Piano Casa, avanti veloce: centomila alloggi con priorità alle famiglie italiane e ai fragili

23 Giugno 2026 - 21:19
0
Piano Casa, avanti veloce: centomila alloggi con priorità alle famiglie italiane e ai fragili

Piano Casa

«Noi ci siamo dati l’obiettivo di almeno 100mila nuovi alloggi in dieci anni». Giorgia Meloni mette il sigillo politico sul Piano Casa nel giorno del via libera della Camera al decreto. Intervenendo all’evento “Il giorno de La Verità”, la presidente del Consiglio indica le due direttrici del provvedimento: da un lato «60mila case popolari», cioè immobili già esistenti da rimettere a norma perché oggi non assegnabili; dall’altro il capitolo delle «case a prezzi calmierati».

Poi spiega: «Noi ci siamo interrogati non solo su, chiaramente, le persone che hanno i requisiti per l’accesso a una Casa popolare, ma anche su un’altra fetta ormai sempre più ampia di popolazione che è quella di chi non è così vulnerabile da avere accesso a una Casa popolare però non è neanche abbastanza benestante per potersi permettere in una grande città una Casa a prezzi di mercato».

«Il governo mantiene gli impegni: pugno duro sugli sgomberi e prima gli italiani e i fragili nell’assegnazione degli alloggi», scrive Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, sintetizzando il significato del voto di Montecitorio. Il provvedimento passa ora al Senato, dove dovrà essere convertito definitivamente entro il 6 luglio. Bignami chiude con l’affondo alle opposizioni: «E la sinistra? Contraria ma non ci meravigliamo: stanno sempre dalla parte sbagliata».

Un grande passo avanti

La giornata non consegna soltanto un altro passaggio d’aula. Sposta il Piano Casa dalla fase dell’annuncio a quella della verifica parlamentare. Il testo arriva a Palazzo Madama con tempi stretti e con un impianto che il governo rivendica come risposta strutturale all’emergenza abitativa: recupero del patrimonio pubblico fermo, nuova edilizia sociale, coinvolgimento di capitali privati e canoni calmierati.

Al centro di tutto: il recupero di circa 60mila alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il Mit ha già censito oltre 63mila richieste arrivate dalle Regioni per immobili da destinare alle famiglie in graduatoria. A sostenere l’operazione saranno un commissario straordinario, Invitalia come soggetto attuatore e il Fondo Housing Coesione presso Invimit, pensato per far convergere risorse nazionali, europee e territoriali.

Risorse, attuazione e nodo privati

Sul piano finanziario il decreto guarda a risorse immediatamente attivabili fino a circa un miliardo dal 2027. In prospettiva, considerando anche i fondi della politica di coesione nazionale ed europea, la dote complessiva potrà arrivare a circa 10 miliardi entro il 2034. È qui che si misura la differenza tra un intervento ordinario e un piano destinato a incidere davvero sull’offerta abitativa.

La fase attuativa sarà però il banco di prova. Il testo richiede oltre venti passaggi successivi tra decreti, convenzioni, accordi e atti amministrativi. Serviranno la nomina del commissario, la convenzione con Invitalia, la cabina di monitoraggio, le regole sul Fondo di garanzia per la morosità incolpevole e le procedure per il riscatto degli alloggi Erp. Sul terzo pilastro, quello degli interventi privati, resta la soglia minima di un miliardo per i progetti, mentre è stato cancellato il vincolo legato alla presenza di fondi esteri. Una correzione non secondaria, perché rende più ampia la platea degli operatori potenzialmente interessati.

Il centrodestra rivendica la scelta

Antonio Tajani lega il voto al tema della proprietà e alla difesa del ceto medio. «Per noi la casa è un patrimonio fondamentale per tutti gli italiani», dice il vicepremier, rivendicando anche l’emendamento Casasco per favorire l’accesso ai finanziamenti Consap alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Poi marca la distanza dalle opposizioni: «La sinistra vuole tassare la proprietà privata, vuole mettere patrimoniali». Per Tajani, il Piano «aiuta soprattutto il ceto medio e i ceti più deboli».

«Una svolta attesa da decenni», con un piano che, come spiega il deputato Federico Mollicone, «si riallaccia idealmente alla lungimiranza dei grandi piani della ricostruzione post-bellica dell’era De Gasperi». L’esponente Gaetana Russo sottolinea invece il profilo sociale del provvedimento: «Per troppo tempo sul tema della casa abbiamo assistito a dibattiti e promesse», mentre ora arrivano «semplificazioni e strumenti capaci di incidere realmente sulla vita delle persone».

«Una riforma epocale»

Anche Mauro Rotelli, presidente della commissione Ambiente della Camera, parla di «risposte concrete» per famiglie e giovani attraverso «recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato, semplificazione amministrativa, sostegno agli investimenti e ampliamento dell’offerta abitativa».

Insomma, come dice il deputato Gianluca Caramanna, «una riforma epocale», ben diversa dalle «misure demagogiche e inefficaci» del passato. Il centrodestra resta «dalla parte delle famiglie, dei giovani e dei più fragili che chiedono una casa, legalità e dignità», aggiunge infine Paolo Trancassini.

Il fronte europeo

Da Bruxelles, non manca il commento della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna collega il Piano Casa italiano al dibattito europeo sulla crisi abitativa. «È un’azione fondamentale del governo Meloni che si inserisce in una ampia visione europea e anche internazionale maturata in quest’ultimo anno con il dibattito», afferma l’eurodeputata di FdI. «Coglie una delle sfide epocali del nostro presente, garantire alloggi dignitosi e accessibili in un Paese dove troppe famiglie, i giovani e le fasce più fragili faticano ad accedere a un’abitazione».

L'articolo Piano Casa, avanti veloce: centomila alloggi con priorità alle famiglie italiane e ai fragili sembra essere il primo su Secolo d'Italia.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User