Siccità, ritorno dei profughi e tagli agli aiuti: l'Afghanistan verso una crisi ancora più grave

Maggio 15, 2026 - 11:02
0
Siccità, ritorno dei profughi e tagli agli aiuti: l'Afghanistan verso una crisi ancora più grave

Secondo l’”Afghanistan socioeconomic review 2024-2025 pubblicata dall’United Nations Development Programme (undp), «La povertà in Afghanistan continua ad aggravarsi: nel 2025, tre quarti degli afghani – circa 28 milioni di persone – non sono stati in grado di soddisfare i propri bisogni primari, poiché la modesta crescita economica non riesce a tenere il passo con la rapida crescita demografica, il calo degli aiuti internazionali, il peggioramento degli shock climatici e le continue restrizioni ai diritti delle donne», E il ritorno di 2,9 milioni di afghani solo nel 2025 sta ulteriormente mettendo a dura prova servizi e mezzi di sussistenza già sovraccarichi.

Quando le truppe Usa-Nato si ritirarono dell’Afghanistan restituendo il potere ai talebani, i Paesi occidentali – Italia compresa – promisero che non avrebbero abbandonato alla vendetta islamista chi aveva collaborato con loro, che avrebbero difeso i diritti delle donne e che gli aiuti umanitari sarebbero continuati. Il Rapporto socioeconomico sull'Afghanistan dell'UNDP rivela tutt’altra realtà: «Mentre la percentuale di afghani che vivono in condizioni di insicurezza alimentare è rimasta invariata, la situazione è dominata dai rimpatriati, con un aumento di 1,4 milioni di persone colpite dal rientro nel Paese nel 2025. Milioni di famiglie si trovano ad affrontare crescenti difficoltà, non avendo accesso a beni di prima necessità come acqua, cibo, assistenza sanitaria, alloggio, riscaldamento e vestiario. Oltre l'80% delle famiglie è indebitato e quasi tre quarti ricorrono a strategie di sopravvivenza negative per riuscire a tirare avanti giorno per giorno».

Kanni Wignaraja, vicesegretaria generale aggiunta delle Nazioni Unite e direttrice regionale dell'UNDP per l'Asia e il Pacifico, evidenzia che «Facendo il punto sulla realtà socioeconomica dell'Afghanistan, il rapporto di quest'anno rivela un Paese sottoposto a crescenti pressioni, con l'elevato numero di rimpatriati e ulteriori battute d'arresto economiche e climatiche che si intensificheranno nel 2025, man mano che le pressioni si sovrappongono. Questo sottolinea perché i progressi nello sviluppo umano di base rimangono fondamentali per la stabilità in Afghanistan e oltre i suoi confini, soprattutto per le comunità più vulnerabili che vivono in ecozone estremamente fragili».

Mentre cresce l’insicurezza ai confini con Pakistan e Iran, in Afghanistan il numero dei rimpatri è senza precedenti, e sta ridefinendo i bisogni e aumentando i rischi. «Quasi 5 milioni di afghani sono rientrati in patria tra il 2023 e il 2025, e i rimpatriati più recenti si trovano ad affrontare una vulnerabilità estrema: il 92% vive in condizioni di insicurezza alimentare, contro il 74% a livello nazionale. Nelle province con un alto tasso di rimpatri, solo il 3% ha un impiego formale, mentre il 78% si affida al lavoro occasionale giornaliero».

Sotto il governo dell’emirato dei talebani, l'economia afgana ha registrato una crescita modesta per il secondo anno consecutivo, con un rallentamento della crescita del PIL reale dal 2,3% nel 2024 all'1,9% nel 2025. Ma l’UNDP fa notare che «La crescita demografica del 6,5% ha superato l'espansione economica, determinando un calo stimato del 2,1% del PIL reale pro capite, lasciando i redditi ben al di sotto dei livelli del 2020. Questo continuo calo del reddito pro capite colloca l'Afghanistan tra i Paesi più poveri al mondo secondo questo indicatore. Nel 2025, il deficit commerciale dell'Afghanistan ha raggiunto la cifra record di 11,3 miliardi di dollari, pari a circa il 60% del PIL nominale, a causa dell'impennata delle importazioni e della stagnazione delle esportazioni. L'agricoltura è stata colpita dagli shock climatici che si sono intensificati nel 2025. La frequenza della siccità è quasi raddoppiata, interessando il 64% del Paese. L'accesso all'acqua potabile in quantità sufficiente è diminuito del 44% a livello nazionale, rispetto al 59% del 2024». 

Poi ci sono le restrizioni ai diritti delle donne e delle ragazze che continuano a ridurre la forza lavoro in Afghanistan e a minare il potenziale economico del Paese: «Quasi 100 decreti emanati dal 2021 rimangono in vigore nel 2025, limitando l'occupazione, l'istruzione e la libertà di movimento delle donne. La frequenza scolastica delle ragazze è rimasta al 42%, rispetto al 73% dei ragazzi», denuncia il rapporto.

E l’occidente non sta mantenendo nessuna delle promesse fatte al popolo afghano: «Nel 2025, gli aiuti internazionali totali all'Afghanistan sono diminuiti del 16,5%, nonostante il continuo aumento dei bisogni. Oltre 440 cliniche hanno dovuto chiudere o ridurre i servizi a causa dei tagli ai finanziamenti, facendo aumentare la percentuale di persone impossibilitate ad accedere all'assistenza sanitaria dal 16% del 2024 al 23% del 2025».

Stephen Rodriques, rappresentante residente dell’UNDP in Afghanistan, conclude: «In tutto l’Afghanistan, le comunità hanno bisogno di qualcosa di più di un aiuto a breve termine. Hanno bisogno di un percorso verso il progresso. Investire in posti di lavoro, servizi e mercati locali contribuirà a rilanciare le economie familiari e sarà essenziale per dare alle persone una reale possibilità di ricostruire le proprie vite e riprendere il controllo del proprio futuro».

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione Eventi e News

Redazione Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User