Prenoti il car sharing e la macchina viene da te: il progetto robo-sharing per la mobilità del futuro
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Prenoti il car sharing e la macchina viene da te: il progetto robo-sharing per la mobilità del futuro
Il progetto robo-sharing introduce un modello dove la guida autonoma gestisce le fasi a basso valore aggiunto: il prelievo e il riposizionamento del mezzo. Integrata nella piattaforma B2-Ride, la tecnologia permette all’auto di raggiungere l’utente driverless, lasciando a quest’ultimo il piacere della guida tradizionale durante il noleggio.

Trasformare le tecnologie di guida autonoma da ambito sperimentale a componente integrabile nei servizi di mobilità condivisa: è questo l’obiettivo di “robo-sharing”, progetto di mobilità urbana sviluppato dalla software house italiana Auriga con il contributo del Politecnico di Milano.
L’iniziativa, che ha portato allo sviluppo di un Proof of Concept, nasce dall’incontro tra ricerca accademica e innovazione industriale e si basa sui risultati ottenuti dal team AIDA – Artificial Intelligence Driving Autonomous del Politecnico di Milano, che ha progettato e sviluppato un sistema capace di abilitare funzioni di guida autonoma su veicoli elettrici di serie.
Auriga ha esplorato il potenziale impatto della guida autonoma sul modello operativo del car sharing, integrando la tecnologia del Politecnico di Milano all’interno della piattaforma digitale di vehicle sharing B2-Ride, sviluppata da Auriga e già utilizzata dalla controllata Pikyrent, che ha rappresentato il contesto operativo di riferimento per simulare scenari reali di utilizzo e validare l’integrazione tecnologica.
Il robo-sharing si configura infatti come un modello ibrido tra car sharing e robo-taxi, in cui la guida autonoma non sostituisce l’utente, ma interviene nelle fasi operative per migliorarne l’efficienza e la qualità del servizio.
“La possibilità di abilitare funzioni di guida autonoma su veicoli esistenti rappresenta un passaggio chiave per accelerare l’adozione di queste tecnologie”, commenta il Prof. Sergio Savaresi, direttore del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano.
“Il lavoro del team AIDA dimostra come l’integrazione tra intelligenza artificiale e sistemi fisici possa essere trasferita in contesti operativi reali, aprendo nuove opportunità per applicazioni concrete nella mobilità urbana”, commenta il Prof. Sergio Savaresi, direttore del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano”, aggiunge.
Dal car sharing al robo-sharing: l’evoluzione del modello operativo
L’architettura del prototipo sviluppato consente all’utente di prenotare una Pick-Me Car tramite applicazione digitale, monitorando in tempo reale il tempo stimato per l’arrivo del mezzo.
Il veicolo abbandona l’hub operativo in modalità driverless per raggiungere autonomamente il punto di prelievo, dove il conducente prende il comando per procedere verso la propria destinazione secondo i canoni del noleggio classico.
Conclusa la sessione, la vettura rientra in autonomia presso un centro logistico o si riposiziona strategicamente per la prenotazione successiva.
L’impiego della guida autonoma viene dunque circoscritto alle fasi logistiche e ai processi a ridotto valore aggiunto, garantendo una mobilità on demand che azzera i tempi di ricerca e le tratte pedonali.
Un’evoluzione che permette al robo-sharing di superare i limiti strutturali del modello free floating, mitigando la dispersione della flotta e abbattendo i costi di redistribuzione manuale.
Una gestione automatizzata dei flussi incrementa sensibilmente il tasso di rotazione dei mezzi, favorendo sul lungo periodo una contrazione dei volumi della flotta circolante e un impiego più razionale dello spazio pubblico, con ricadute positive sulla sostenibilità economica e ambientale del sistema urbano.
Il ruolo della piattaforma B2-Ride e le sfide per la piena operatività del progetto
La piattaforma B2-Ride ha una funzione centrale nel progetto, integrando la guida autonoma come componente nativa del sistema attraverso le logiche di monitoraggio e orchestrazione proprie dei dispositivi IoT di bordo.
La riuscita del Proof of Concept dimostra come tale tecnologia possa evolvere quale funzionalità intrinseca delle piattaforme di vehicle sharing, evitando la frammentazione in sistemi separati.
Sotto il profilo della sostenibilità economica, l’incremento del tasso di utilizzo dei mezzi e l’automazione dei processi manuali migliorano la redditività operativa e consentono di ridimensionare le flotte circolanti.
Tuttavia, la piena operatività richiede ulteriori investimenti, oltre all’adeguamento dei quadri normativi e il potenziamento delle infrastrutture.
“Il robo-sharing è un modello ibrido che migliora radicalmente l’utilizzo dei veicoli e la sostenibilità economica del car sharing. Con B2-Ride integriamo la guida autonoma nella piattaforma, aprendo la strada a modelli di mobilità più efficienti e scalabili”, commenta Antonella Comes, CMO di Auriga e CEO di Pikyrent.
Stiamo creando le basi per una nuova generazione di operatori di mobilità, in cui tecnologia e modello operativo convergono per generare valore scalabile e attrarre capitali nel lungo periodo”, aggiunge.
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