Saied richiama banche e governo alla “lotta al caro prezzi e alla tutela della giustizia sociale”
Il presidente tunisino Kais Saied ha richiamato il governo e la Banca centrale tunisina (Bct) alla necessità di sostenere l’economia nazionale, contrastare il caro prezzi e garantire una maggiore accessibilità al credito, nel corso di un incontro tenuto ieri al palazzo di Cartagine con la premier Sarra Zaafrani Zenzri e il governatore Fethi Zouhir Nouri. Al centro dei colloqui, secondo quanto riferito dalla presidenza della Repubblica tunisina, sono finite le condizioni dell’economia, il ruolo del sistema bancario e il rapporto tra settore pubblico e privato, in un quadro nel quale il capo dello Stato ha nuovamente posto la “giustizia” e la distribuzione della ricchezza tra le priorità dell’azione pubblica. Saied ha sottolineato in particolare il ruolo della Banca centrale nel sostegno all’economia e nella ricerca di soluzioni capaci di contribuire al raggiungimento degli equilibri finanziari. Secondo il presidente, “il dovere nazionale impone di perseguire la giustizia come premessa alla creazione della ricchezza e alla distribuzione dei suoi benefici”.
Nel corso dell’incontro, Kais Saied ha dedicato particolare attenzione anche alle banche pubbliche, ricordando che la loro istituzione “risponde all’obiettivo di sostenere gli sforzi dello Stato”. Il presidente ha inoltre ribadito la necessità che gli istituti di credito, pubblici e privati, facilitino l’accesso ai finanziamenti a condizioni agevolate e rispettino le circolari della Banca centrale. Il richiamo si inserisce nella più ampia impostazione economica sostenuta dalla presidenza, che attribuisce allo Stato un ruolo centrale nell’erogazione dei servizi pubblici e nella protezione sociale. Saied ha citato, in particolare, sanità, trasporti, istruzione e previdenza, sottolineando che “il principio della coesistenza e della complementarità tra settore pubblico e privato è previsto dalla Costituzione sulla base della giustizia sociale”. Per il presidente, quello dello “Stato sociale” non deve tuttavia rimanere “un principio costituzionale astratto, ma tradursi in condizioni concretamente percepibili dai cittadini nella vita quotidiana e nelle diverse regioni del Paese”.
Una parte consistente dell’incontro è stata dedicata al problema dell’aumento dei prezzi. Saied ha chiesto di “razionalizzare le importazioni e di intensificare la lotta alla corruzione”, sostenendo che quest’ultima “non si manifesta soltanto attraverso la concussione o la corruzione in senso stretto, ma anche attraverso frodi, ostacoli al funzionamento dei servizi pubblici e pratiche amministrative che, secondo la presidenza, danneggiano cittadini e dipendenti dello Stato”. Il tasso d’inflazione in Tunisia ha raggiunto il 5,4 per cento ad agosto 2026, in aumento rispetto al 5,1 per cento registrato a luglio. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica (Ins), l’accelerazione è legata principalmente all’aumento dei prezzi dei generi alimentari, saliti del 7,8 per cento su base annua, contro il 6,8 per cento di luglio, nonché alla crescita dei prezzi di bevande e acque minerali, al 3,7 per cento dal 3,1 per cento, e del gruppo “Salute”, al 3,4 per cento dal 2,7 per cento. Gli incrementi più marcati hanno riguardato la carne di pollame (+16,5 per cento), la carne ovina (+14,7 per cento), la frutta (+14,4 per cento), la carne bovina (+13,6 per cento) e il pesce fresco (+10,9 per cento).
Il presidente tunisino ha quindi collegato la questione economica alla sua più ampia lettura del processo politico avviato con la rivoluzione del 17 dicembre 2010-14 gennaio 2011. Secondo Saied, alcune pratiche e iniziative mirerebbero a “ostacolare il percorso intrapreso dal Paese e a diffondere l’idea che le richieste di lavoro, libertà e dignità nazionale espresse dalla popolazione siano rimaste irrealizzabili”. Nel suo intervento, Saied ha respinto anche la rappresentazione secondo cui la situazione precedente alla rivoluzione sarebbe stata “migliore”, ricordando le condizioni di “ingiustizia e corruzione” che, nella sua ricostruzione, avevano caratterizzato il periodo precedente al 2011. Il presidente Kais Saied ha infine sostenuto che, “finché la popolazione resterà consapevole dei tentativi di ostacolare il processo in corso, tali iniziative sono destinate al fallimento”.
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