Per gli affitti in salita, tende a Termini contro il caro casa: “Stop alla speculazione”
Circa mille manifestanti, secondo le stime fornite, si sono radunati davanti alla stazione Termini, in piazza dei Cinquecento, ribattezzata simbolicamente “Piazza Maricarmen Abascal” e trasformata per qualche ora in una tendopoli. L’iniziativa nasce come omaggio all’anziana sfrattata a Madrid ma richiama anche al dramma di tante famiglie italiane, strette nella morsa di affitti insostenibili, locazioni brevi e fondi immobiliari.
Le tende davanti a Termini: la protesta sul modello spagnolo

Tende da campeggio in strada, striscioni e una richiesta precisa: rendere la casa accessibile a chi non riesce più a sostenere il costo degli affitti. In piazza Asia Usb, Movimento per il diritto all’abitare e gli studenti di Cambiare Rotta, uniti nelle richieste di un tetto ai canoni, dello stop alle locazioni brevi e di maggiori investimenti nelle case popolari. La piazza è stata ribattezzata simbolicamente “Piazza Maricarmen Abascal”, in omaggio all’anziana sfrattata a Madrid diventata un riferimento della mobilitazione spagnola contro il caro casa. Come in Spagna, alcuni partecipanti hanno montato tende da campeggio, trasformando l’accampamento simbolico in una denuncia delle difficoltà di chi fatica a trovare o mantenere un alloggio o è costretto ai salti mortali per arrivare a fine mese e far quadrare il bilancio familiare.
Canoni legati al reddito e più case popolari: le richieste

Al centro della mobilitazione c’è anche una raccolta firme per una proposta di legge sul diritto all’abitare. Tra i punti indicati dai promotori figurano un canone equo e proporzionato al reddito, l’abrogazione della legge 431 del 1998 che disciplina le locazioni abitative, lo stop ai fondi speculativi, il recupero degli immobili sfitti e il finanziamento dell’edilizia residenziale pubblica. L’obiettivo dichiarato è portare le rivendicazioni nelle istituzioni e intervenire su un mercato che, secondo i manifestanti, rende sempre più difficile per famiglie e lavoratori trovare una sistemazione sostenibile. Un problema che, complice i caro prezzi, si allarga a macchia d’olio e non colpisce più soltanto studenti e giovani alle prese con il costo delle stanze, ma anche persone sotto sfratto e nuclei familiari ritrovatasi, nelle ultime settimane, in condizioni di inaspettata fragilità.
“Non bisogna vergognarsi”: il racconto di chi rischia di perdere casa
“Dobbiamo difenderci restando uniti e chiedere interventi mirati che non penalizzino il cittadino a favore di chi specula sulle proprietà abitative”, è il messaggio lanciato durante la protesta da una delle rappresentanti dei promotori. Il riferimento è alle persone che vivono situazioni di difficoltà abitativa: dagli sfrattati alle donne che hanno attraversato esperienze di violenza, fino alle madri con figli con disabilità. La mobilitazione punta a rompere l’isolamento di chi non riesce a pagare l’affitto o teme di perdere la propria casa. Nel mirino degli organizzatori la rendita immobiliare e la speculazione, indicate come ostacoli all’accesso agli alloggi. Da piazza dei Cinquecento la richiesta alle istituzioni è di intervenire sui canoni e ampliare l’offerta pubblica, trasformando il diritto all’abitare in una priorità delle politiche per la casa.
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