Pesci che mordono nel Cilento, tra bufale e verità. Ecco che cosa dice davvero la scienza (video)

24 Luglio 2026 - 20:10
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Pesci che mordono nel Cilento, tra bufale e verità. Ecco che cosa dice davvero la scienza (video)

Pesci che mordono nel Cilento, tra bufale e verità. Ecco che cosa dice davvero la scienza (video)

Due episodi in pochi giorni nel Cilento hanno riacceso il dibattito sui pesci che mordono i bagnanti. Ma cosa dice davvero la scienza? Anche quest’anno è scattato l’allarme estivo, l’incubo dei vacanzieri: non la guerra, l’inquinamento, i femminicidi, ma i pesci che mordono, in acqua, i poveri bagnanti che avrebbero diritto a fare un bagno senza quei padroni di casa così invadenti e perfino minacciosi, pericolosi, assetati di sangue. Poverini, quindici giorni di ferie e neanche il diritto a un mare libero da pesci, meduse, alghe, onde…
L’importante, in estate, è trovare argomenti da dibattere sotto l’ombrellone, non troppo pesanti, per non soffermarsi troppo su cosa si mangia la sera a cena. In Cilento, lo scorso anno, si era così diffusa la fobia dei pesci morsicatori a causa di qualche episodio dalle conseguenze paragonabili a una caduta da uno scoglio o ad un piede appoggiato su un ricci. Eppure i giornali ne fecero un caso nazionale, con inchieste e interviste agli esperti.

Bagnanti morsi dai pesci, tra bufale e mezze verità

Bagnante morsicato a un polpaccio, esce dal mare sanguinante“, era il titolo più gettonato, che però nascondeva una certa ipocrisia e una buona dose di sensazionalismo. E nascondevano altre verità, più fini, meno squamose, più psicologiche. Quest’anno il copione si ripete. I giornali danno grande spazio alla vicenda di un turista di 76 anni  morso a una gamba da un pesce mentre si trovava in acqua sulla spiaggia libera delle Saline di Palinuro, nel comune di Centola, come riporta Il Messaggero. L’uomo è riuscito a raggiungere la riva nonostante il dolore ed è stato soccorso subito dai bagnini in servizio, che hanno riscontrato una ferita piuttosto profonda con una perdita di sangue consistente. “Si tratta del secondo episodio dello stesso tipo registrato sul litorale del Cilento nel giro di pochi giorni, dopo quello avvenuto a Pioppi, nel comune di Pollica. I bagnini hanno tamponato l’emorragia e stabilizzato il turista in attesa dei sanitari, che sono poi intervenuti per completare l’assistenza e disporre le cure del caso”, scrivono i giornali. Non proprio un codice rosso, a naso.

A Pioppi, pochi giorni prima, un altro turista era rimasto ferito allo stesso modo mentre faceva il bagno, con i soccorritori chiamati a intervenire per medicarlo e metterlo in sicurezza. Altro giro, altro allarme, anche se poi – tra le righe -si legge che “gli esperti sottolineano che episodi del genere restano comunque rari e non giustificano allarmismi, ma raccomandano ai bagnanti prudenza, evitando di inseguire o toccare pesci e altra fauna marina”.

Cosa dice la scienza e cosa sostengono i giornali

Si parla del pesce balestra come possibile responsabile dei morsetti. Ma forse anche questa è una bufala, una bufala di mare. Lo scorso anno scienziati autorevoli avevano sentenziato che il colpevole, in realtà, sarebbe il sarago sarago maggiore (Diplodus sargus), non il comune sarago in senso generico. Misura venti centriometri, si muove anche in acque basse e ha i dentini affilati, da vampirello, il che provoca le ferite sanguinanti ma non certo emorragie tempestose. Uno studio delle Università di Catania, del Salento e di Torino ha identificato per la prima volta scientificamente questa specie come autrice dei morsi ai bagnanti nel Mediterraneo. In letteratura scientifica, la biologia marina, vengono descritti solo tre casi documentati, tutti con ferite agli arti inferiori. Due hanno provocato lesioni lievi, mentre il terzo ha richiesto cure mediche per una ferita un po’ più profonda, ma senza complicanze gravi. Roba da cerottino, o poco più. Ma in grado di rovinare l’estate ai bagnanti e magari anche agli operatori balneari del Cilento, che aspettano da un anno, allestendo nel modo migliore e meno costoso possibile, i propri lidi, di accogliere turisti rilassati e distratti dai drammi del mondo. Proprio loro, i balneari cilentani, rischiano di “sanguinare” per la diffusione di fobie marine, che per qualcuno diventano ossessioni da “Lo squalo” di Spielberg. Le mezze bufale marine ovviamente non risparmiano i “giallisti”, gli esperti alla Garlasco convertiti ai killer con le branchie, quelli che parlano dei pesci balestra (molto più aggressivi e pericolosi) come responsabili delle aggressioni. Pesci che notoriamemte non frequentano fondali bassi e rive di spiagge e che comunque, a quanto pare, non hanno mai ucciso nessuno. A differenza delle barche e dei marinai agostani, che ammazzano spesso i bagnanti con le proprie eliche passando sotto costa. Ma di quelli nessuno parla: fanno meno paura, chissà perchè non sono silenziosi come i pesci del Cilento.

Il corto sui pesci del Cilento e il fenomeno dei morsi

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