela della fauna e degli ecosistemi.

«Il governo – sottolinea nel merito il Wwf – sembra restare per ora sordo alle richieste di esperti e di tantissimi cittadini, ma si hanno però alcuni segnali che molte perplessità ci sono anche tra i banchi della maggioranza di governo: sappiamo che diversi parlamentari di centrodestra hanno manifestato la loro contrarietà al Ddl Caccia selvaggia. Ci rivolgiamo a loro e ai loro colleghi chiedendo un gesto coraggioso per salvare la fauna italiana dalla peggiore proposta di legge sulla caccia da 30 anni a questa parte».

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