Polifonic inaugura Echoes Stage e guarda sempre più a un pubblico internazionale

24 Giugno 2026 - 05:09
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Polifonic inaugura Echoes Stage e guarda sempre più a un pubblico internazionale

La nona edizione di Polifonic Festival aggiunge un nuovo tassello alla propria identità: la manifestazione dedicata alla musica elettronica che anima la Valle d’Itria presenterà infatti Echoes Stage, il quinto palco del festival nato dalla collaborazione con Rinse FM France, il canale francese della celebre emittente radiofonica comunitaria e indipendente dedicata alla musica elettronica e urbana underground.

Il nuovo spazio debutterà il 25 e 26 luglio all’interno di Masseria Capece. Situato tra Magma Stage e Stone Stage, in una porzione ancora inesplorata della struttura, Echoes Stage è stato concepito come un ambiente immersivo e raccolto, dove anche il percorso per raggiungere il palco diventa parte dell’esperienza. Una proposta che si distingue dal carattere più energico delle altre aree del festival e che punta su sonorità downtempo, dub, ambient e psichedeliche, rafforzando il dialogo tra musica, paesaggio e percezione che da sempre caratterizza Polifonic.

Polifonic Festival. Foto di Llum Collettivo

La direzione artistica del palco è condivisa tra il festival pugliese e Rinse FM France. Tutti i set saranno registrati in audio e video e successivamente trasmessi attraverso i canali della radio francese, contribuendo ad ampliare la visibilità internazionale dell’evento musicale. La line-up di Echoes Stage riflette questa vocazione alla ricerca sonora. Tra gli artisti annunciati figurano Basic Channel, protagonista della storia della dub-techno, Giammarco Orsini, figura di riferimento della scena elettronica europea, Hewan Aman, Joiah, Kenia, Le Motel, NAP, Souzo, Vardae e Z.I.P.P.O, nome centrale della techno italiana e residente del Tresor di Berlino. Un programma che attraversa geografie e linguaggi differenti della musica elettronica contemporanea.

La collaborazione con Rinse FM nasce da una visione condivisa orientata alla scoperta di nuovi linguaggi musicali e alla costruzione di spazi culturali inclusivi. Fondata a Londra nel 1994 e oggi attiva anche in Francia, la radio è considerata uno dei principali punti di riferimento per l’evoluzione della musica elettronica e delle culture urbane. L’introduzione di Echoes Stage si inserisce in una line-up che conferma l’ambizione internazionale del fastival. Tra gli appuntamenti più attesi figura il live di Voices From The Lake, il progetto di Donato Dozzy e Neel, in programma il 23 luglio a Masseria Capece. Attesa anche per il b2b tra Carl Craig e Moodymann, un incontro tra due figure simbolo della scena di Detroit, oltre alle performance di MACE, Chet Faker, Djrum, Sama’ Abdulhadi e Tiga.

Polifonic Festival. Foto di Llum Collettivo

Accanto ai grandi nomi, il festival continua a costruire un percorso che intreccia ricerca artistica, cultura club e attenzione al territorio. Il tema scelto per il 2026, “Sensory Bloom”, racconta proprio questa visione: un invito a vivere il suono come esperienza fisica e sensoriale, capace di mettere in relazione persone, spazi e percezioni condivise. ma anche dall’incontro tra emozioni primarie e momenti destinati a trasformarsi in memoria, senza ricorrere all’eccesso ma attivando sensazioni universali come meraviglia, connessione, gioia e abbandono. In questo processo, l’esperienza individuale si moltiplica e circola, passando da corpo a corpo, fino a diventare collettiva. È qui che Polifonic si trasforma: da semplice evento a organismo vivo, sensibile e sincronizzato, in cui la musica e le persone fioriscono insieme, generando ricordi condivisi destinati a durare nel tempo.

A completare il programma ci saranno installazioni e interventi artistici pensati per dialogare con il paesaggio della Valle d’Itria. Tra questi spicca The Lightning Tower di Pepemaniak, una scultura luminosa già presentata al Burning Man e concepita come luogo di incontro e partecipazione collettiva. Un elemento che rafforza ulteriormente la natura multidisciplinare di Polifonic, oggi sempre più vicino all’idea di un ecosistema culturale che va oltre il formato tradizionale del festival musicale.

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