Porto – Psa, sindacati:”La democrazia non si compra con un’ora di straordinario”

24 Giugno 2026 - 09:56
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Porto – Psa, sindacati:”La democrazia non si compra con un’ora di straordinario”
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Genova. Riceviamo e pubblichiamo da Fabio Ferretti (Filt Cgil), Mauro Scognamillo e Antonio Vella (Fit Cisl) e Duilio Falvo e Stefano Degl’innocenti (Uiltrasporti).

“LA DEMOCRAZIA NON SI COMPRA CON UN’ORA DI STRAORDINARIO

Lunedì 22 giugno le Segreterie Sindacali in accordo con i Delegati uscenti, hanno comunicato la convocazione di un’assemblea dei lavoratori per il prossimo 2 luglio.

L’obiettivo è chiaro: fermarci, ascoltare la base degli iscritti, per poi convocare un’assemblea generale e decidere insieme come ripartire dopo il referendum che ha bocciato l’accordo con le conseguenti dimissioni della RSU.

Oggi, a poco più di 24 ore di distanza, l’Azienda risponde con un colpo di teatro.

Cosa è successo in questi giorni? La Direzione (nella figura del Dott. Becce) ha inviato alle OOSS una richiesta formale di incontro urgente, peraltro anticipata a mezzo stampa, chiedendo alle Segreterie di accordare “in via sperimentale” quelle stesse misure organizzative per coprire i buchi estivi, che erano state democraticamente bocciate con il voto dei lavoratori.

Tale richiesta è stata rigettata immediatamente dalle scriventi, che in modo chiaro ed inequivocabile hanno ribadito in almeno un paio di occasioni che non esiste nessun mandato per scavalcare la volontà espressa dai lavoratori e che la priorità, ora, è l’assemblea del 2 luglio.

La reazione dell’Azienda? La minaccia e l’elemosina.
Di fronte a questo rifiuto di fare da scudo, l’Azienda ha perso la pazienza e ha deciso di scavalcare il Sindacato, convocando direttamente i lavoratori dell’operativo per giovedì e venerdì Pv.
L’azienda con velata minaccia ed una mancetta convoca i lavoratori.

La minaccia: avviene sventolando l’Art. 8 del CNL. È il loro modo per dire: “Guardate che vi possiamo obbligare a fare lo straordinario”. Cosa peraltro opinabile visti gli accordi in essere ferma restando l’applicazione del CCNL.

L’elemosina: offrono 45 minuti pagati come straordinari per andare ad ascoltare la loro lezioncina. Vogliono comprarsi il consenso individuale per far passare dalla finestra quello che i dipendenti hanno fatto uscire dalla porta con un voto democratico.
Tentano di scaricare sulla vita privata di suoi turni delle lavoratrici e dei lavoratori i problemi di organico che l’azienda non è in grado di gestire.

Come segreterie riteniamo gravissimo e provocatorio questo abominio Aziendale che arriva ad offrire il pagamento di un’ora di straordinario pur di convincere i propri dipendenti a sedersi ad ascoltarla.
Quello che ci sentiamo di dire ai dipendenti PSA è che nessuno deve accettare forzature o e tantomeno sentirsi obbligato né minacciato.

L’Azienda ha fretta perché ha paura dell’estate. Noi abbiamo il dovere di tutelare i diritti e la dignità di tutti i dipendenti PSA GP che il comunicato aziendale lede.

Il vero confronto, quello in cui non ci sono Direttori in cattedra, ma i lavoratori che decidono del proprio futuro, lo faremo il 2 luglio in Assemblea unitaria.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali si riservano di valutare se tale azione ricada in un art. 28, e conseguentemente agire nelle sedi opportune.

Una decisa quanto forte risposta a tale comportamento aziendale porterà alle forme di lotta più opportune condivise con i lavoratori e le lavoratrici”.

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Redazione Eventi e News

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