Ritorno a Buenos Aires, le location del film in un viaggio speciale dall’Italia al Sud America
C’è un uomo con tutte le zone d’ombra che può portarsi dentro al centro del nuovo film di Marco Bechis, in concorso a Venezia 83 e nelle sale italiane dal 17 settembre 2026, e non la violenza come pure ci si aspetterebbe da una pellicola che racconta di dittatura e repressione. Anche le location di Ritorno a Buenos Aires sembrano esplorare questa dimensione: la prevalenza di ambienti chiusi e a tratti claustrofobici suggerisce la ricerca di una verità – e giustizia – che è innanzitutto interiore.
Di cosa parla
È il 2008 e Mariano Guerra – un personaggio di finzione come il regista, che pure ha vissuto personalmente l’esperienza del sequestro durante la dittatura argentina, ha tenuto più volte a precisare – torna in Argentina dopo trentatré anni per testimoniare contro i militari che lo sequestrarono, torturarono e tennero in stato di schiavitù. In attesa di deporre, trascorre intere giornate con altri testimoni e i compagni di allora: tanto basta per far affiorare ricordi dolorosi e che nessuna sentenza può alleggerire. Il ritorno a Buenos Aires diventa così soprattutto un viaggio interiore, l’occasione per fare i conti con cosa significa essere rimasti vivi.

Dov’è stato girato il film
Quella del film di Marco Bechis con Adriano Giannini è una produzione internazionale: la pellicola è stata girata infatti tra Italia e Brasile, tra Torino e Porto Alegre più per l’esattezza.
Torino
Gli alloggi del Ministero della Giustizia argentino dove, insieme agli altri testimoni, Mario aspetta di deporre sono in realtà i locali dell’Aula Bunker del carcere delle Vallette di Torino: costruita negli Anni Ottanta per ospitare i maxiprocessi alla Brigate Rosse e a Prima Linea e teatro negli anni di numerosi altri processi rilevanti per la storia della Repubblica (ai No Tav, alla ‘ndrangheta, eccetera), è già stata set di film famosi come soprattutto Il divo di Paolo Sorrentino e di fiction RAI dal forte seguito come L’uomo sbagliato.
Le riprese, realizzate con il supporto della Film Commission Torino Piemonte, hanno interessato più in generale i dintorni di San Salvario. Oggetto di una consistente riqualificazione, oggi il quartiere è animato da localini alla moda dove bere qualcosa, botteghe artigiane e altri indirizzi di forte interesse culturale e artistico (il museo dedicato a Cesare Lombroso è, per restare in tema di crimini e giustizia, uno di quello da segnarsi).

San Salvario è anche il quartiere più multietnico di Torino: qui non è difficile incontrare persone come Mariano che, per ragioni diverse, hanno lasciato il proprio paese d’origine e ormai da decenni vivono in Italia. Per accorgersi di questa contaminazione basta ascoltare le voci, guardare le vetrine del quartiere, respirare quel mix di odori che proviene dall’animato mercato di Piazza Madama Cristina.
Porto Alegre
Fuori dall’Italia, l’altra location di Ritorno a Buenos Aires è Porto Alegre in Brasile: la capitale del Rio Grande do Sul è stata scelta per evocare, specie con vedute panoramiche e riprese di esterni, l’ambientazione sudamericana che ha gran parte del film.

Come molte della zona, Porto Alegre è una città in cui continuano a convivere il vecchio e il nuovo, la storia (quella del Solar dos Camara, per esempio, che ospitò tra l’altro l’imperatore Dom Pedro II) e il futuro (dei numerosi centri sperimentali d’arte, di strutture moderne e di design come il Ponte dos Açorianos, di quartieri come Soho frequentati soprattutto da giovani e turisti alla ricerca di esperienze alla moda).
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)