Caccia, come cambiare in meglio il nuovo Piano faunistico-venatorio della Toscana? Ecco le proposte del Wwf

22 Giugno 2026 - 14:24
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Caccia, come cambiare in meglio il nuovo Piano faunistico-venatorio della Toscana? Ecco le proposte del Wwf

Il nuovo Piano faunistico-venatorio, dopo un lungo iter, è ormai nella fase finale del suo percorso. Oggi in Consiglio regionale le audizioni da parte delle Commissioni competenti (Seconda e Quarta) degli stakeholders di settore, fra cui le Associazioni ambientaliste.
Il Wwf ha chiesto una articolata serie di modifiche, di fronte ad un Piano che l’Associazione del Panda ritiene inadeguato ad assicurare una sufficiente tutela della nostra fauna selvatica, che continuerà ad essere soggetta ad un prelievo venatorio insostenibile e per molti aspetti in contrasto con le indicazioni del mondo scientifico.

In particolare (ma non solo), il Wwf ha chiesto:

  • -  Un aumento delle superfici protette nelle aree più strategiche per la biodiversità, come il Padule di Fucecchio, il Lago e Padule di Massaciuccoli, il Padule di Bientina, gli Stagni della Piana Firenze-Prato-Pistoia, la Laguna di Orbetello, i promontori costieri di Piombino e Argentario.
  • -  Il riconoscimento del diritto di ogni proprietario o conduttore di un fondo di chiedere l’esclusione del terreno dalla caccia programmata. Si tratta di una possibilità prevista dalla Legge nazionale, recentemente confermata e sancita anche da sentenze del TAR e del Consiglio di Stato (che hanno sottolineato la validità di una motivazione anche semplicemente “etica” di contrarietà alla caccia), richiesta che le Regioni possono rifiutare, in modo specifico e motivato, solo se essa contrasta in modo evidente con la programmazione faunistico-venatoria. La Regione Toscana, invece, ha inserito una grave restrizione, per cui, salvo la presenza di colture o allevamenti sperimentali, la richiesta può essere fatta solo se un unico proprietario o più proprietari associati possiedono almeno 200 ettari. Ciò limita moltissimo la possibilità di procedere alla richiesta e crea una grave disparità fra i cittadini, andando a ledere un diritto previsto per tutti dalla norma quadro.
  • -  La limitazione di forme di caccia di particolare impatto, come gli appostamenti fissi, l’apertura anticipata, la caccia all’avifauna migratrice e altre ancora
  • -  Il divieto dell’utilizzo delle munizioni di piombo, altamente tossiche per la fauna e per l’uomo, su tutto il territorio.
  • -  Il rispetto delle indicazioni del mondo scientifico
  • -  Maggiori controlli e maggiori norme di sicurezza

Al Consiglio regionale ora la responsabilità di approvare nella sua forma definitiva un provvedimento che influenzerà in modo importante il futuro della fauna selvatica toscana nei prossimi anni.

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