Prova numero 500: la Rete Zamberletti non si spegne. Romeo passa il testimone

26 Maggio 2026 - 14:48
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Prova numero 500: la Rete Zamberletti non si spegne. Romeo passa il testimone
convegno radioamatori

A Varese, nella storica Villa Recalcati, si è celebrato un traguardo straordinario: cinquecento prove mensili della rete di radiocomunicazione alternativa d’emergenza che da oltre quarant’anni garantisce le comunicazioni dello Stato quando tutto il resto tace. A organizzare l’evento è stata l’associazione Radioamatori Italiani, sezione di Varese APS, con la partecipazione di istituzioni nazionali e locali.

Le istituzioni al convegno

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha ricordato come, nonostante la straordinaria evoluzione tecnologica degli ultimi decenni, la rete resti fondamentale come garanzia aggiuntiva nei momenti di crisi. Ha voluto omaggiare Zamberletti e Romeo come «due grandi varesini che hanno fatto parte della storia di questo paese», rivolgendo il suo ringraziamento a loro e a tutti i volontari che continuano a tenere in vita la rete.

Il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini ha sottolineato l’importanza cruciale della comunicazione nella gestione delle emergenze, maturata in oltre tre anni di delega alla Protezione Civile. Ha annunciato l’acquisto di un nuovo sistema informativo per la gestione dei mezzi e degli operativi, anticipando che anche in questo progetto i radioamatori avranno un ruolo: «ci sarà sempre un posto per la rete radioamatori», ha detto, sottolineando l’importanza dell’integrazione tra i vari sistemi.

Ad aprire i lavori il Ministro Giancarlo Giorgetti collegato da Roma: «Le radiocomunicazioni alternative d’emergenza ci ricordano che la sicurezza di un Paese non si misura soltanto nei momenti ordinari, quando tutto funziona secondo procedure consolidate. Si misura soprattutto quando quelle procedure vengono messe alla prova da eventi naturali, interruzioni tecnologiche o crisi improvvise, che impongono alle istituzioni di reagire in modo rapido e tempestivo».

Cos’è la Rete Zamberletti

La Rete Zamberletti è una rete nazionale di radiocomunicazione in onde corte (HF) che collega le prefetture italiane, istituzioni civili e militari, navi della Marina Militare e reparti degli Alpini su un’unica frequenza condivisa. Il suo nome rende omaggio al ministro Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione Civile italiana e radioamatore egli stesso, che ne intuì per primo il valore strategico.

L’infrastruttura si fonda su un principio semplice ma potente: in caso di crisi — terremoti, blackout tecnologici, emergenze geopolitiche — i sistemi di comunicazione ordinari crollano per primi. Le reti telefoniche si intasano, i satelliti possono essere inaccessibili, le infrastrutture digitali risultano vulnerabili. Le onde corte, invece, rimbalzando sulla ionosfera, continuano a propagarsi. È lì che entrano in gioco i radioamatori.

convegno radioamatori

Come è nata: la storia di Giannino Romeo

Era il 1980, e il ministro Zamberletti accompagnò un giovane radioamatore varesino, Giannino Romeo, al Ministero dell’Interno a Roma. Il progetto era ambizioso: dotare ogni prefettura d’Italia di un’antenna HF collegata al Viminale, con il nominativo speciale Italia Zero Mike India Eco. Un filo di onde che non si spezza.

Nel 1982 la prima fase era completata. Romeo ricevette la nomina a responsabile per il Nord Italia, affiancato da Giampietro Sabatini per il Centro e Bruno Surace per il Sud.

Da allora, ogni mese, puntuale come un orologio, la rete si mette alla prova: le antenne trasmettono, le prefetture rispondono, il sistema dimostra di essere vivo.

Nel corso degli anni la rete si è allargata. Sono entrate le navi della Marina Militare — posizione ignota durante le prove, simulando scenari reali — poi il Reggimento Alpini di Torino, quello di Belluno durante le Olimpiadi invernali, quello di Bolzano. Sono arrivate la Regione Veneto, la Valle d’Aosta, il Friuli-Venezia Giulia, e la Scuola Superiore delle Comunicazioni dei Vigili del Fuoco. A guidare le scelte tecniche per decenni è stato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che forniva mensilmente le previsioni di propagazione ionosferica legate all’attività delle macchie solari.

Il battesimo del fuoco: Haiti e le onde corte

Il momento più emblematico arriva nel 2010, durante il terremoto di Haiti. La nave Cavour era in zona, ma ogni comunicazione telefonica e satellitare era impossibile. Chiamato d’urgenza dal dipartimento, Romeo salì di corsa in prefettura a Varese e ripristinò il collegamento in onde corte con Roma e Haiti. Il resto delle comunicazioni era muto: la rete Zamberletti no.

Il valore oggi: quando il digitale non basta

In un’epoca in cui si parla di cybersicurezza e resilienza delle infrastrutture, la Rete Zamberletti è una risposta concreta e già funzionante. Non richiede internet, non dipende dai satelliti commerciali, non ha server centrali da attaccare. Dipende da esseri umani con una radio, una passione e un senso civico che il ministro Giancarlo Giorgetti, intervenuto in apertura, ha definito parte integrante della sicurezza del paese.

In Italia i radioamatori patentati sono tra i 15.000 e i 18.000, con circa 40.000 antenne distribuite sul territorio nazionale. Una rete capillare, già presente, già addestrata, che ogni mese si ricorda di esserlo. Non è un caso che l’Unione Internazionale delle Comunicazioni (ITU) di Ginevra abbia recentemente proposto e sostenuto proprio questo modello come riferimento internazionale per le comunicazioni alternative d’emergenza.

Il passaggio di consegne: Varese cede la staffetta a Caltanissetta

convegno radioamatori

Il convegno si è chiuso con un momento di rara intensità. Giannino Romeo, che per oltre quattro decenni ha costruito, curato e fatto crescere questa rete rifiutando persino il compenso ministeriale che gli era stato offerto — «la mia era solo passione al servizio dello Stato», ha ricordato — ha annunciato che lascerà il suo incarico. A raccogliere il testimone saranno i colleghi radioamatori di Caltanissetta, presenti in sala per l’occasione.

«Lascerò a breve il mio incarico agli amici di Caltanissetta –  ha detto Romeo, – per dare continuità a questo gioiello del nostro Stato italiano, certo della loro competenza, lealtà e fedeltà.»

Non è un addio alla rete, ma una garanzia di continuità. Come negli Alpini — ai quali Romeo guarda con affetto fraterno — il valore non sta nel singolo, ma nella catena di uomini e donne che si passano il microfono senza che la trasmissione si interrompa mai.

«Noi radioamatori abbiamo lo spirito della solidarietà, della fratellanza, senza vincoli di razza o di religione. E la vostra presenza qui oggi è la migliore testimonianza di questo senso di coesione, partecipazione e impegno civile».

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