Scoperta un'antica "necropoli" di balene

04 Luglio 2026 - 15:42
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Scoperta un'antica "necropoli" di balene
I fondali oceanici sono tra gli ambienti più poveri di cibo del pianeta: ecco perché i cadaveri delle balene sono fondamentali per la sopravvivenza di chi ci abita. Quando il corpo di un cetaceo affonda fino a grandi profondità, ci sono ottime probabilità che si trasformi in un'oasi di vita: ecosistemi noti come whale falls, letteralmente "cadute di balena", che attirano una grande varietà di organismi che si nutrono dei tessuti e delle sostanze nutritive rilasciate dalla carcassa. Ora uno studio pubblicato su Nature ha identificato nell'Oceano Indiano sud-orientale quella che i ricercatori definiscono una "necropoli delle balene", il più vasto e profondo insieme di carcasse e fossili di cetacei mai documentato.. Un cimitero di balene… La scoperta è stata effettuata nella zona di Diamantina, una regione profonda dell'Oceano Indiano, grazie a una serie di immersioni condotte con il sommergibile con equipaggio Fendouzhe. Nel corso dell'esplorazione i ricercatori hanno individuato cinque carcasse di balena ancora attive e ben 476 siti fossili, distribuiti tra 4.600 e oltre 7.000 metri di profondità.. La quantità di resti rinvenuti è tale da suggerire che l'area possa contenere milioni di carcasse accumulate nel corso di milioni di anni. Secondo le stime degli autori, questi depositi rappresentano anche un enorme serbatoio naturale di carbonio: il materiale organico intrappolato nelle carcasse equivale a migliaia di anni di accumulo della cosiddetta neve marina, il lento flusso di particelle organiche che cade dagli strati superficiali dell'oceano verso gli abissi.. … che è anche un rifugio Tra le scoperte più sorprendenti c'è la caduta di balena attiva (fenomeno naturale che si verifica quando la carcassa di un cetaceo affonda negli abissi oceanici, depositandosi sul fondale) più profonda mai osservata, situata a 6.789 metri: il primato precedente si attestava intorno ai 4 km. Le ossa erano ricoperte da tappeti microbici e ospitavano una comunità di animali specializzati, tra cui ofiure, molluschi che vivono in simbiosi con batteri e i celebri vermi del genere Osedax, capaci di scavare e consumare direttamente le ossa.. Gli scienziati hanno inoltre trovato specie che sembrano adattate a vivere quasi esclusivamente su questi resti, e hanno identificato fossili risalenti ad almeno 5,3 milioni di anni fa, compresi quelli di una specie di cetaceo finora sconosciuta alla scienza. Secondo i ricercatori, la necropoli potrebbe aver funzionato per milioni di anni come una sorta di "autostrada biologica" tra diversi ecosistemi degli abissi, permettendo a organismi specializzati di spostarsi da una carcassa all'altra e contribuendo così alla diffusione della vita nelle regioni più profonde e remote dell'oceano..

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