Quasi 740 milioni di dollari destinati alla “cottura pulita” sono già stati erogati a progetti in corso in Africa
Quasi 740 milioni di dollari destinati alla “cottura pulita” in Africa sono già stati erogati a progetti in quasi 30 paesi del continente. È quanto emerge dal rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia (International energy agency, Iea) 'Clean cooking in Africa 2026', dedicato ai progressi compiuti nell'ambito dell’omonimo programma e presentato in occasione del primo vertice della Iea focalizzato sulla questione. Nel documento si ricorda che complessivamente sono stati promessi 2,2 miliardi di dollari. Il documento è stato pubblicato in vista di una riunione, che ha fatto confrontare copresidenti e organizzatori del summit.
Circa tre quarti dei fondi sono stati convogliati direttamente verso investimenti o progetti nazionali, con il Kenya come principale beneficiario (19%), seguito da Uganda, Tanzania e Sudafrica (7% ciascuno). Circa due terzi degli stanziamenti sono stati destinati alla distribuzione e all'installazione di apparecchiature per l'uso finale, come fornelli e bombole di gas, mentre il 14% è stato impiegato per l'assistenza tecnica e lo sviluppo del mercato, il 13% per alimentare fondi di investimento e aziende e il 7% per le infrastrutture. Quasi la metà degli stanziamenti è stata destinata al gpl, mentre la parte restante è stata distribuita tra il miglioramento della biomassa, la cottura elettrica, il biogas e il supporto trasversale e multifuel.
«Il primo summit sulla cottura pulita in Africa ha dimostrato cosa si può ottenere quando governi, partner per lo sviluppo e settore privato si uniscono per un obiettivo comune», ha affermato il direttore esecutivo della Iea, Fatih Birol. «Il monitoraggio della questione da parte dell'Iea, che garantisce che ogni dollaro e ogni fornello vengano contabilizzati, dimostra che gli impegni si stanno traducendo in azioni concrete. I finanziamenti stanno raggiungendo i progetti, i governi stanno attuando riforme e l'accesso alla cottura pulita sta accelerando in tutta l'Africa».
Si prevede che il 2025 registrerà «i progressi più rapidi nell'estensione dell'accesso a sistemi di cottura puliti nell'Africa subsahariana», si legge nel documento. «Quasi 12 milioni di persone hanno ottenuto l'accesso a soluzioni di cottura pulite nel 2024, circa il triplo del tasso annuo raggiunto nel 2010, e i primi dati indicano un ulteriore aumento nel 2025. Sedici paesi hanno registrato progressi più rapidi rispetto all'anno precedente, sebbene la rapida crescita demografica abbia comportato un continuo aumento del numero complessivo di persone senza accesso».
Il rapporto della Iea evidenzia inoltre come «la chiusura dello Stretto di Hormuz e la conseguente interruzione dell'approvvigionamento globale di gpl, il principale combustibile per cucinare per 3,4 miliardi di persone, abbiano rafforzato l'importanza di consolidare la resilienza delle catene di approvvigionamento di combustibili puliti per la cottura. Sebbene le forniture fisiche siano rimaste in gran parte disponibili in tutta l'Africa, l'aumento dei prezzi ha ridotto l'accessibilità economica per molte famiglie e ha incrementato la pressione fiscale sui governi».
In risposta a questa situazione, i paesi hanno introdotto misure per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento e diversificare le tecnologie di cottura pulite laddove opportuno, nonché per rafforzare le riserve nazionali di gpl. Secondo le stime dell'Iea, al 2026 erano in costruzione almeno 250.000 tonnellate di nuova capacità di stoccaggio di gpl nell'Africa subsahariana, a causa di un aumento della capacità di stoccaggio regionale di oltre il 30%. Nonostante queste difficoltà, i quadri normativi per la cottura pulita hanno compiuto «notevoli progressi negli ultimi due anni, il che fa ben sperare per un maggiore accesso in tutta l'Africa», si sottolinea. «Dal 2024, i paesi hanno implementato oltre 120 nuove politiche che rafforzano i quadri normativi per la cottura pulita, le quali, insieme a un solido programma di espansione delle infrastrutture, sono destinate a sostenere progressi più rapidi per il resto del decennio».
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