‘Sì’ al digestato, aiuti mirati e prodotti ‘bio’: le misure (annunciate) del piano UE per i fertilizzanti

Maggio 19, 2026 - 17:25
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‘Sì’ al digestato, aiuti mirati e prodotti ‘bio’: le misure (annunciate) del piano UE per i fertilizzanti

Bruxelles – Utilizzo, con le cautele del caso, del digestato, composto che può inquinare le falde acquifere o salinizzare il suolo. E poi il ricorso a prodotti biologici, a cui si aggiungono compensazioni mirate. Di fronte all’aumento del prezzo dei fertilizzanti, causato dalla guerra di Donald Trump e Benjamin Netanyhau all’Iran che ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, la Commissione europea svela il suo piano d’azione, un insieme di misure in divenire, che vengono annunciate e rimesse ad un secondo momento per la specifica. Una lista di annunci che “la Commissione presenterà”, come recitano i documenti di accompagnamenti per cercare di dare risposte ad un settore sul piede di guerra e che già storce la bocca. Tanto che il presidente nazionale della CIA, Confederazione italiana agricoltori, Cristiano Fini, spedisce la proposta al mittente: “Il piano proposto da Bruxelles non basta. Agli agricoltori servono risposte immediate, non promesse future“.

Il piano d’azione: sostegni mirati e digestato

Diverse misure allo studio, annunciate ma da definire in dettaglio. Innanzitutto la Commissione europea intende fornire “un sostegno eccezionale e mirato” agli agricoltori europei che si trovano ad affrontare costi elevati per i fertilizzanti, attraverso “strumenti esistenti nell’ambito della politica agricola dell’UE”, scandisce il commissario per l’Agricoltura, Christophe Hansen, nel corso della presentazione nell’Aula del Parlamento europeo. Inoltre, l’esecutivo comunitario proporrà di mobilitare il bilancio dell’UE per rafforzare in modo sostanziale la riserva agricola e, come ulteriore misura di sostegno a breve termine, viene annunciata la presentazione nelle prossime settimane di “un pacchetto legislativo mirato che consentirà agli Stati membri di utilizzare appieno il sostegno disponibile nell’ambito dei rispettivi piani strategici della Politica agricola comune (PAC)”. Ancora, gli “agricoltori potranno usare le misure di contrasto agli impatti della guerra in Iran”, spiega ancora Hansen, riferendosi all’allentamento delle regole sugli aiuti di stato di recente varo.

Il commissario per l’Agricoltura, Christophe Hansen, in Parlamento europeo [foto: Laurie DIEFFEMBACQ. Copyright: © European Union 2026 – Source : EP]
Quando si parla di produzione agricola, poi, “non dovremo dipendere solo da fertilizzanti chimici, dovremo dipendere anche dal digestato, con tutte le precauzioni del caso”. Il commissario dell’Agricoltura apre alla possibilità di utilizzare il materiale residuo simile al compost, che può essere un valido fertilizzante ma che può produrre impatti ambientali importanti. La proposta trova il favore degli europarlamentari Carlo Fidanza (FdI/ECR) e Dario Nardella (PD/S&D), per una convergenza altrimenti inaspettata . La Commissione, annuncia Hansen, “presenterà misure volte a facilitare l’utilizzo dei digestati”, e accanto a questa anticipa che il collegio, “dopo la prossima valutazione della direttiva sui nitrati, chiarirà alcune norme di attuazione, per meglio allinearle alla realtà dell’agricoltura a calendario praticata sul campo”.

