Perth, rinviata la sentenza per l’aggressione all’anziano addetto all’attraversamento scolastico
Jatin Pudaruth, 18 anni, ha ammesso di aver spinto l’uomo di 87 anni e di avergli sottratto cappello e fischietto. Il tribunale esaminerà ora le accuse di attenzioni indesiderate rivolte alla fidanzata del giovane
È stata rinviata la sentenza nei confronti di Jatin Pudaruth, il diciottenne che ha ammesso di aver aggredito un addetto all’attraversamento scolastico di 87 anni davanti alla Rossmoyne Primary School, nella zona meridionale di Perth.
Il giovane aveva già dichiarato la propria colpevolezza per l’aggressione a un pubblico ufficiale e per il furto del cappello e del fischietto della vittima.
Il magistrato Anthony Sullivan ha però deciso di aggiornare il procedimento dopo che la difesa ha presentato nuove informazioni sulle presunte attenzioni insistenti e indesiderate che l’anziano avrebbe rivolto per mesi alla fidanzata di Pudaruth.
L’aggressione davanti alla scuola
L’episodio risale alla mattina del 19 maggio.
Secondo quanto ricostruito in tribunale, Pudaruth scese da un’automobile, chiamò l’anziano per nome e lo spinse alle spalle.
L’uomo cadde a terra e batté la testa, riportando estesi lividi e la frattura della clavicola. Il diciottenne prese quindi il cappello e il fischietto dell’addetto prima di allontanarsi in automobile.
Pudaruth si consegnò alla polizia più tardi nella stessa giornata.
Le accuse di attenzioni indesiderate
La difesa ha sostenuto che il contesto precedente all’aggressione sia essenziale per valutare la condotta del giovane.
L’avvocato Mark Andrews ha riferito che la fidanzata di Pudaruth accompagnava abitualmente la sorella minore alla scuola primaria e che, per diversi mesi, avrebbe ricevuto dall’anziano attenzioni persistenti che non desiderava.
Tra gli episodi indicati figurano regali non richiesti, compresi un fiore lavorato all’uncinetto e un buono carburante del valore di 100 dollari.
L’uomo le avrebbe inoltre regalato una coperta e, nonostante il rifiuto della giovane, l’avrebbe seguita fino all’automobile per lasciarla all’interno del veicolo.
Il messaggio sul bacio
Secondo la ricostruzione presentata dalla difesa, l’addetto avrebbe inviato alla ragazza alcuni messaggi per chiederle dove si trovasse quando non accompagnava la sorella a scuola.
Uno di questi conteneva una frase che, nella sostanza, diceva: «Allora non posso baciarti».
La difesa sostiene che la giovane non volesse presentare una denuncia e avesse invece deciso di non accompagnare più la sorella, nel tentativo di evitare ulteriori contatti.
Il comportamento attribuito all’87enne è ora oggetto di una denuncia formale presentata dal padre della ragazza. Le affermazioni non sono state ancora verificate in tribunale.
Il precedente confronto
Una settimana prima dell’aggressione, Pudaruth avrebbe affrontato personalmente l’anziano per dirgli che il suo comportamento metteva a disagio la fidanzata.
Secondo quanto riferito dalla difesa, l’addetto avrebbe risposto al giovane, nato a Mauritius, dicendogli di «tornare da dove era venuto».
L’uomo avrebbe poi chiesto alla sorella di dieci anni della ragazza perché quest’ultima non la accompagnasse più a scuola.
Il giorno dell’aggressione, Pudaruth sarebbe stato arrabbiato e frustrato per la situazione, prendendo quella che il suo avvocato ha definito una decisione «stupida e immatura».
La procura non conosceva la denuncia
Il pubblico ministero ha dichiarato di non essere stato informato dell’esistenza della denuncia presentata dal padre della giovane.
Il magistrato ha quindi rinviato il caso per consentire alla procura di verificare le accuse e decidere se contestare la versione fornita dalla difesa.
Sullivan ha osservato che la questione potrebbe incidere direttamente sulla comprensione delle ragioni che hanno portato Pudaruth davanti al tribunale.
«Non poteva farsi giustizia da solo»
Il magistrato ha comunque chiarito che le presunte attenzioni indesiderate non giustificano l’aggressione.
«Anche se vi fossero state queste condotte inappropriate, l’imputato non aveva il diritto di farsi giustizia da solo», ha affermato.
Il tribunale dovrà quindi distinguere tra il possibile contesto provocatorio e la responsabilità personale del giovane per aver spinto un uomo anziano, provocandogli gravi ferite.
Nuova udienza ad agosto
La sentenza è stata rinviata al 12 agosto, quando il procedimento tornerà davanti al tribunale.
Nel frattempo, la procura dovrà esaminare la denuncia e stabilire se le accuse contro l’addetto scolastico siano rilevanti ai fini della pena.
Gli addetti agli attraversamenti scolastici fanno parte di un’unità della WA Police. La vicenda presenta ora due questioni separate: da una parte l’aggressione già ammessa dal diciottenne, dall’altra le accuse ancora da verificare sul comportamento dell’87enne nei confronti della giovane.
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