Quando Peppino di Capri le cantò alla sinistra sui migranti: “Dobbiamo darci una regolata…”

14 Luglio 2026 - 18:45
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Quando Peppino di Capri le cantò alla sinistra sui migranti: “Dobbiamo darci una regolata…”

Quando Peppino di Capri le cantò alla sinistra sui migranti: “Dobbiamo darci una regolata…”

Il ricordo di Peppino di Capri, nel giorno della sua scomparsa, aveva trovato la politica per una volta concorde, bipartisan, con tributi al suo talento e alla sua carriera arrivati sia da destra che da sinistra. Ma in pochi, sui giornali, hanno ricordato quella strana simpatia tra il cantante partenopeo e il leghista Matteo Salvini, che fu al centro anche di un divertente sketch di Massimo Troisi, che per la verità faceva riferimento a una passione segreta di Umberto Bossi per le canzoni dell’artista meridionale. Ma sull’attualissimo tema dell’immigrazione, nonostante Peppino di Capri avesse portato a Sanremo un brano sul fenomeno, la sua posizione politica espressa nel 2019 aveva sollevato grandi polemiche a sinistra, che si ritiene la depositaria del “verbo” dei cantanti.

Peppino di Capri e l’uscita a sorpresa sui migranti

Di Capri intervenne alla trasmissione radiofonica Un giorno da Pecora su Rai Radio1 prendendo una posizione vicina a quella dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, pur precisando di non essere contrario all’accoglienza in assoluto. Ma con paletti importanti. Commentando lo scontro tra Claudio Baglioni, reduce dalle iniziative a Lampedusa, e il ministro Salvini, Peppino di Capri si era schierato con quest’ultimo. «Forse sto più con Salvini, bisogna accogliere quelli giusti. Diciamo che sto un po’ con l’uno e un po’ con l’altro. Non sono razzista, ben vengano tutti ma bisogna darsi una regolata».

Quelle parole fecero discutere perché arrivavano in un periodo di forte scontro politico sull’immigrazione e sembravano avvicinare Peppino di Capri alle posizioni della Lega. Lo stesso artista ricordava di aver portato al Festival di Sanremo 2001 un brano dedicato proprio al tema dei migranti, a dimostrazione di una sensibilità verso l’argomento che lui stesso non riteneva incompatibile con la richiesta di maggiori controlli sugli ingressi.

 Ma un legame forte c’era anche con il Cavaliere. Prima di diventare un imprenditore, molto prima di entrare in politica, Silvio Berlusconi fu un cantante e non perse mai la passione per la musica. Peppino di Capri lo testò sulla propria pelle, durante il casuale incontro con il Cavaliere al matrimonio del figlio di un politico campano. Mi si avvicinò e domandò: ‘Lei conosce le mie canzoni?’. ‘Come no, presidente’”: così di Capri ricordò in un’intervista sul Corriere della Sera. “Durante il concerto salì in pedana e mi rubò il microfono. – prosegue il racconto – Sapeva a memoria tutto il mio repertorio”.

Meno casuale fu l’incontro con Matteo Salvini, che di Capri raggiunse personalmente in un comizio a Napoli.

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