Cala Finanza, il Wwf: «Positiva la decisione di revocare l’autorizzazione a Tavolara bay»

03 Luglio 2026 - 11:38
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Cala Finanza, il Wwf: «Positiva la decisione di revocare l’autorizzazione a Tavolara bay»

Già a metà giugno, quando era venuta alla luce la notizia del cemento di lusso pronto a colare in un’area di salvaguardia tra Cala Finanza e Punta La Greca, il Wwf aveva sottolineato la necessità di bloccare un progetto che avrebbe costituito «un precedente pericoloso» per la Sardegna e non solo. Il governo, dopo aver dato via libera, ha lasciato passare non pochi giorni ma alla fine, anche di fronte all’inasprirsi delle proteste locali, ha dovuto fare marcia indietro e ha revocato l’autorizzazione unica. E ora il Wwf commenta molto positivamente questa decisione del Dipartimento per il Sud della presidenza del Consiglio dei ministri di revocare in autotutela l’autorizzazione unica all’intervento nel comune di Loiri Porto San Paolo proposto dalla Tavolara Bay srl.​

Il Panda rimarca che si trattava di un intervento per la costruzione di un resort turistico che avrebbe messo a rischio l’ambiente naturale di Cala Finanza-Punta La Greca, area di straordinario valore naturalistico e paesaggistico, affacciata sull’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, contro il quale si sono schierate la Regione Sardegna, le associazioni ambientaliste e tante comunità locali.

«È importante che ci sia stata questa forte reazione perché si è dimostrato, ancora una volta, che la mobilitazione consente di raggiungere risultati che all’inizio possono sembrare impossibili. Il passo indietro del Comune di Loiri Porto San Paolo, a cui ha fatto seguito quello delle strutture della Presidenza del Consiglio, è arrivato solo grazie a questa forte opposizione che ha scelto di non sacrificare alla speculazione di grandi gruppi economici un sito rimasto pressoché integro», scrive l’associazione ambientalista in una nota.

​Certo, aggiunge il Wwf, restano ancora tutti i problemi legati «all’uso distorto della Zona Economica Speciale (Zes), trasformata da strumento di semplificazione per le attività economiche e produttive in corsia preferenziale per interventi che incidono su territori fragili e sottoposti a tutela. E sicuramente non si deve abbassare la guardia rispetto alle mire di chi voleva realizzare l’intervento».

Ma guardando alla notizia positiva, il Panda sottolinea che ora «è stato riaffermato un principio che non può essere negoziato: l’ambiente e il paesaggio non sono variabili dipendenti dagli interessi economici, ma beni comuni tutelati dalla Costituzione e patrimonio di tutti i cittadini».

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