Il volontariato aziendale cresce: coinvolte 75mila imprese, ma il 70% ignora i vantaggi fiscali
Nel mondo delle imprese aumenta l’attenzione verso il volontariato aziendale, ma i margini di crescita sono ancora molto ampi. È l’indicazione dell’ultima indagine Excelsior-Unioncamere: sono oltre 10mila in più rispetto al 2024 le aziende che nel 2025 hanno coinvolto i propri collaboratori in attività di volontariato. In totale, sono 75.550 imprese, il 5% di quelle attive in Italia. Per il futuro, però, è quasi il 25% a voler intraprendere percorsi di questo tipo.
Secondo Fondazione Terzjus, i dati raccontano un consolidamento di una tendenza ormai strutturale. La partecipazione al volontariato aziendale rimane più alta tra le imprese con almeno 50 dipendenti, con una quota del 9% (8.340 aziende coinvolte) contro il 4,5% delle imprese di dimensioni minori. Tuttavia, è proprio tra queste che si è registrata la crescita maggiore, con un incremento del 17,6% rispetto al 2024 (da 57.130 imprese a 67.210). Quanto al futuro, il 25,3% delle imprese di dimensioni maggiori e il 23,8% di quelle minori afferma di essere intenzionata a partecipare ad attività di volontariato aziendale.
Cresce anche la partecipazione al volontariato di competenza, una forma di volontariato “avanzato” in cui imprese qualificate mettono a disposizione del Terzo settore le proprie professionalità e competenze specialistiche, con l’obiettivo di rafforzare l’organizzazione e la gestione degli Ets. In particolare, sono 2.950 le aziende coinvolte nel volontariato di competenza nel 2025, quasi 200 in più rispetto al 2024. «È una forma di cittadinanza attiva: un modo semplice, eppure efficace, con cui l’economia si pone al servizio del sociale, per farlo crescere anche rispetto alle trasformazioni in atto», il commento di Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere.
Tuttavia, solo il 28,9% delle imprese sa che si può detrarre il 5xMille del costo del lavoro di chi partecipa a programmi di volontariato aziendale. Con una maggiore comunicazione su questo fronte, l’anno prossimo i numeri potrebbero dunque aumentare. È proprio questo l’auspicio di Luigi Bobba, presidente di Fondazione Terzjus: «Il crescente interesse delle aziende, così come degli Ets, a sviluppare progetti di volontariato di competenza, dovrebbe essere maggiormente sostenuto e anche premiato dal punto di vista fiscale», ha detto. «In primo luogo, rendendo nota a oltre il 70% delle imprese che oggi la ignora l’attuale norma di vantaggio fiscale; in secondo luogo, come proposto nel Terzjus Report 2025, raddoppiando l’aliquota di deduzione del costo del lavoro del personale impiegato, passando dal 5 al 10 per 1000».
In apertura: Brad Weaver/Unsplash
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