Ovs, ricavi a 877,4 milioni nel semestre (+11%). Goldenpoint torna in positivo
Ovs chiude il primo semestre dell’esercizio 2026 con una crescita a doppia cifra dei ricavi e un miglioramento della redditività. Nei sei mesi al 31 luglio, il gruppo ha registrato vendite nette pari a 877,4 milioni di euro, in aumento dell’11% rispetto ai 792,9 milioni dello stesso periodo del 2025. A perimetro organico, escludendo Goldenpoint (consolidata a partire da luglio 2025), la crescita è stata del 6,1%, con ricavi a 825,4 milioni, contro i 778,3 milioni di un anno prima.
Il miglioramento si riflette anche sulla marginalità. L’ebitda adjusted consolidato è salito infatti del 12,3% a 114,3 milioni di euro, mentre a perimetro organico ha raggiunto i 114,1 milioni, in crescita del 17,5% e con un incremento di 17 milioni. Il margine ebitda è così passato dal 12,5% al 13,8%, con un miglioramento di 135 punti base. L’ebit adjusted è cresciuto del 10,8% a 76,7 milioni, mentre l’utile netto adjusted è aumentato del 7,7% a 49,1 milioni.
“Nel primo semestre del 2026 tutti i brand sono cresciuti, principalmente grazie all’aumento delle vendite a parità di perimetro; il gruppo continua infatti a sovraperformare il mercato dell’abbigliamento, cresciuto dell’1,5% nel periodo”, ha commentato in una nota l’amministratore delegato Stefano Beraldo. “Questo andamento conferma la validità del nostro posizionamento, basato su qualità, ricerca stilistica e sostenibilità, elementi che hanno aumentato il valore percepito dei brand, intercettando efficacemente una domanda crescente di prodotti di qualità a prezzi accessibili”.
Sul fronte dei canali distributivi, le vendite dirette nei negozi hanno raggiunto 716,9 milioni di euro, in crescita dell’11% (+5,9% a perimetro organico), mentre franchising e B2b hanno generato 160,5 milioni, con un incremento del 9% (+6,9% escludendo Goldenpoint).
Con una lente sui singoli brand, Ovs e Upim hanno entrambi registrato una crescita delle vendite del 6,1 per cento. Per Ovs, l’ebitda si è attestato a 93 milioni di euro, in aumento del 15,1%, con un margine del 15,1 per cento. Upim ha invece raggiunto un ebitda di 22,8 milioni, in crescita del 20,5%, e un margine dell’11,9 per cento.
Particolarmente dinamica è stata la performance di Stefanel, che nel semestre ha segnato un aumento delle vendite del 31%, di cui l’11% a parità di perimetro. Il marchio, secondo quanto spiegato da Beraldo, ha beneficiato di una strategia focalizzata sull’evoluzione qualitativa e su un contenuto stilistico distintivo, elementi che hanno incontrato una clientela attenta al valore del prodotto. Positivo anche il contributo di Goldenpoint, entrata come già ricordato nel perimetro Ovs nel luglio 2025. Il brand ha realizzato nel semestre vendite per 52,1 milioni di euro, in crescita di circa l’11% sullo stesso periodo del 2025, pur con il confronto influenzato dalla diversa base di consolidamento: nel primo semestre 2025 erano stati contabilizzati 14,6 milioni di euro di ricavi. Il risultato di Goldenpoint è inoltre passato in territorio positivo a livello di ebitda, con un miglioramento superiore ai 4 milioni rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente.
All’interno del portafoglio Ovs, il gruppo segnala inoltre la crescita delle proposte rivolte al segmento femminile, sia nell’abbigliamento sia nel beauty. Tra le iniziative citate figurano l’estensione di Piombo nelle linee Tech e Contemporary, la seconda collezione Les Copains, l’espansione di B Angel e Utopja, rivolte a un pubblico più giovane, e la crescita di Altavia con le collezioni Studio dedicate ad activewear e leisurewear, oltre alle proposte hiking e sailing. Il beauty ha beneficiato sia dell’andamento nei negozi Ovs sia dell’apertura di store standalone Shaka.
Per Upim, la crescita è proseguita anche attraverso nuove aperture in posizioni nei centri cittadini, accompagnate da un’offerta e da un’immagine più ricche e qualitative.
Sul piano geografico, Ovs evidenzia una crescente spinta all’internazionalizzazione: a inizio settembre è stato inaugurato nel Dubai Mall il più grande flagship store Ovs al mondo, la cui performance iniziale viene definita molto positiva nonostante il contesto geopolitico. L’apertura rappresenta per il gruppo un’importante vetrina internazionale per il modello di “House of brands”.
E ancora, la generazione di cassa ha mostrato un miglioramento di 15,3 milioni di euro nel semestre, grazie principalmente alla crescita dell’ebitda e a dinamiche favorevoli del capitale circolante. Il net cash flow, al netto di M&A, dividendi e buyback, è risultato negativo per 50,2 milioni, rispetto ai -65,5 milioni del primo semestre 2025. In miglioramento anche la posizione finanziaria netta adjusted, scesa a 240,1 milioni di euro al 31 luglio 2026 dai 293,6 milioni di un anno prima, con una riduzione di 53,6 milioni. Nel semestre il gruppo ha inoltre destinato 33,9 milioni di euro alla distribuzione di dividendi e 10,2 milioni all’acquisto di azioni proprie.
In ultima battuta, guardando alla seconda parte dell’esercizio, Ovs segnala un avvio soddisfacente della stagione autunnale, con vendite in linea con quelle degli ultimi due anni, entrambi caratterizzati da una performance robusta. La società indica una buona accoglienza per le nuove collezioni e prevede un beneficio sui margini dall’apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro. Confermata inoltre la previsione di una generazione di cassa per l’intero esercizio 2026 superiore ai 90 milioni di euro registrati nel 2025.
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