Petrolchimico, il Pd di Siracusa: “bonifiche e riconversione, basta gestire le emergenze”
“Qui si continua a morire di cancro per non morire di fame“. È il passaggio più duro della riflessione sottoscritta da Matilde Di Giovanni, segretaria cittadina del Pd, Raffaele Gurrieri e Igor Previtera, componenti della segreteria, che riportano al centro del dibattito il rapporto tra il polo industriale di Melilli, Priolo e Augusta, la tutela della salute e il futuro economico del territorio.
Il petrolchimico siracusano rientra tra i Siti di interesse nazionale (Sin) individuati per gli interventi di bonifica e, secondo gli esponenti dem, non può continuare a essere affrontato soltanto attraverso interventi emergenziali o prese di posizione successive agli incidenti e agli episodi di cattivi odori.
Il nodo, sostengono Di Giovanni, Gurrieri e Previtera, è quello di una contraddizione che il territorio vive da decenni: da una parte un comparto industriale considerato strategico per l’economia e per l’occupazione, dall’altra le preoccupazioni legate agli effetti ambientali e sanitari della presenza degli impianti.
“Sono certamente di rilevante portata le ripercussioni occupazionali e la complessità di un sistema industriale che rappresenta una componente strategica dell’economia nazionale“, riconoscono i tre esponenti del Pd. Ma questo, secondo la loro posizione, non può diventare un motivo per rinviare ulteriormente una riflessione complessiva sul futuro dell’area.
Nel documento vengono richiamate incidenze di alcune patologie tumorali, malattie respiratorie, polmoniti e allergie, indicate dagli autori come elementi di una situazione che alimenta una “paura, spesso silenziosa” tra le popolazioni che vivono a ridosso degli impianti.
Su questo punto, però, la richiesta politica è soprattutto quella di passare dalla gestione delle emergenze a una strategia strutturale. “Non è più possibile assistere – affermano i tre componenti della segreteria cittadina Dem -, ogni volta che si verifica un incidente, oppure quando tornano a farsi sentire i miasmi, alle prese di posizione momentanee”.
La priorità indicata è dunque quella delle bonifiche, considerate un intervento non più rinviabile. “È un diritto chiedere che finalmente e realmente si avviino le bonifiche di un territorio violentato per decenni“, sostengono Di Giovanni, Gurrieri e Privitera chiedendo allo Stato di assumersi le proprie responsabilità e alle imprese di concorrere al processo.
Accanto alle bonifiche e alla riconversione tecnologica, Di Giovanni, Gurrieri e Previtera pongono poi il tema del ristoro per le comunità residenti. Tra le misure indicate figurano il carburante a prezzi agevolati per chi vive nell’area e, soprattutto, la realizzazione di un reparto oncologico specializzato di altissimo livello.
Per gli esponenti del Pd si tratterebbe di una forma di “risarcimento etico-politico minimo” nei confronti della popolazione, insieme alla garanzia del diritto alla prevenzione, alla cura e a una sanità di qualità.
La riflessione parte quindi dal peso economico del polo industriale, ma arriva a interrogarsi sul modello di sviluppo del territorio. L’industria, osservano i tre esponenti PD, per decenni è stata considerata “una madre generosa”, per poi trasformarsi “troppo spesso, in una matrigna”.
Da qui l’appello finale a costruire un nuovo patto tra industria e territorio, fondato su rispetto e responsabilità.
L’obiettivo, nelle parole di Di Giovanni, Gurrieri e Previtera, è che il petrolchimico possa tornare a essere “una risorsa, non una condanna“: una realtà capace di conciliare occupazione, produzione, tutela dell’ambiente e diritto alla salute, restituendo alla comunità almeno una parte di quanto questa terra ha garantito per decenni al sistema industriale.
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