NSW, testimone Icac parla di una presunta “vendetta” contro il deputato liberale Alex Hawke
Robert Assaf, esponente dei Reformers, ha raccontato all’Operation Rosny le tensioni interne al Partito Liberale nella Hills Shire e le pressioni che avrebbe ricevuto per non comparire davanti a un’inchiesta parlamentare. Dominic Perrottet e Alex Hawke non sono accusati di alcun illecito
Un testimone ascoltato dalla Independent Commission Against Corruption del New South Wales ha descritto profonde tensioni interne al Partito Liberale e ha parlato di una presunta “vendetta” politica contro il deputato federale Alex Hawke.
Robert Assaf, membro del gruppo dei Reformers, ha riferito le proprie preoccupazioni riguardo ai tentativi di rafforzare artificialmente il controllo sulle sezioni liberali della Hills Shire, nella zona nord di Sydney.
Le dichiarazioni sono state rese nell’ambito dell’Operation Rosny, l’inchiesta dell’Icac collegata alle accuse di branch stacking e alle lotte tra correnti all’interno del partito.
Il branch stacking, cioè l’iscrizione organizzata di nuovi membri con l’obiettivo di influenzare votazioni interne e preselezioni, non costituisce di per sé un reato.
Le accuse politiche contro Alex Hawke
Assaf ha spiegato che, all’interno della corrente di destra del Partito Liberale, sarebbe stata diffusa una narrazione fortemente negativa nei confronti di Alex Hawke, deputato federale per Mitchell.
Secondo il testimone, ai nuovi aderenti sarebbe stato ripetuto che Hawke aveva “pugnalato alle spalle” l’ex premier Dominic Perrottet, sottratto sezioni locali, diviso la destra e costruito una posizione tale da trasformarlo in un vero e proprio “kingmaker” nelle selezioni dei candidati.
Il collegio federale di Mitchell comprende parti importanti della Hills Shire, area al centro delle tensioni interne esaminate dall’inchiesta.
Assaf ha definito questo racconto una forma di “lavaggio del cervello standard” rivolta a chi entrava nella corrente conservatrice.
La presunta “vendetta” dei fratelli Perrottet
Il testimone ha inoltre dichiarato che Dominic Perrottet e i suoi fratelli Charles e Jean-Claude sarebbero stati conosciuti nell’ambiente per nutrire una forte ostilità politica nei confronti di Hawke.
Assaf ha parlato di una “grande vendetta” nata dopo la frattura interna alla corrente di destra.
Interrogato sulla possibilità che il lavoro dei Reformers venisse utilizzato per perseguire questo obiettivo politico, ha ammesso di avere avuto delle preoccupazioni.
Proprio per questo, ha spiegato, avrebbe preferito mantenere una certa distanza dalle attività svolte nella Hills Shire, continuando a operare autonomamente sotto il nome dei Reformers.
Le dichiarazioni rappresentano la testimonianza resa da Assaf e non una conclusione dell’Icac.
Dominic Perrottet e Alex Hawke non sono accusati di alcun comportamento illecito. Charles e Jean-Claude Perrottet hanno già negato qualsiasi irregolarità.
L’inchiesta parlamentare del 2023
L’Operation Rosny ha esaminato anche quanto avvenuto durante un’inchiesta parlamentare del 2023 sulle accuse di branch stacking nella Hills Shire.
Secondo quanto emerso precedentemente, alcune figure liberali citate nelle contestazioni dell’Icac — Christian Ellis, Jean-Claude Perrottet e Charles Perrottet — non si sarebbero presentate davanti alla commissione parlamentare dopo che erano stati tentati invano gli atti di convocazione.
Assaf ha raccontato che, quando aveva espresso l’intenzione di comparire volontariamente e raccontare ciò che sapeva, la sua posizione sarebbe stata accolta negativamente all’interno del gruppo.
A suo giudizio, i Reformers non avevano “nulla da nascondere” e avrebbero dovuto collaborare con l’inchiesta.
Gli emoji del ratto e le accuse di tradimento
Dopo avere sostenuto pubblicamente la necessità di comparire, Assaf sarebbe stato soprannominato per scherzo “il ratto”.
