Corruzione, il problema che l’UE non sa come affrontare

24 Giugno 2026 - 10:14
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Bruxelles – Costa tanto, e più di quanto si immagini. Perché è difficile da calcolare e ancor più complesso identificarla: la corruzione resta un problema che l’UE continua a non saper risolvere. Il centro studi e ricerche del Parlamento europeo, nel documento di lavoro dedicato al tema, traccia un quadro dalle tante ombre e dalle poche certezze. Tra queste ultime “un ampio consenso sul multiforme impatto negativo della corruzione a livello economico, sociale e politico”, e la convinzione che la corruzione “mini la stabilità delle istituzioni e la crescita economica, rappresentando quindi una minaccia diretta per le democrazie“. 

Difficile calcolare il danno economico. Una prima stima del 2016, realizzata sempre dal centro studi e ricerche dell’europarlamento, indicava tra 179 e 990 miliardi di euro le perdite annuali a causa della corruzione. Una discrepanza tra valore minimo e valore massimo che si spiega con la difficoltà di indicazione e spiegazione del fenomeno. Perché, rileva il documento, “l’approccio restrittivo del diritto penale associa la corruzione a un numero limitato di reati, tra cui la corruzione attiva e passiva, ovvero dare e ricevere tangenti”. Ma dare e ricevere denaro “è solo un aspetto del fenomeno, pertanto è probabile che il costo economico e sociale complessivo sia maggiore”.
La situazione, rispetto al 2016, non sembra essere cambiate e restano i due grandi quesiti: cosa si intende per corruzione e quanto costa? Per rispondere alla seconda domanda ci sono stime più aggiornate. Ora il centro studi e ricerche del Parlamento europeo calcola che il costo totale del rischio di corruzione nei soli appalti pubblici nell’UE-27 tra il 2016 e il 2021 sia stato di 29,6 miliardi di euro. Mentre nello stesso periodo il costo totale del rischio di corruzione nei contratti che coinvolgono fondi UE è stato di 4,3 miliardi di euro. Totale: 33,9 miliardi di euro ma solo in questi due ambiti. Altri numeri non sono disponibili, a riprova di un fenomeno difficile da tenere sotto controllo.

Corruzione, un problema e diverse manifestazioni

Per rispondere al quesito principe, il documento rileva che oltre al caso di dare e ricevere denaro la corruzione si può manifestare in più forme. Tra queste il conflitto di interessi, situazione in cui un individuo è in grado di trarre un beneficio personale da “azioni o decisioni prese nella sua veste ufficiale”. Oppure il  clientelismo, sistema di scambio di risorse e favori basato su un rapporto di sfruttamento tra un ‘protettore’ e un ‘cliente’. Ancora, la corruzione può assumere le sembianze di varie forme di favoritismo, come il nepotismo (in cui qualcuno in una posizione ufficiale sfrutta il proprio potere e la propria autorità per fornire un lavoro o un favore a un familiare o a un amico, anche se questi non è qualificato o meritevole) e il clientelismo (in cui una persona viene selezionata per un lavoro o un beneficio governativo a causa di affiliazioni o conoscenze e indipendentemente dalle qualifiche o dai diritti); traffico di influenze (traffico di influenze). C’è poi l‘utilizzo di connessioni personali con persone in posizioni di autorità per ottenere favori o trattamenti preferenziali per una terza parte (persona, istituzione o governo), di solito in cambio della loro lealtà o di qualsiasi vantaggio indebito.

A problema della corruzione si aggiunge il problema dell’incapacità di farvi fronte. il quadro giuridico “rimane frammentario”, si lamenta nel documento. La direttiva del 2026 sulla lotta alla corruzione, recentemente adottata, cerca di affrontare stabilendo norme minime a livello europeo in materia di reati di corruzione, sanzioni e prevenzione. Ma l’UE sembra che debba fare ancora molta strada.

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