Resort in Sardegna, la denuncia del Wwf: «Fermare subito un progetto che crea un precedente pericoloso»

16 Giugno 2026 - 17:40
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Resort in Sardegna, la denuncia del Wwf: «Fermare subito un progetto che crea un precedente pericoloso»

Il cemento di lusso che rischia di colare in gran quantità su aree protette della Sardegna agita le acque sia sulle coste dell’Isola che su quelle del continente. La vicenda riguardante il progetto di sviluppo turistico Tavolara Bay a Cala Finanza, al quale il governo ha dato il via libera attraverso la procedura semplificata della Zes unica (Zone economiche speciali) per il Mezzogiorno in contrasto con il parere negativo della Regione, è stata raccontata dal nostro giornale nei giorni scorsi. Il territorio interessato è quello del Comune di Loiri Porto San Paolo, lungo uno dei tratti costieri più preziosi e delicati della Sardegna. E ora, mentre i quotidiani locali  riportano la cronaca degli scontri tra la minoranza e il sindaco di Porto San Paolo  («rassegni le dimissioni», attacca la prima puntando il dito sul benestare all’operazione data dal sindaco, «incoerenti – risponde il secondo – vi siete rimangiati il voto dopo il clamore di questi giorni»), il Wwf interviene con una dura nota in cui si chiede di fermare subito questo progetto che non solo impatta su aree protette ma, aggiunge il Panda, finisce per creare un pericoloso precedente. Scrive l’associazione: «Siamo di fronte a un caso che va ben oltre il singolo intervento edilizio. In un’area di straordinario valore naturalistico e paesaggistico, affacciata sull’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo e in prossimità di habitat di altissimo pregio, si sta cercando di far passare come un semplice procedimento amministrativo un’operazione che rischia invece di alterare in modo irreversibile un contesto rimasto fino a oggi sostanzialmente integro. I vincoli ambientali e paesaggistici non sono ostacoli da aggirare, ma strumenti per tutelare e valorizzare».

Il Wwf ricorda che il progetto presentato dalla Tavolara Bay S.r.l. prevede la trasformazione urbanistica di un’area classificata come «salvaguardia ambientale» in una nuova zona turistica destinata a strutture ricettive di lusso. «Ma ciò che rende questa vicenda ancora più inquietante è il quadro complessivo in cui essa si inserisce. Da tempo, infatti, circola l’ipotesi di un disegno molto più ampio di sviluppo immobiliare e turistico, esteso a circa cento ettari, con alberghi a cinque stelle, ville, campi da golf, marina, shopping ed eliporto».

Anche se non tutte queste previsioni risultano oggi confermate da formali richieste, per l’associazione ambientalista è evidente che siamo di fronte a una pressione crescente su un tratto di costa che dovrebbe essere protetto e conservato e non piegato agli interessi della speculazione immobiliare.

«I fatti sono estremamente gravi», sottolinea il panda ricordando che nel corso della Conferenza dei servizi sull’intervento sono emersi rilevanti pareri negativi da parte di strutture tecniche e amministrazioni competenti, con osservazioni che riguardano proprio l’assenza di verifiche ambientali e paesaggistiche indispensabili. Nonostante ciò, l’autorizzazione unica nazionale prevista per le Zone Economiche Speciali è stata ugualmente rilasciata e successivamente confermata dal Consiglio dei ministri, ignorando le opposizioni istituzionali sollevate dalla Regione Sardegna. «Una scelta incomprensibile e gravissima, che appare come una forzatura politica e amministrativa e che trasmette al Paese un messaggio devastante: i vincoli possono essere compressi, i pareri tecnici ignorati e la tutela del paesaggio ridotta a un fastidio da superare».

Per il Wwf non siamo di fronte soltanto a un caso locale. «Tavolara Bay rischia di diventare il banco di prova di un uso distorto della Zona Economica Speciale, trasformata da strumento di semplificazione per le attività economiche e produttive in una corsia preferenziale per interventi che incidono su territori fragili e sottoposti a tutela. Se passa il principio che, attraverso queste procedure, sia possibile scardinare pianificazione territoriale, tutela del paesaggio e valutazioni ambientali, il precedente sarà pesantissimo e riguarderà una parte enorme del territorio nazionale, a partire dalle regioni del Mezzogiorno comprese nella ZEs unica. È inaccettabile che un’area di tale pregio venga esposta a operazioni speculative in nome di un’idea di sviluppo arretrata, che continua a identificare il futuro della Sardegna con nuova edificazione, lusso esclusivo e privatizzazione di fatto del paesaggio».

Il vero interesse pubblico è un altro, sottolinea il Wwf: difendere l’integrità dei luoghi, garantire il rispetto delle norme, assicurare che le aree protette e i territori di maggior valore ecologico non diventino terreno di conquista per operazioni favorite da scorciatoie procedurali e favorire uno sviluppo sostenibile che avvantaggi le piccole attività locali e non i mega interventi ad altissimo impatto ambientale e sociale.

Per queste ragioni il Wwf chiede che venga ascoltata la richiesta della Regione Sardegna, che sia immediatamente fermato ogni intervento, che sia ripristinato il pieno rispetto delle procedure ambientali e paesaggistiche e che si faccia piena luce sulle anomalie che hanno caratterizzato questo iter autorizzativo. «Difendere Tavolara oggi significa difendere un principio che non può essere negoziato: l’ambiente e il paesaggio non sono variabili dipendenti degli interessi economici, ma beni comuni tutelati dalla Costituzione e patrimonio di tutti i cittadini».

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