Rinnovo CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027: firma definitiva su parte economica
lentepubblica.it
Dopo mesi di confronto negoziale, è arrivata la firma definitiva della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2025-2027 del Comparto Istruzione e Ricerca.
L’intesa interessa circa 1,2 milioni di lavoratrici e lavoratori impiegati nelle scuole, nelle università, negli enti pubblici di ricerca e nelle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM), segnando un nuovo tassello nel percorso di rinnovo della contrattazione pubblica.
L’accordo, sottoscritto il 1° luglio 2026 presso la sede dell’ARAN, riguarda esclusivamente gli aspetti economici del contratto, mentre resta aperto il tavolo dedicato alla disciplina normativa. Per il personale del comparto si traducono in aumenti degli stipendi, pagamento degli arretrati e prosecuzione del confronto su temi destinati a incidere sull’organizzazione del lavoro nei prossimi anni.
Una firma che conclude la parte economica del rinnovo
L’intesa definitiva arriva a distanza di alcuni mesi dalla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo, confermando integralmente quanto già condiviso nella fase preliminare. Anche in questa occasione il testo ha ottenuto il consenso unanime delle organizzazioni sindacali rappresentative del settore insieme alla firma del presidente dell’ARAN.
Il rinnovo coinvolge un comparto particolarmente ampio e strategico per il Paese, comprendendo il personale della scuola statale, delle università, degli enti pubblici di ricerca e delle istituzioni AFAM. Si tratta di una platea che supera 1,2 milioni di dipendenti, rendendo questo contratto uno dei più rilevanti dell’intero pubblico impiego.
L’accordo economico rappresenta un passaggio fondamentale perché consente di consolidare gli incrementi retributivi previsti per il triennio contrattuale 2025-2027, lasciando però aperta la definizione delle norme che disciplineranno numerosi aspetti del rapporto di lavoro.
Tre rinnovi consecutivi cambiano il ritmo della contrattazione
Uno degli elementi maggiormente evidenziati dopo la firma riguarda il cambio di passo nella contrattazione collettiva del settore pubblico.
Negli ultimi anni, infatti, il comparto Istruzione e Ricerca ha visto susseguirsi tre rinnovi contrattuali in un arco temporale relativamente contenuto: dopo il contratto riferito al triennio 2019-2021, concluso alla fine del 2022, sono arrivati quelli relativi al 2022-2024 e ora al 2025-2027.
Questa continuità rappresenta un’inversione rispetto ai lunghi ritardi che in passato avevano spesso caratterizzato il rinnovo dei contratti pubblici, consentendo una maggiore regolarità nell’aggiornamento delle retribuzioni.
Considerando insieme gli effetti economici dei tre CCNL consecutivi, gli incrementi assumono dimensioni particolarmente significative.
Quanto aumentano gli stipendi
L’effetto complessivo dei rinnovi contrattuali porta infatti a un incremento strutturale medio pari a 395 euro mensili su tredici mensilità per l’intero comparto.
Per il personale docente della scuola il beneficio economico risulta ancora più elevato, con una crescita media che raggiunge 412 euro mensili sempre calcolati su tredici mensilità.
Si tratta di aumenti che derivano dalla somma degli effetti dei diversi rinnovi contrattuali intervenuti negli ultimi anni e che incidono stabilmente sul trattamento economico del personale.
Per il solo contratto 2025-2027, invece, l’incremento a regime sarà inferiore perché rappresenta esclusivamente l’ultima quota del percorso di adeguamento retributivo.
Come saranno erogati gli aumenti
Gli incrementi previsti dall’ultimo rinnovo non verranno riconosciuti in un’unica soluzione.
Il nuovo contratto stabilisce infatti una progressione articolata in tre diverse decorrenze, ciascuna riferita all’inizio di un anno del triennio contrattuale:
- dal 1° gennaio 2025;
- dal 1° gennaio 2026;
- dal 1° gennaio 2027.
Gli importi comprendono anche quanto già anticipato attraverso il meccanismo dell’IPCA, previsto dall’articolo 47-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001, che ha consentito di riconoscere una parte degli aumenti prima della conclusione definitiva del contratto.
A regime, cioè dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio previsto dalla sola tornata contrattuale 2025-2027 sarà pari a 137 euro lordi mensili su tredici mensilità per l’intero comparto.
Nel caso dei docenti della scuola, l’aumento medio salirà invece a 143 euro lordi mensili.
Arretrati in arrivo per il personale
Poiché la firma definitiva è arrivata nel corso del secondo anno di validità del contratto, molti lavoratori non hanno ancora percepito integralmente gli aumenti spettanti.
Per questo motivo il rinnovo dà diritto anche al pagamento degli arretrati, destinati a compensare la differenza tra quanto già corrisposto e quanto effettivamente previsto dal nuovo contratto.
Secondo le stime elaborate prendendo come riferimento la situazione al 30 giugno 2026, gli importi potranno oscillare tra circa 815 euro e circa 1.250 euro, naturalmente con differenze legate alla qualifica rivestita, all’anzianità di servizio e alla posizione economica di ciascun dipendente.
Le somme saranno liquidate secondo le modalità operative che verranno definite nei successivi adempimenti amministrativi.
Il contratto non è ancora completo
La firma del 1° luglio rappresenta un traguardo importante, ma non conclude l’intero percorso del rinnovo.
Il testo sottoscritto riguarda infatti soltanto la parte economica, mentre resta ancora da definire tutta la disciplina normativa del contratto.
Le organizzazioni sindacali e l’ARAN stanno infatti proseguendo il confronto per completare il CCNL con le disposizioni che regolano gli aspetti organizzativi e giuridici del rapporto di lavoro.
Si tratta di un passaggio particolarmente atteso, perché da esso dipenderanno numerosi elementi destinati a incidere concretamente sulla vita lavorativa del personale.
I temi ancora sul tavolo negoziale
Tra gli argomenti che saranno affrontati nelle prossime riunioni figurano alcuni dei capitoli più rilevanti del contratto.
Il confronto riguarda, tra gli altri, le relazioni sindacali, l’evoluzione del rapporto di lavoro, la disciplina del lavoro agile, gli strumenti di welfare contrattuale e gli ulteriori istituti necessari a completare il quadro normativo del comparto.
Proprio questa seconda fase della trattativa potrebbe introdurre novità significative sull’organizzazione del lavoro e sui diritti del personale, completando un rinnovo che, sotto il profilo economico, è ormai definitivamente chiuso.
Un rinnovo che guarda anche al futuro
La sottoscrizione della parte economica del CCNL 2025-2027 rappresenta quindi un passaggio importante non soltanto per gli aumenti retributivi e per gli arretrati destinati ai lavoratori, ma anche perché consolida una maggiore continuità nella contrattazione del pubblico impiego.
Dopo anni caratterizzati da rinnovi spesso conclusi con notevole ritardo, la successione di tre contratti nell’arco di un quinquennio testimonia un’accelerazione del sistema negoziale, con effetti concreti sulla programmazione delle risorse e sulla tutela del potere d’acquisto del personale.
Resta ora da completare l’ultima parte del percorso: quella normativa. Solo con la conclusione delle trattative ancora aperte il CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 potrà dirsi pienamente definito, offrendo un quadro organico sia sotto il profilo economico sia sotto quello delle regole che disciplinano il lavoro di oltre un milione di dipendenti del comparto.
Il testo con la firma definitiva sulla parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027
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