Produzione europea, misure in arrivo

Attualmente circa il 30 per cento del fabbisogno UE di fertilizzanti azotati è soddisfatto dalle importazioni, con alcuni prodotti in misura maggiore rispetto ad altri. Allo stesso tempo, la capacità produttiva di ammoniaca dell’UE è diminuita negli ultimi anni di quasi il 10 per cento. Inoltre, il 70 per cento del fabbisogno UE di fertilizzanti fosfatici è soddisfatto dalle importazioni di roccia fosfatica. Numeri che mettono in mostra le dipendenze UE. Per questo “il piano pone l’accento su produzione interna e prezzi abbordabili”, enfatizza Hansen, che però si limita a dire che la Commissione “adotterà misure per sostenere la propria industria nazionale dei fertilizzanti, per prevenire la deindustrializzazione, garantire forniture stabili e ridurre la dipendenza dalle importazioni”.

In questo annunciare c’è una piccola anticipazione: la Commissione, nell’incoraggiare alternative europee, porrà l’accento su un maggiore impiego di fertilizzanti organici e di origine biologica, nonché di alternative ai tradizionali prodotti minerali. Tra le opzioni allo studio per il ‘made in EU’ anche biomassa algale, soluzioni microbiche, bio-stimolanti e il recupero di azoto e fosforo dai fanghi di depurazione.

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Parole d’ordine: sostenibilità

Il piano d’azione dell’UE per i fertilizzanti vuole poi spingere il Green Deal e la sostenibilità. Da una parte la Commissione annuncia che nel contesto della prossima revisione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) verranno esaminate le opzioni per garantire che qualsiasi maggiore flessibilità per l’industria dei fertilizzanti sia accompagnata dalla responsabilità di decarbonizzare la produzione, e dall’altra parte la Commissione valuterà come fornire “i giusti incentivi per l’agricoltura a basso impatto ambientale e per la rimozione del carbonio”, combinando le risorse pubbliche e private, vale a dire Stati membri, Politica agricola comune, Fondo europeo per la competitività e entrate derivanti dall’ETS.

Tutte queste misure, secondo l’esecutivo comunitario, permetteranno di ridurre dipendenze e ridurre prezzi che per i fertilizzanti “non sono mai tornati ai livelli pre-COVID”, come ricorda Hansen e come certifica anche Eurostat nei dati diffusi oggi (19 maggio). Nell’ultimo trimestre 2025 il costo medio dei fertilizzanti è aumentato dell’8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024, con aumenti registrati in 24 Stati membri dell’UE su 27, inclusa l’Italia (+5,79 per cento).

Le critiche

“Con questo piano d’azione, proponiamo misure immediate a sostegno degli agricoltori, anche attraverso la mobilitazione delle risorse disponibili della politica di coesione”, sottolinea il vicepresidente per la Coesione le riforme, Raffaele Fitto, secondo cui con il piano d’azione “definiamo al contempo azioni a medio e lungo termine per rafforzare la resilienza del settore, ridurre la dipendenza dall’estero e rendere l’agricoltura europea più solida e competitiva”.

Ma nell’Aula c’è chi la pensa diversamente. In particolare sono i conservatori (ECR) a criticare per i tanti slogan e i pochi dettagli. “Signor Hansen, venga a presentarci proposte concrete“, critica Bert-Jan Ruissen, cui fa eco la collega Anna Zalewska: “Sinceramente di concreto non ho sentito nulla“. Anche l’estrema destra patriottica critica: “Belle parole ma poche azioni”, chiosa Barbara Bonte (PfE), mentre la collega di gruppo Mireia Borras Pabon, esprime dubbi per “fondi non garantiti”.

Meno critico, ma comunque non proprio entusiasta, l’esponente del PD, Stefano Bonaccini (S&D): “E’ un primo passo, che però non basta. Servono risorse vere, e servono misure concrete nel minor tempo possibile”. Anche dalle fila del PPE si chiede più coraggio: “Questo piano non basata”, scandisce Salvatore De Meo, per cui servono “risposte immediate”. L’europarlamentare Per Clausen de laSinistra, critica innanzitutto l’assenza di testi e la non condivisione con l’Aula, quindi affossa la presentazione: “Qui è come voler guarire un alcolizzato dandogli alcol a basso costo”.

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