Psicologo di base, in provincia di Varese quasi 1.200 accessi: i numeri nel Varesotto

Quasi novemila prestazioni erogate in un solo anno e una richiesta d’aiuto in costante aumento, soprattutto da parte delle fasce più giovani della popolazione. Sono i numeri significativi dello psicologo delle cure primarie (noto come psicologo di base) in provincia di Varese relativi al 2025, presentati giovedì 7 maggio a Milano durante la Commissione Sanità di Regione Lombardia.
Il servizio gratuito, istituito dal Pirellone nel 2024 con l’inserimento di professionisti all’interno delle Case di Comunità e della sanità territoriale, si sta rivelando uno strumento essenziale per intercettare precocemente il disagio mentale e alleggerire la pressione sui servizi specialistici.
I numeri nel Varesotto: Sette Laghi e Valle Olona a confronto
Nel corso del 2025, sul territorio della provincia di Varese, sono stati 1.179 gli utenti che hanno usufruito del servizio, per un totale di 8.682 prestazioni complessive.
I dati provinciali, analizzati nel dettaglio dal consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Licata, mostrano una risposta importante da parte di entrambe le aziende sanitarie locali:
ASST Sette Laghi: 497 utenti presi in carico per un totale di 2.999 prestazioni erogate.
ASST Valle Olona: 682 utenti seguiti per un totale di 5.683 prestazioni erogate.
«Questi numeri testimoniano l’efficacia di una misura introdotta per rispondere a una domanda crescente di ascolto e cura da parte dei cittadini», spiega Licata. «Tra gli utenti registriamo purtroppo moltissimi adolescenti e giovani: un segnale chiaro di un disagio sociale diffuso che si manifesta sempre più precocemente attraverso disturbi alimentari, bullismo o la condizione dei Neet, i ragazzi che non studiano e non lavorano».
Come funziona il servizio e come si accede
Lo psicologo di base nasce come un servizio “a bassa soglia”, ovvero di facile accesso e radicato sul territorio. Il cittadino che avverte una condizione di sofferenza psicologica non grave o alle prime avvisaglie può essere indirizzato al servizio direttamente dal proprio Medico di Medicina Generale, dal Pediatra di libera scelta o dagli operatori della prevenzione.
Una volta effettuato l’invio alla Casa di Comunità o al distretto di riferimento, lo psicologo effettua una prima valutazione. Da qui si aprono tre strade:
Prevenzione e supporto: interventi brevi e consulenze per sofferenze psicologiche lievi o temporanee, che non richiedono cure di lungo periodo.
Intervento precoce: percorsi mirati per arginare il disagio sul nascere, in particolare per i minorenni.
Orientamento: l’accompagnamento guidato e cauto verso i servizi specialistici di secondo livello (come i consultori, i dipartimenti di salute mentale o i servizi per le dipendenze) nei casi più complessi.
«La salute mentale dei giovani è un’emergenza sociale»
L’obiettivo della legge regionale è quello di rendere stabile e strutturata questa offerta di cure primarie, integrandola a pieno titolo nel sistema sociosanitario lombardo.
«La salute psicologica, in particolare quella dei nostri ragazzi, rappresenta oggi una vera e propria emergenza sanitaria e sociale», conclude il consigliere regionale Giuseppe Licata. «Dobbiamo affrontarla con servizi che siano il più possibile integrati, capillari e vicini a dove le persone vivono. L’efficacia dimostrata da questo primo anno di attività a pieno regime è un risultato straordinario, ma è solo un punto di partenza: su questa strada dobbiamo continuare a investire con convinzione».
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