Nel gruppo avrebbero iniziato a inviargli anche emoji raffiguranti ratti, un riferimento al sospetto che volesse tradire o danneggiare gli altri membri.
Il testimone ha descritto questo comportamento come parte di un clima di pressione crescente.
Il tono poteva apparire scherzoso, ma il messaggio politico, secondo Assaf, era chiaro: parlare davanti all’inchiesta parlamentare non sarebbe stato considerato un gesto di trasparenza, bensì una forma di slealtà.
«La tua carriera sarà finita»
Assaf ha poi raccontato un episodio riguardante Angus McCaffrey, allora membro dello staff dell’ufficio del premier Dominic Perrottet.
Secondo la testimonianza, McCaffrey lo avrebbe scoraggiato dal comparire davanti alla commissione parlamentare.
Assaf ha precisato che il collaboratore non sarebbe stato direttamente coinvolto nelle attività al centro dell’inchiesta, ma avrebbe agito da intermediario trasmettendo il punto di vista di altre persone, tra le quali Charles Perrottet.
Quando Assaf avrebbe proposto di presentarsi e raccontare ciò che sapeva, McCaffrey gli avrebbe riferito che altri non erano favorevoli e che la sua carriera sarebbe potuta finire.
Assaf: «Mi sono sentito intimidito»
Interrogato dagli investigatori, Assaf ha riconosciuto di essersi sentito intimidito.
Ha però descritto la situazione come il risultato della forte pressione esercitata da persone preoccupate per le conseguenze della sua eventuale testimonianza.
«Erano stressati, avevano una posizione diversa dalla mia e stavano esercitando la massima pressione affinché non facessi ciò che ritenevo giusto», ha spiegato in sostanza.
La sua testimonianza non stabilisce che siano stati commessi reati. Offre però uno spaccato del clima interno nel quale si svolgevano le lotte di corrente e le discussioni sulla possibilità di collaborare con l’inchiesta parlamentare.
Il nodo delle lotte interne ai Liberali
Il caso mette in luce una delle questioni più delicate della politica del New South Wales: il controllo delle sezioni locali e delle preselezioni dei candidati.
Le iscrizioni di massa non sono automaticamente illegali, ma possono diventare uno strumento capace di alterare gli equilibri interni e concentrare il potere nelle mani di gruppi organizzati.
In un sistema nel quale le preselezioni decidono spesso chi avrà concrete possibilità di entrare in Parlamento, il controllo delle sezioni locali può risultare determinante.
Per questo l’Icac sta cercando di ricostruire non soltanto chi abbia promosso determinate attività, ma anche quali pressioni siano state esercitate su chi avrebbe potuto raccontarle.
Nessuna accusa contro Dominic Perrottet
È importante distinguere con precisione le testimonianze dalle responsabilità accertate.
Dominic Perrottet non è accusato di alcun illecito.
Alex Hawke non è accusato di alcun comportamento scorretto.
Anche le affermazioni relative a una presunta “vendetta” rappresentano la percezione e il racconto di Assaf, non un fatto già dimostrato dall’inchiesta.
Charles e Jean-Claude Perrottet hanno precedentemente negato qualsiasi irregolarità.
L’Icac dovrà ora valutare la credibilità delle testimonianze, confrontarle con documenti, messaggi e altri elementi e stabilire se siano avvenute condotte contrarie alla legge o agli obblighi pubblici.
Una battaglia politica diventata questione di trasparenza
La vicenda mostra come una lotta interna di partito possa trasformarsi in un problema di trasparenza istituzionale.
Non è illegale avere correnti, sostenere candidati o organizzarsi per controllare una sezione.
Diventa però grave quando chi vuole collaborare con un’inchiesta sente di rischiare la propria carriera o viene trattato come un traditore.
Il punto centrale dell’Operation Rosny non sarà stabilire chi abbia vinto la battaglia tra le fazioni liberali.
Sarà capire se, nel tentativo di conquistare potere interno, qualcuno abbia oltrepassato i limiti consentiti e cercato di impedire che la verità arrivasse davanti al Parlamento e all’autorità anticorruzione.
Meta description: Un testimone dell’Icac ha parlato di una presunta “vendetta” interna ai Liberali contro Alex Hawke e di pressioni per non comparire davanti all’inchiesta parlamentare sulla Hills Shire.
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