Portogallo-Spagna, le pagelle di CM: deludono Ronaldo e Yamal. Decidono i cambi: Leao non brilla, Merino sì

06 Luglio 2026 - 23:02
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I promossi e bocciati dell'ottavo di finale più atteso dell'intero Mondiale

Ecco le nostre pagelle di Portogallo-Spagna, decisa al 91' da un gol di Merino, subentrato dalla panchina in una gara che era rimasta completamente bloccata. Male le stelle più attese Cristiano Ronaldo e Lamine Yamal, a deciderla è la panchina spagnola, più incisiva di quella portoghese dove Leao non è riuscito a ripetersi come contro la Croazia.


PAGELLE PORTOGALLO

Diogo Costa 7,5: Attento su tutte le conclusioni, la parata sul destro a giro di Baena vale non solo il prezzo del biglietto, manche un goal se non di più.


Joao Cancelo 6,5: Spinge tantissimo in apertura al punto dall'essere il più pericoloso dei suoi per oltre 30 minuti. Dal suo lato la spagna attacca poco e lui può liberarsi in fase offensiva

(dal 71' Dalot 6: Ha caratteristiche diverse rispetto a Cancelo, e spinge molto meno)


Ruben Dias 5,5: Si perde per due volte Oyarzabal che per sua fortuna grazia il Portogallo. L'intesa con Renato Veiga sulla linea del fuorigioco è ancora lontana dall'essere perfetta.

Renato Veiga 6: Anche lui balla spesso, ma ha il pregio di essere sempre vigile nell'andare ad aiutare Nuno Mendes nella marcatura di Yamal.


Nuno Mendes 7: Un primo tempo praticamente perfetto in cui vince tutti i duelli con Lamine Yamal. Si toglie anche lo sfizio di spingersi in avanti e sfiora il goal con la deviazione di Pedro Porro che manda la palla sulla traversa a Unai Simon battuto. Nell'ennesima copertura su Yamal è costretto ad alzare bandiera bianca per infortunio

(dal 56' Semedo 6,5: cambia l'interprete e il risultato non cambia: Yamal non passa)


Joao Neves 5,5: Ancora una volta la presenza sia di Vitinha che di Bruno Fernandes fra centrocampo e trequarti gli toglie spazio e lui non riesce mai a rendersi realmente pericoloso.


Vitinha 6: Tocca come sempre tantissimi palloni, ma quando verticalizza è stranamente impreciso. La presenza di Rodri che lo scherma a vista penalizza entrambi

(dall'83' Bernardo Silva 5,5: Il colpo di testa al 97esimo è la fotografia del suo Mondiale. Poteva essere la svolta, è l'ultimo highlights prima dell'eliminazione)


Pedro Neto 5: Il meno in palla dei tre, praticamente si annulla con Cucurella. Uno non spinge, l'altro non punge. L'highlights della sua partita è lo scarpino rottosi in uno scontro fortuito in mezzo al campo.

(dall'83' Conceicao: 5,5 Doveva dare la svolta, ma il passo dell'intero Portogallo non lo aiuta ad accendersi)


Bruno Fernandes 7: È il più ispirato dei suoi, gioca fra le linee, pressa alto recupera palloni e innesca subito i compagni. Il vero faro della squadra è lui.


Joao Felix 6,5: Schierato quasi a sorpresa da Martinez alla fine è il più ispirato dei tre tenori offensivi. Sfiora il goal, ma soprattutto si sacrifica incredibilmente in fase difensiva aiutando Nuno Mendes e Renato Veiga fino al limite della propria area di rigore. Cala nella ripresa e giustamente viene sostituito

(dal 71' Leao 5,5: Solo una fiammata in 35 minuti in campo. Dopo l'alto con la Croazia non arriva la replica. Un film già visto troppe volte)


Cristiano Ronaldo 5: Un tiro in porta in acrobazia parato facilmente da Unai Simone e poi tante giocate arretrando quasi sulla linea dei centrocampisti per rimanere in partita. Davanti però non la vede mai.


Ct. Martinez 6: Sceglie Joao Felix e non Leao dall'inizio e la scelta paga più a livello difensivo che non offensivo. In mezzo al campo va elogiata la scelta di giocare uomo su uomo per asfissiare le line di passaggio spagnole.

PAGELLE SPAGNA

Unai Simon 6,5: Decisivo nel dire no a Joao Felix e al tentativo di Ronaldo a metà primo tempo, è perfetto in tutte le uscite e nelle letture in anticipo delle palle verticali portoghesi.


Pedro Porro 6,5: Spinge tanto cercando di dare la sovrapposizione a Lamine Yamal ed è sua la deviazione che salva la Spagna sulla traversa colpita da Nuno Mendes.


Cubarsì 5,5: Sembra incredibilmente meno sicuro di sé di quanto non abbia fatto vedere nella sua rampante carriera al Barcellona. Joao Felix gli scappa due volte ed è stranamente impreciso anche coi piedi.


Laporte 6: Si prende carico della marcatura di Cristiano Ronaldo e lo limita al meglio.


Cucurella 5,5: Come per Neto, finisce per annullarsi col suo dirmpettaio. Lui non punge, ma il terzino ormai del Real non spinge mai.


Rodri 6: Spesso e volentieri è lui che ci mette una pezza lavorando per due davanti alla difesa. Ingaggia un duello a distanza con Vitinha che finisce per annullare entrambi.


Pedri 5,5: Come per il compagno Cubarsì è stranamente impreciso e forse frettoloso con la palla fra i piedi. Sbaglia appoggi che sa fare a memoria agevolando Bruno Fernandes che non lo lascia respirare.

(dall'85 Fabian Ruiz sv)


Lamine Yamal 5,5: Sicuramente è il giocatore più importante a livello offensivo della Spagna e proprio per questo tocca una quantità di palloni incredibili. Il Portogallo però non si scompne e prima con Nuno Mendes e poi con Semedo di fatto lo annullano.


Dani Olmo 5: La palla goal che si divora di testa nel primo tempo a Diogo Costa battuto è clamorosa. Non riesce quasi mai a trovare la posizione giusta fra le linee e fatica ad entrare nel vivo del gioco.

(dall'85' Merino 6,5: In due azioni fa tutto ciò che non è riuscito a Dani Olmo: attacco della profondità e freddezza a tu per tu con Diogo Costa per portare la Spagna ai quarti)


Alex Baena 6: Bravo a leggere il gioco, sempre pericoloso nell'innescare i compagni da fermo, gli si strozza in gola l'urlo di gioia del goal del possibile 1-0 con il volo di Diogo Costa che toglie la palla dall'incrocio. Nella ripresa cala vistosamente

(dal 75' Ferran Torres 6,5: La prima delle due scelte vincenti di De La Fuente. È colui che nei minuti di maggior stanchezza ci crede di più)


Oyarzabal 5,5: È vero che con i suoi movimenti riesce a costruirsi praticamente due palle goal nitide, ma è altrettanto vero che non è letale e se le divora davanti a Diego Costa..


All. De La Fuente 6,5: Sceglie di non cambiare e conferma le difficoltà che si erano rimaste celate dietro il 3-0 finale (ma in bilico fino al 60') contro l'Austria. La sua Spagna vive di fiammate, ma se Yamal non riesce a brillare nel triangolo centrale fra centrocampo e trequarti fa fatica a produrre gioco. La scelta vincente però è la sua, capendo dove intervenire e scegliendo dalla panchina l'asse Ferran Torres-Merino che vale la vittoria.

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