Perfino Putin ammette che gli attacchi ucraini stanno creando carenze di carburante alla Russia

29 Giugno 2026 - 07:45
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Perfino Putin ammette che gli attacchi ucraini stanno creando carenze di carburante alla Russia

Per la prima volta è Vladimir Putin ad ammettere pubblicamente che la strategia ucraina di colpire raffinerie, depositi e infrastrutture energetiche russe sta producendo effetti concreti. «Stiamo osservando una certa carenza» di carburante, ha riconosciuto il presidente russo in una dichiarazione pubblicata domenica dal Cremlino e riportata da diverse agenzie internazionali, precisando però che la situazione «non è critica».

È una presa d’atto insolita, perché arriva dopo mesi in cui Mosca aveva minimizzato l’impatto dei raid con droni condotti dall’Ucraina in profondità nel territorio russo. Come scrive anche il Guardian, Kyjiv considera questi attacchi una risposta legittima ai bombardamenti quasi quotidiani che la Russia continua a condurre contro città, civili e infrastrutture energetiche ucraine dall’inizio dell’invasione su larga scala, nel febbraio 2022. «Gli attacchi alle infrastrutture critiche e, in particolare, a quelle energetiche creano ovviamente dei problemi», ha detto Putin, la cui preoccupazione adesso è rafforzare le difese antiaeree e garantire le forniture di carburante, soprattutto verso la Crimea occupata.

Il riferimento non è casuale. Venerdì le autorità filorusse della penisola annessa da Mosca nel 2014 avevano dichiarato lo stato di emergenza per le difficoltà di approvvigionamento di carburante e per le interruzioni di corrente provocate, secondo la loro versione, dagli attacchi ucraini contro le infrastrutture logistiche e petrolifere. Va ricordato che l’annessione della Crimea da parte della Russia è stata illegittima e continua a non essere riconosciuta dalla grande maggioranza della comunità internazionale.

Poche ore prima dell’intervista, intervenendo al congresso del partito Russia Unita, Putin aveva assicurato che il Paese saprà «garantire la sicurezza dei cittadini e l’inviolabilità dei confini», promettendo di superare quelle che ha definito «azioni terroristiche» contro il territorio e le infrastrutture russe.

Le sue dichiarazioni arrivano dopo un nuovo fine settimana di attacchi. Secondo il Kyiv Independent, un drone ucraino ha colpito la regione russa di Krasnodar, provocando la morte di una persona e un incendio in una raffineria. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato dell’operazione, spiegando che si inserisce nelle «azioni che indeboliscono la capacità della Russia di portare avanti questa guerra».

Zelensky ha inoltre detto che sono stati colpiti l’impianto petrolifero di Slavyansk, a circa trecento chilometri dalla linea del fronte, e una raffineria nella regione di Jaroslavl, a circa settecento chilometri dal confine ucraino. Solo la scorsa settimana, ricorda ancora il Guardian, un altro attacco aveva provocato un vasto incendio in una raffineria a sud-est di Mosca, con una densa colonna di fumo visibile anche nei sobborghi della capitale.

Negli ultimi mesi Kyjiv ha intensificato la campagna contro il sistema energetico e logistico russo, cercando di trasformare la profondità geografica della Russia in una vulnerabilità. L’ammissione di Putin rappresenta uno dei segnali più espliciti, finora, che questa strategia sta iniziando a produrre conseguenze anche sul fronte interno russo.

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