Servizio civile, record dei record. Quasi 160mila domande, ma i posti sono 66mila
L’impegno attira i giovani, con buona pace di chi li racconta svogliati e poco idealisti: questo ci raccontano i numeri del servizio civile, con l’ultimo bando che si è chiuso pochi giorni fa e ha battuto tutti i record di una tendenza già estremamente positiva.
Con 157.998 le domande pervenute, si supera infatti il primato registrato nel 2023, con 135.290 candidature e sfiorato lo scorso anno, con 135.057.
Mai così tante domande, insomma: l’ultimo bando segna così una rottura del trend, con un aumento netto delle candidature dopo anni relativamente stabili. Oltre 20mila domande in più, rispetto allo scorso anno, a fronte di un aumento di posti disponibili che pure aumenta ma non tiene il passo: 65.964, tra Italia ed estero. Vuol dire che meno di una domanda su due sarà accolta, con una forbice sempre più alta tra candidature e avvii in servizio.
I posti aumentano ma non bastano
Rispetto allo scorso anno i posti disponibili sono aumentati, è vero, ma troppo poco: da 61.687 a quasi 66mila, in linea comunque con un trend in crescita, anche in questo caso. Nel 2023, i posti erano 54.875. «Pur essendo, per posti finanziati, il secondo bando più alto in assoluto nella storia del Servizio civile, la risposta dei giovani è stata straordinaria e ci conferma che la strada intrapresa è quella corretta», dichiara il ministro per lo Sport e i Giovani, con delega al Servizio civile, Andrea Abodi. Sul tema VITA lo ha intervistato proprio all’apertura del nuovo bando.
Il report sull’ultimo bando non è ancora disponibile, lo sarà nelle prossime settimane: potremo allora osservare più nel dettaglio i candidati – provenienza, età, formazione – e i progetti che hanno attirato un maggior numero di domande. Possiamo intanto immaginare che, come ogni anno, la forbice tra domande e posti sia più ampia nel caso dei progetti all’estero: lo scorso anno il rapporto era del 306%. In altre parole, una domanda ogni tre ha ricevuto esito positivo.
Due nodi: identità e universalità
Restando però ai numeri che abbiamo – i posti messi a bando e le candidature ricevute – due nodi emergono con chiarezza e chiedono di essere approfonditi.
Il primo riguarda una tendenza a una crescita costante di interesse da parte dei giovani rispetto a una proposta che è innanzitutto di impegno, solidarietà, educazione alla pace e formazione alla cittadinanza attiva.
Ricordiamo solo qualche numero (gli altri potete trovarli sul sito del Dipartimento “Il servizio civile in cifre”, o nell’infografica dedicata su VITA).
Dal 2020 in poi, quindi, le domande ordinarie non sono mai scese sotto le 120 mila. Sulla base delle Relazioni al Parlamento degli ultimi anni, nel 2021 sono state 128.280, nel 2022 sono scese leggermente (126.245), nel 2023 sono salite a 135.290 e il 2024 ha mantenuto più o meno lo stesso numero di domande, con 135.057 candidature. Fino al record dell’ultimo bando, con quasi 160mila domande.
Si può ipotizzare che questa tendenza abbia a che fare anche con la crisi del mondo del lavoro e la consapevolezza che – anche in virtù della novità del 15% di posti di riserva nei concorsi pubblici – un anno di servizio civile possa non solo “fare curriculum”, ma creare opportunità d’impiego, soprattutto nel terzo settore.
Niente di male, purché questo aspetto non venga enfatizzato dalla riforma in corso tramite un disegno di legge che, per molte associazioni e per la Consulta nazionale, rischia di snaturare l’identità storica del servizio civile, trasformandolo di fatto in strumento delle politiche giovanili e lavorative. Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi con Enrico Borrelli, presidente della Consulta, che raccomandava proprio una direzione chiara e definita della riforma, a tutela delle radici del servizio civile.
Il secondo nodo critico riguarda la sproporzione tra domande e posti disponibili: una forbice che continua ad allargarsi e che ha il sapore amore di un “no” detto a tanti giovani di fronte alla loro richiesta di impegno e partecipazione attiva.
Anche in questo caso, qualche numero. Nel 2021 i posti disponibili erano 55.793, nel 2022 sono saliti a 56.205, per poi crescere fino a 71.550 nel 2023, l’anno del record, sotto questo aspetto. Nel 2024 sono scesi a 62.549, fino ad arrivare ai 65.964 dell’ultimo bando. Sempre troppo pochi, lo abbiamo visto, rispetto alle domande.

È quello che hanno evidenziato tante associazioni, anche durante le audizioni recenti sul disegno di legge: in un momento storico come questo, in cui il mondo ha bisogno di cittadini che abbiano competenze e passione per la difesa civile e non armata e per i valori della solidarietà e del dialogo, è più che mai necessario che il servizio civile rappresenti un’opportunità per tutti, dando attuazione a quella universalità che da sempre è dichiarata, ma che è ben lontana dall’essere raggiunta.
Foto apertura Vonecia Carswell (Unsplash)
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