Rottamazione quinquies 2026: come funziona la sanatoria su IMU, TARI e multe

17 Giugno 2026 - 08:42
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lentepubblica.it

La rottamazione quinquies estende il proprio raggio d’azione fino alle entrate degli enti locali, offrendo a migliaia di contribuenti la possibilità di chiudere i conti in sospeso con il Fisco territoriale senza subire il peso delle sanzioni e degli interessi maturati nel tempo. Tale opportunità, tuttavia, è subordinata alla scelta dell’ente di aderire al meccanismo agevolato.


Il percorso legislativo parte dal d.l. n. 38/2026, il cd. Decreto fiscale, che ha ampliato l’ambito applicativo della rottamazione quinquies – originariamente prevista dalla Legge di Bilancio 2026 con riferimento ai soli carichi statali – estendendola anche ai debiti nei confronti di Comuni, Regioni e Province a condizione che siano stati affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione (AdE-R).

Con riferimento all’arco temporale dei carichi ammissibili, rientrano nella definizione agevolata tutte le pendenze affidate all’agente della riscossione a partire dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2023. Sono compresi i debiti di natura tributaria – come IMU e TARI – ma anche quelli di carattere patrimoniale o sanzionatorio, tra cui le sanzioni per infrazioni stradali. Rimangono invece escluse le somme derivanti da sentenze di condanna pronunciate dalla Corte dei Conti.

Cosa si risparmia e come si paga

Chi sceglie di aderire alla rottamazione quinquies locale potrà versare il debito residuo senza corrispondere le sanzioni e gli interessi accumulati. Il pagamento potrà essere dilazionato in un massimo di 54 rate bimestrali, ciascuna di importo non inferiore a 100 euro, oppure effettuato in un’unica soluzione. La finalità è rendere il percorso sostenibile anche per i contribuenti che si trovano in difficoltà finanziarie.

La scelta spetta agli enti

La rottamazione quinquies per le entrate locali non scatta automaticamente. Ogni singolo ente territoriale deve deliberatamente scegliere se concedere questa opportunità ai propri cittadini, adottando un apposito provvedimento, pubblicandolo sul proprio sito istituzionale e trasmettendolo all’AdE-R entro il 31 luglio 2026; un termine che è stato prorogato rispetto alla scadenza originaria del 30 giugno, grazie a un emendamento approvato in sede di conversione del DL Carburanti ter, in Commissione Finanze del Senato.

L’AdE-R ha già messo a disposizione degli enti locali interessati lo strumento operativo necessario. Infatti, nella sezione “Enti Creditori” del portale istituzionale è consultabile il modello da compilare. La trasmissione deve avvenire esclusivamente tramite PEC all’indirizzo indicato nel modulo, allegando copia del provvedimento approvato.

Il doppio canale per i tributi gestiti in autonomia

Vale la pena chiarire un aspetto che spesso genera confusione. La misura gestita dall’AdE-R riguarda esclusivamente i carichi che gli enti hanno già affidato all’agente della riscossione. Per i tributi locali invece riscossi direttamente dagli enti o tramite concessionari privati, la Legge di Bilancio 2026 prevede un percorso parallelo e autonomo, per cui Comuni e Regioni possono emanare proprie delibere e regolamenti, definendo modalità e condizioni secondo le specifiche esigenze territoriali.

Il calendario per i contribuenti: le domande da ottobre a dicembre

Una volta che l’ente ha aderito e comunicato la propria scelta all’AdE-R, si apre la fase che coinvolge direttamente i cittadini. Entro il 15 ottobre 2026, l’agente della riscossione pubblicherà le linee guida operative per i contribuenti e renderà disponibili, nell’area riservata del proprio portale, i dati utili per individuare le cartelle e i carichi ammissibili alla definizione agevolata. Dal 16 ottobre e fino al 15 dicembre 2026 sarà possibile presentare la domanda di adesione, esclusivamente attraverso i canali telematici. Entro il 28 febbraio 2027 ciascun richiedente riceverà la comunicazione delle somme dovute, con il dettaglio del piano di pagamento. La prima rata o l’intero importo, per chi opta per il versamento unico, scadrà il 31 marzo 2027.

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