Sinner nel mirino dei paparazzi: cos’è quel sensore sul corpo del campione, arma non tanto segreta per non crollare più

18 Giugno 2026 - 15:18
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Sinner nel mirino dei paparazzi: cos’è quel sensore sul corpo del campione, arma non tanto segreta per non crollare più

Sinner si allena a Montecarlo: virale l’immagine con il sensore glicemico al braccio

Sinner si allena a Montecarlo: e diventa virale l’immagine con il sensore glicemico al braccio. Tant’è, il nostro Jannik torna nel mirino di paparazzi e social: ma ci è mai uscito? Fatto sta che la caccia al dettaglio e allo scoop sul numero 1 non conosce tregua. Così, ecco entrare nel mirino di commentatori e biografi del talento azzurro il sensore del glucosio immortalato già in diverse foto rimbalzate dal web alle principali testate. Del resto si sa: il tennis moderno si gioca sui millimetri, ma la permanenza sul trono mondiale si decide sui milligrammi…

Lo sa bene Jannik che, smaltita l’eliminazione shock al Roland Garros contro Cerundolo, è tornato ad allenarsi sui campi di Montecarlo con una novità sul braccio: un dispositivo medico per il monitoraggio continuo del glucosio (Cgm).

Sinner e il sensore del glucosio nel mirino degli attenti osservatori

Riavvolgendo il nastro, allora, non possiamo non tornare al blackout parigino, che aveva sollevato parecchi interrogativi, spingendo l’altoatesino a sottoporsi a esami specifici all’ospedale San Raffaele di Milano. La risposta dello staff medico e tecnico non si è fatta attendere: sul corpo del campione italiano è comparso l’“Abbott Freestyle Libre”: un sensore intelligente che traccia i livelli di zucchero nel sangue 24 ore su 24, inviando aggiornamenti costanti allo smartphone ogni cinque minuti.

Uno strumento per decodificare i cali energetici e prevenire le fasi di ipoglicemia durante gli sforzi prolungati

Dunque, a quanto si apprende dall’Adnkronos – ma non solo – per un atleta d’élite questo strumento rappresenta la chiave per decodificare i cali energetici e prevenire le fasi di ipoglicemia durante gli sforzi prolungati. I dati raccolti permetteranno di capire l’esatta evoluzione della glicemia in sessioni di due o tre ore. E di individuare il momento esatto in cui l’organismo inizia a “bruciare” più del dovuto. Pertanto, le risposte ottenute guideranno in modo scientifico l’alimentazione e l’integrazione personalizzata prima, durante e dopo i match. Ossia: sapere quando assumere determinati carboidrati può fare la differenza tra una vittoria e un crollo improvviso.

Sinner e il sensore del glucosio giù in uso da Zverev e non solo…

Del resto, la ricerca ossessiva del dettaglio non è una novità assoluta nel circuito: Alexander Zverev lo utilizza regolarmente per la sua nota forma di diabete. Ma esperimenti simili hanno già coinvolto giganti come Novak Djokovic e il giovane Holger Rune, con cui Sinner ha scambiato proprio nel Principato. Perché anche nello sport l’Italia continua a difendere il suo primato tecnologico e atletico. Soprattutto mentre Jannik Sinner cerca risposte per blindare la sua leadership in vista di Wimbledon. E la strada intrapresa sembra quella giusta.

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